Il sindaco di Modena racconta il legame con il progetto seguito fin dai suoi anni da assessore regionale: «Passato e futuro si incontreranno in Piazza Sant’Agostino».
Da una parte l’ex Ospedale Sant’Agostino, destinato a diventare un ecosistema dedicato ad arte, scienza, ricerca e innovazione. Dall’altra il Palazzo dei Musei, custode della storia e delle collezioni della città. In mezzo, una piazza oggi occupata dalle automobili che dovrà trasformarsi nel punto di incontro tra il passato e il futuro di Modena. È questa l’immagine scelta dal sindaco Massimo Mezzetti per raccontare AGO, il grande progetto di restauro e rifunzionalizzazione del complesso settecentesco promosso da Fondazione di Modena. Un intervento che Mezzetti conosce da prima della sua elezione a sindaco, avendone seguito lo sviluppo durante i dieci anni trascorsi alla guida dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna.
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«È sicuramente motivo di grande orgoglio. Tra l’altro, io sono particolarmente legato ad AGO perché, prima di questa esperienza, ho fatto per dieci anni l’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e ho seguito passo dopo passo tutta la fase evolutiva del progetto», spiega.
L’apertura di AGO l’11 dicembre 2026
La prima apertura è fissata per l’11 dicembre 2026 e riguarderà una parte centrale del nuovo polo culturale. Sarà il primo passo di un percorso progressivo che porterà AGO a occupare circa 22.000 metri quadrati dell’ex ospedale con musei, archivi, collezioni, laboratori, spazi per la ricerca e la formazione. «L’11 dicembre si inaugurerà la prima tranche, quella più significativa, anche perché comprenderà tutta la parte dell’esposizione visiva e quella museale universitaria», anticipa Mezzetti.

In occasione dell’apertura sarà inaugurata anche una mostra curata da CRA-Carlo Ratti Associati e Fondazione AGO. Il percorso riunirà oltre 150 opere provenienti, tra gli altri, dalle collezioni di Fondazione AGO, dall’Università di Modena e Reggio Emilia, dal Museo della Figurina, dalle Gallerie Estensi e dal Museo Civico, accanto a prestiti e nuove commissioni internazionali.
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Circa cinquanta artisti saranno chiamati a confrontarsi con tre grandi temi: abitare, curare ed esplorare. AGO, tuttavia, non nasce come la somma di più musei. La sua identità risiede nelle relazioni che riuscirà a costruire tra discipline, istituzioni e persone. «Via via si svilupperà l’idea delle connessioni, delle sinapsi tra la cultura umanistica e quella scientifica. È quindi un progetto che guarda al futuro», sottolinea il sindaco.
Una piazza tra passato e futuro
La stessa relazione tra conoscenza umanistica e ricerca scientifica trova una rappresentazione concreta nella geografia di Piazza Sant’Agostino. Di fronte ad AGO si trova infatti il Palazzo dei Musei, che sarà ampliato nell’ala degli ex Ospedali Estensi e rappresenta, nelle parole di Mezzetti, la memoria della città. «Di fronte c’è l’antico Palazzo dei Musei, che si svilupperà nell’ala degli ex Ospedali Estensi e rappresenta invece la parte del passato, del nostro passato. – dice – Quindi il passato e il futuro si incontrano in questa piazza».

Perché questo incontro diventi reale, tuttavia, la piazza dovrà cambiare funzione. L’obiettivo dichiarato dal sindaco è liberarla dal parcheggio e restituirla alla comunità come spazio pubblico, culturale e sociale. «La piazza dovrà essere liberata dal parcheggio, perché dovrà diventare la connessione fra i due periodi storici, il passato e il futuro. – commenta – Dovrà essere il luogo in cui la comunità si ritrova intorno ad attività culturali, museali, espositive, artistiche e di spettacolo, come facciamo ormai da due estati».
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Proprio le iniziative dell’Estate modenese hanno cominciato ad anticipare il futuro uso dello spazio. Ne è un esempio Origami, il modello della copertura cinetica progettata da CRA-Carlo Ratti Associati con Chuck Hoberman per il Cortile delle Tenaglie. Una struttura mobile, attesa entro il 2029, che potrà aprirsi e richiudersi per adattare il cortile a mostre, spettacoli, incontri e attività quotidiane.
«Uno spazio attraversato tutti i giorni»
Per Mezzetti, AGO rappresenta anche il risultato di un investimento eccezionale per dimensioni, durata e destinazione: «È motivo di grande orgoglio il lavoro di una fondazione che credo sia unica in Italia per aver realizzato un investimento così grande e protratto per così tanti anni in un progetto di rigenerazione urbana destinato a funzioni culturali». Per molto tempo, ammette il sindaco, Modena si è interrogata su cosa sarebbe diventato l’ex Ospedale Sant’Agostino e su quali attività avrebbe realmente ospitato. Le iniziative organizzate in piazza hanno iniziato a offrire una prima risposta, rendendo visibile un progetto rimasto a lungo racchiuso dietro le impalcature del cantiere.

«La città si è interrogata a lungo su che cosa avrebbe potuto esserci qui dentro, su cosa ci sarebbe stato. Ora sta cominciando a scoprirlo attraverso l’uso della piazza: da due estati abbiamo iniziato a far capire ciò che faremo dentro AGO», dice il Sindaco. Il rapporto con i cittadini diventerà ancora più concreto con l’apertura degli spazi restaurati. Ed è proprio sulla soglia del nuovo polo culturale che si gioca, secondo Mezzetti, una delle sfide più importanti: evitare che la monumentalità dell’edificio lo trasformi in un luogo distante dalla vita quotidiana.
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«La città si sta coinvolgendo sempre di più e lo sarà ancora maggiormente quando apriremo gli spazi, perché potrà vedere da vicino lo straordinario intervento di rigenerazione realizzato e quello che AGO potrà diventare. – chiosa Mezzetti – Non dovrà essere un tempio della cultura invalicabile, in cui il cittadino ha paura di varcare la soglia, ma uno spazio vissuto e attraversato tutto il giorno, per tutti i giorni dell’anno».
Questo articolo fa parte dello speciale dedicato ad AGO. Leggi la guida completa: AGO a Modena: cos’è, quando apre e che cosa ospiterà.
Foto: Rolando Paolo Guerzoni
