Dal 16 al 19 luglio il Kef – Kalabria Eco Fest torna nel Bosco della Gigliara di Polia con simposi, musica, laboratori e pratiche ecologiche per costruire comunità e nuovi immaginari sostenibili.
Dal 16 al 19 luglio il Kef – Kalabria Eco Fest torna nel Bosco della Gigliara di Polia, nelle Serre calabresi, per la sua sesta edizione. Quattro giornate di laboratori, simposi, performance, musica dal vivo e pratiche ecologiche trasformano il bosco in uno spazio condiviso, dove sperimentare una cultura della sostenibilità e rafforzare legami di comunità.
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Organizzato da Kalabria Eco ETS, il festival nasce per promuovere percorsi educativi, artistici e partecipativi, mantenendo accessibili e gratuite molte attività anche grazie a una campagna di crowdfunding che ha già raccolto oltre 1.500 euro. Le diverse aree del bosco – da ‘a Fhuntana alle zone Ddhassupa e Ddhassutta, fino a ‘a Pagoda, ‘a Chiesa e ‘a ‘Nchianata – ospitano un programma diffuso che invita a muoversi, incontrarsi e abitare il paesaggio.

Dal benessere ai simposi: il bosco come spazio di confronto
Giovedì 16 luglio il Kef si apre dalle 15:00 con i saluti inaugurali e il laboratorio KEFare? idee, dialogo e progettazione condivisa, pensato come momento di confronto e costruzione partecipata del festival. Nel pomeriggio il Welcome Drum Jam Circle con Antonio Petitto introduce alla dimensione collettiva del ritmo, mentre la sera il bosco si accende con il concerto intorno al fuoco della cantautrice Angelica Perri, seguito da un trekking notturno e osservazione astronomica a cura di Agharti Esplorazioni e A. Zavaglia.
Venerdì 17 luglio la giornata si concentra sulle attività dedicate al benessere, tra yoga, camminata rituale e allenamento naturale, a cui si affiancano laboratori di tinture botaniche e circo. Al centro del pomeriggio il simposio Fare mondo. Arte e costruzione del bene comune mette in dialogo realtà che operano nei territori per generare comunità e nuove forme di partecipazione, insieme ad Arci Chicchi di Palmi, Rosarno Film Festival, Sustaria, Abitiamo il Lametino e Kalabria Eco ETS.
Dalle 16:00 il focus si sposta su economia sociale e interazioni, con un workshop di decrescita e giustizia globale condotto da Luciana Rendace, che invita a mettere in discussione i paradigmi di crescita illimitata. A seguire i laboratori Radici con Laura Izzi, Danza con le relazioni con Elena Garufi ed Herbarium, bassorilievi vegetali con Francesca Monaldi, che tornerà anche nell’ultima giornata. La sera si alternano il Damascelli-Venza Duo, Neghentropy di Marmaloma, il progetto Ritual di Antonio Marotta, Yoga Nidra sotto le stelle e la Silent Disco di mezzanotte con Maek Dj.

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Ambiente, femminismi e jam finale nel cuore del Kef
Sabato 18 luglio il programma mette al centro ambiente ed educazione territoriale. Roberto Piterà cura La prova generale della Rivoluzione, con restituzione finale il 19 luglio, affiancato da un talk dedicato ai nuovi OGM e dal simposio Comunicare la difesa del territorio. Narrazioni, conflitti e responsabilità, che coinvolge Serena Palermiti, Piero Polimeni, Maria Fuduli, Francesco Tassone, il Comitato spontaneo per la difesa della Costa Viola, il Coordinamento Regionale Controvento Calabria e il Movimento Terra e Libertà Calabria. In serata spazio a teatro, burlesque, drag e musica dal vivo con il progetto WIP Perc’n’bass di Totò Petitto + Kalabria Trance Experiment (Denaro, Macrì), prima di un nuovo appuntamento con Yoga Nidra e la Silent Disco guidata da Anton Dj.
Domenica 19 luglio il festival si chiude con una giornata diffusa tra laboratori di acquerello, fotografia, biodanza, ceramica, magia ed EFT, oltre a letture dedicate a bambine e bambini. Tra i momenti centrali c’è il confronto Decostruire per ricostruire. Nuove maschilità e femminismi di provincia, che affronta il tema del transfemminismo attraverso le esperienze di realtà associative calabresi e del sud: Lab Màsculi di Lamezia Terme, Associazione Gynestra di Longobardi, Collettivo Aurora di Catanzaro, insieme a Ketty Rotundo, alias Clitoridea, ed educatrice sessuale femminista e divulgatrice, e a Cristina Ciambrone, coordinatrice del CUAV Centro per Uomini Autori o potenziali autori di violenza di genere di Cosenza.

La chiusura del Kef è affidata allo spettacolo Mi chiamo Lico (WIP) di Danilo Lico e a Concerto per corpo e terra di Mattia Valentini, seguiti dall’Open Palco e dalla tradizionale jam finale che, come ogni anno, saluta in musica la comunità del festival. Il programma completo è disponibile sul profilo Instagram ufficiale di Kalabria Eco Fest, punto di riferimento per aggiornamenti e dettagli sulle singole iniziative.
Foto: Ufficio Stampa
