Agli Europei di Birmingham 2026, Larissa Iapichino ha battuto Jazmin Sawyers e Hilary Kpatcha per appena uno e due centimetri. Ecco come viene calcolata la distanza nel salto in lungo.

Sette metri per l’oro, 6,99 per l’argento, 6,98 per il bronzo. Agli Europei di atletica di Birmingham 2026, appena due centimetri di sabbia hanno separato Larissa Iapichino dalla britannica Jazmin Sawyers e dalla francese Hilary Kpatcha. Ma come si misura con tanta precisione un salto in lungo? La distanza non viene calcolata dal punto esatto in cui il piede dell’atleta lascia il terreno. Si misura sempre dalla linea di stacco, cioè dal bordo dell’asse più vicino alla buca, fino all’impronta più vicina lasciata nella sabbia da qualsiasi parte del corpo. La misurazione viene effettuata perpendicolarmente alla linea.

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Questo significa che non conta soltanto dove arrivano i piedi. Se durante l’atterraggio l’atleta perde l’equilibrio e appoggia una mano dietro di sé, sarà proprio quell’impronta più arretrata a stabilire la misura. Lo stesso accade se cade all’indietro o lascia un segno nella sabbia con il bacino. Anche lo stacco è decisivo. Superare la linea rende nullo il salto. Partire qualche centimetro prima, invece, significa regalare spazio, perché la misurazione comincia comunque dalla linea e non dalla posizione effettiva del piede.

Il 7,00 di Iapichino è arrivato con un vento di +2,1 metri al secondo, appena oltre il limite di +2,0 previsto per l’omologazione dei record. Il salto resta però valido per la gara e le ha consegnato l’oro europeo. Sawyers si è fermata un centimetro più indietro. Kpatcha due. In una finale così, anche una mano appoggiata male può cambiare il colore di una medaglia.

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