Donald Trump ha imposto ‘Lake America’ nell’uso ufficiale federale statunitense, ma il nome non è riconosciuto dal Canada né è diventato universale. Google Maps lo mostra anche in Italia. Apple e MapQuest hanno fatto una scelta diversa.

L’altra sera, incuriosita dalla querelle geopolitica sulla denominazione del Lago Ontario, ho aperto Google Maps dall’Italia per capire se anche la cartografia stesse rappresentando l’attuale caos tra Canada e Stati Uniti. Ebbene sì: il lago ora ha due nomi, quello utilizzato da secoli e Lake America, deciso la scorsa settimana da Donald Trump. Su Apple Maps, invece, è ancora soltanto Lake Ontario. Com’è possibile che due mappe dello stesso luogo raccontino due realtà differenti?

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La risposta breve è che Trump non ha cambiato universalmente il nome del lago. Il 27 agosto 2026 ha firmato un ordine esecutivo che impone l’uso di Lake America alle agenzie federali statunitensi e ne dispone l’inserimento nel Geographic Names Information System (GNIS), il database ufficiale dei nomi geografici degli Stati Uniti. L’ordine non obbliga il Canada, le organizzazioni internazionali o gli altri Paesi ad adottare la nuova denominazione. E non impone formalmente nulla a Google, Apple o alle altre società private. Queste possono però decidere di recepire i nomi presenti nelle banche dati ufficiali nazionali. È ciò che ha fatto Google.

Perché Google Maps mostra Lake America in Italia

Google ha spiegato di aggiornare le proprie mappe sulla base delle fonti governative riconosciute nei singoli Paesi. Negli Stati Uniti quella fonte è il Geographic Names Information System (GNIS), che ha già sostituito Lake Ontario con Lake America. «Aggiorniamo Google Maps per riflettere i cambiamenti dei nomi nelle fonti governative ufficiali», ha scritto la società, precisando come la piattaforma mostrerà tre versioni differenti dello stesso lago: negli Stati Uniti apparirà Lake America; in Canada rimarrà Lake Ontario; negli altri Paesi saranno visualizzati entrambi i nomi.

«Gli utenti al di fuori di Stati Uniti e Canada vedranno entrambi i nomi», conferma Google nel suo blog ufficiale. Aprendo Google Maps dall’Italia, il 30 agosto compariva infatti la dicitura Lake Ontario (Lake America). Per questa decisione, Google Maps si trova ora al centro di una furiosa polemica. E a ben vedere, perché la questione non è soltanto simbolica: la decisione di un singolo Stato ha modificato la cartografia mostrata agli utenti del resto del mondo. Non ha cambiato il nome ufficiale del lago in Italia, ma ha comunque inserito Lake America nella rappresentazione geografica che milioni di persone consultano ogni giorno.

La differenza è sostanziale. Un nome può essere ufficiale per l’amministrazione di uno Stato senza diventare automaticamente quello riconosciuto dal resto del mondo. Una piattaforma globale può però dargli una visibilità internazionale che la decisione politica, da sola, non avrebbe avuto.

Il precedente del Mare del Giappone e del Mare Orientale

Non è la prima volta, in realtà, che Google Maps rappresenta denominazioni geografiche differenti in base al luogo dal quale viene consultato. Il caso più noto riguarda il mare tra il Giappone e la penisola coreana. Tokyo riconosce il nome Sea of Japan, mentre la Corea del Sud utilizza ufficialmente East Sea, Mare Orientale. Google mostra la prima denominazione agli utenti giapponesi, la seconda a quelli sudcoreani ed entrambe nel resto del mondo: Sea of Japan (East Sea).

Da questo punto di vista, la scelta compiuta per il Lago Ontario segue una politica già applicata altrove e non può essere considerata, da sola, una decisione presa appositamente per assecondare Trump. Esiste però una differenza importante. Mare del Giappone e Mare Orientale sono due denominazioni sostenute da Paesi diversi attraverso una disputa diplomatica che dura da decenni. Lake America, invece, è un nome introdotto unilateralmente dagli Stati Uniti appena pochi giorni fa per un lago condiviso con un Paese che continua a chiamarlo Lake Ontario.

La coerenza della regola non elimina quindi il problema, ma lo rende ancora più evidente: è sufficiente che un governo inserisca una nuova denominazione nel proprio database nazionale perché Google la renda visibile anche nel resto del mondo? Nel caso di Lake America è accaduto esattamente questo. Senza un accordo con il Canada e senza alcun riconoscimento internazionale, il nome scelto da Trump è entrato nella cartografia consultata anche dagli utenti italiani.

Trump può cambiare il nome di un lago condiviso con il Canada?

Trump può stabilire come le istituzioni federali statunitensi debbano chiamare il lago nelle proprie mappe, nei documenti e nelle comunicazioni ufficiali. Non può però imporre la stessa denominazione al Canada, che condivide il lago con gli Stati Uniti e continua a chiamarlo Lake Ontario. Il nome Ontario, inoltre, non nasce dalla provincia canadese. È il contrario: la provincia ha preso il nome dal lago. Il termine deriva da una lingua indigena nordamericana ed era già utilizzato dai cartografi europei nel XVII secolo, molto prima della nascita degli attuali Stati Uniti e del Canada.

Per Ottawa e per il governo della provincia dell’Ontario, il nome non è mai cambiato. Il premier Doug Ford ha risposto facendo installare un grande cartello con la scritta «Lake Ontario. Now and always», Lake Ontario, ora e per sempre. La decisione statunitense produce quindi una denominazione nazionale concorrente, non una modifica geografica universalmente riconosciuta.

Perché Apple e Google mostrano nomi diversi

Nel controllo effettuato dall’Italia il 30 agosto, Apple Maps continuava a mostrare soltanto Lake Ontario. Apple non aveva annunciato l’adozione della nuova denominazione. MapQuest ha assunto una posizione ancora più esplicita, pubblicando sui propri canali social il messaggio: «Non lo cambieremo». Nessuna delle tre piattaforme sta violando una regola internazionale. Google ha scelto di seguire immediatamente il database federale statunitense e di adattare il risultato al Paese dal quale viene consultata la mappa. Apple e MapQuest, almeno per ora, hanno mantenuto la denominazione storica.

Questo confronto mostra quanto le mappe digitali siano diverse da una carta geografica stampata. Non sono immagini fisse, ma sistemi continuamente aggiornati che combinano fonti governative, database, lingue e decisioni aziendali. Possono persino modificare il nome di un luogo in base alla posizione dell’utente. Google Maps, in breve, sta applicando una propria politica editoriale per rappresentare un conflitto tra nomi ufficiali nazionali.

Chi stabilisce i nomi geografici internazionali?

Non esiste un’autorità mondiale con il potere di battezzare obbligatoriamente ogni mare, lago o territorio. Il gruppo di esperti delle Nazioni Unite sui nomi geografici, l’UNGEGN, favorisce la standardizzazione, lo scambio tra gli Stati e la tutela del valore culturale e linguistico dei toponimi. Non sostituisce però le autorità nazionali e non può imporre una denominazione universale. Quando un elemento geografico appartiene interamente a un Paese, è normalmente quello Stato a stabilirne il nome ufficiale. Quando invece è condiviso o conteso, la situazione diventa più complessa: possono servire accordi tra i governi oppure possono continuare a convivere nomi differenti.

In passato erano gli atlanti a rendere stabile una denominazione. Oggi una scelta compiuta a Washington può apparire poche ore dopo anche sullo smartphone di una persona che vive in Italia. Non perché quella decisione abbia acquisito valore universale, ma perché una società privata americana ha stabilito come tradurla in una mappa globale. Sembra banale, ma non lo è: la geografia non è appannaggio di un singolo Presidente e non dovrebbe diventare neppure materia editoriale di una piattaforma privata.
Mostrare insieme Lake Ontario e Lake America significa infatti collocare sullo stesso piano un nome utilizzato da secoli e una denominazione introdotta unilateralmente pochi giorni fa, senza l’accordo del Paese con cui il lago è condiviso.

Google può sostenere di avere applicato una regola neutrale, ma una regola che elimina il contesto finisce per produrre una rappresentazione faziosa. Viviamo in un’epoca che sembra aver perso proprio il senso del contesto: registrare una decisione non significa riconoscerle legittimità, e renderla visibile su scala mondiale non è un gesto neutrale. Google Maps non si è limitata ad aggiornare un database. Ha trasformato la pretesa geografica di un presidente nella seconda denominazione di un lago per il resto del mondo.

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