Matteo Tiezzi, presidente di Fondazione di Modena, racconta la «grande scommessa» dell’ex Ospedale Sant’Agostino.

loading

L’Origami installato in piazza Sant’Agostino, a Modena, è soltanto il primo movimento visibile di una trasformazione molto più ampia. Il modello anticipa infatti la copertura cinetica progettata da CRA–Carlo Ratti Associati con Chuck Hoberman per il Cortile delle Tenaglie, ma soprattutto porta fuori dal cantiere l’idea attorno alla quale sta prendendo forma AGO: fare dell’ex Ospedale Sant’Agostino non un nuovo museo, ma un luogo capace di cambiare insieme alle persone, alle attività e alle istituzioni che lo attraverseranno. La prima apertura è prevista per l’11 dicembre 2026. Sarà l’inizio di un percorso progressivo che restituirà alla città circa 22mila metri quadrati destinati a mostre, musei, archivi, collezioni, ricerca, formazione e progetti sociali. Una dimensione imponente, che rappresenta per Fondazione di Modena una possibilità straordinaria e, allo stesso tempo, una sfida.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

LEGGI ANCHE: AGO, Carlo Ratti: «A Modena il passato diventa anche futuro»

«È facile quanto complessa», spiega Matteo Tiezzi, presidente di Fondazione di Modena. «È facile – continua – perché abbiamo a disposizione uno spazio eccezionale, sia per le dimensioni sia per la tipologia. Ed è molto complessa perché ci saranno tanti interlocutori, tanti soggetti che lavoreranno al suo interno. Ma sarà proprio questa l’opportunità per fare lavorare insieme patrimoni e culture differenti, in un dialogo che siamo convinti possa arricchire la città».

Un grande spazio per patrimoni e culture differenti

Il punto, dunque, non è soltanto riaprire un grande edificio settecentesco, ma riuscire a far convivere al suo interno identità, competenze e funzioni diverse. AGO nasce infatti dall’incontro tra Fondazione di Modena, Comune di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia e istituzioni culturali del territorio. Un ecosistema che prova a superare la tradizionale separazione tra arti, scienze, tecnologia, educazione e cittadinanza.

«Lo spazio ospiterà il compendio delle attività della Fondazione, che si concentra su arte, cultura, ricerca e sociale», prosegue Tiezzi. «Qui avremo la rappresentazione dei diversi mondi che si occupano di cultura, ricerca e sociale. – commenta – La parte espositiva sarà la prima ad aprire, con una mostra molto importante di Fondazione AGO. Nei mesi successivi arriveranno i Musei universitari e quindi la presenza dell’Università, che sta già sviluppando progetti di ricerca all’interno del complesso».

Dalla prima mostra ai Musei universitari

L’apertura di dicembre coinciderà infatti con una grande esposizione curata da CRA–Carlo Ratti Associati e Fondazione AGO. Il progetto metterà in dialogo oltre 150 opere provenienti dalle collezioni di Fondazione AGO, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, del Museo della Figurina, delle Gallerie Estensi e del Museo Civico, accanto a prestiti e nuove commissioni internazionali. Circa cinquanta artisti saranno chiamati a confrontarsi con tre azioni essenziali — abitare, curare ed esplorare — intrecciando patrimonio storico, ricerca scientifica e linguaggi contemporanei.

La mostra, tuttavia, sarà soltanto il primo tassello. «Avremo tanti player. – sottolinea Tiezzi – Ci sarà il Museo della Figurina, ci sarà FEM, Future Education Modena, un soggetto da noi partecipato che sviluppa progetti educativi, e ci sarà una parte dedicata all’area sociale, con iniziative capaci di produrre un valore concreto». È questa pluralità a rendere AGO qualcosa di diverso da un museo tradizionale. Il patrimonio non viene pensato come un insieme di oggetti da custodire dentro spazi separati, ma come una materia da rimettere continuamente in circolo. Collezioni artistiche, reperti scientifici, archivi, tecnologie e attività educative dovranno incontrarsi e produrre nuove relazioni, anche al di fuori dell’edificio.

Un ecosistema culturale di 43mila metri quadrati

In questo disegno diventa centrale anche piazza Sant’Agostino, che Fondazione di Modena auspica possa essere pedonalizzata e trasformata in una vera destinazione culturale cittadina. «Considerando lo spazio espositivo, la piazza e il Palazzo dei Musei, che si trova proprio di fronte, questo sarà uno dei dieci sistemi museali più grandi del mondo, non d’Europa», afferma Tiezzi richiamando i dati illustrati da Carlo Ratti. Il sistema dei Campi di Modena, nel quale AGO si inserisce, raggiunge complessivamente circa 43mila metri quadrati. «È una grande scommessa, che ci sentiamo di fare perché abbiamo uno spazio eccezionale e la collaborazione di personalità straordinarie. – continua il presidente – Non è da tutti avere Carlo Ratti a progettare, Italo Rota a ideare questo spazio e il dialogo tra i diversi mondi che lo popoleranno, e Chuck Hoberman a lavorare a un’opera così particolare».

La futura copertura del Cortile delle Tenaglie rende visibile proprio questa idea di trasformazione. La struttura, leggera e mobile, potrà aprirsi e richiudersi come un origami, modificando il grado di luce e protezione del cortile e permettendo di utilizzarlo durante tutto l’anno. Non cancellerà il carattere storico dello spazio, ma gli consentirà di assumere configurazioni differenti. La sua realizzazione è prevista entro il 2029.

Carlo Ratti e un progetto ancora in fieri

Il confronto con Carlo Ratti, racconta Tiezzi, non si limita però agli aspetti architettonici. «È una persona estremamente dinamica. – dice – Tutte le volte che lo incontro mi fa venire un pezzo di pensiero in più. C’è un ottimo dialogo ed è una persona estremamente curiosa: per noi significa tanto, perché ci aiuta a scoprire e a immaginare cose nuove». Anche per questo AGO appare oggi come un progetto definito nella sua visione, ma ancora aperto nelle possibilità. «Il progetto è fisso, ma conserva sempre una componente in fieri. – conclude Tiezzi – Siamo di fronte a persone eccezionali, che ogni volta che le incontri ti danno nuovi stimoli».

Questo articolo fa parte dello speciale dedicato ad AGO. Leggi la guida completa: AGO a Modena: cos’è, quando apre e che cosa ospiterà.

Foto: Rolando Paolo Guerzoni

Revenews