Sabato 27 giugno al Piccolo Teatro Giorgio Strehler torna ‘Fratto X’, lo spettacolo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza che intreccia satira sociale, poesia e teatro dell’assurdo.

Dopo aver ricevuto nel 2024 il Premio Omaggio al Maestro della Milanesiana, Flavia Mastrella e Antonio Rezza tornano alla rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi con Fratto X, in scena sabato 27 giugno alle ore 21 al Piccolo Teatro Giorgio Strehler di Milano. Lo spettacolo, interpretato da Antonio Rezza e Ivan Bellavista e co-prodotto da Rezza Mastrella e La Fabbrica dell’Attore, rappresenta uno dei lavori più emblematici della coppia artistica, da sempre impegnata a scardinare le convenzioni del linguaggio teatrale.

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Surreale, visionario e attraversato da una satira che si mescola al teatro dell’assurdo e alla poesia contemporanea, Fratto X trasforma il palcoscenico in uno spazio dove prendono forma le contraddizioni della società contemporanea. Il titolo stesso richiama una progressiva riduzione del senso, una perdita di complessità che diventa metafora del presente. «L’ansia non è uno stato d’animo, ma un errore posturale» è uno dei quadri che attraversano lo spettacolo. Un’immagine che sintetizza bene il modo in cui Rezza e Mastrella affrontano il reale: spostando continuamente il punto di vista.

Flavia Mastrella: «Uno spettacolo sulla manipolazione e sul plagio»

«Flavia realizza l’habitat e io mi occupo della pseudodrammaturgia – racconta Antonio Rezza – Poi alla fine integriamo, in un lavoro di montaggio cinematografico, le reciproche suggestioni». Aggiunge Flavia: «Vi abbiamo lavorato nella più assoluta indipendenza all’inizio, e poi litigando continuamente per la forma, per il ritmo, per togliere oggetti e togliere parole. In scena c’è anche Ivan Bellavista e abbiamo realizzato lo spettacolo anche con l’aiuto di Massimo Camilli, il nostro collaboratore storico».

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Al centro di Fratto X c’è il tema della manipolazione, affrontato tanto sul piano narrativo quanto su quello visivo. Un’indagine che, secondo gli autori, continua a parlare al presente indipendentemente dal tempo in cui viene rappresentata. «Questo spettacolo fa mergere dei nodi critici, si occupa del plagio, non solo nel contenuto ma anche nella ricerca visiva, di come ci si condiziona l’uno con l’altro, lo fa in modo leggero e divertente ma, sotto un certo punto di vista molto impattante» racconta Flavia Mastrella.

Antonio Rezza: «Ogni nostra opera non vuole creare domande, vuole creare problemi»

Per Antonio Rezza proprio questa dimensione rende l’opera destinata a rimanere attuale: «È uno spettacolo che sopravviverà alle nostre carcasse, perché essendo un’opera sulla manipolazione, esisterà la manipolazione anche quando non ci saremo più noi. Quindi quello che racconta oggi è quello che raccontava ieri e racconterà domani a chi ci sopravviverà».

Ma è soprattutto la riflessione sul ruolo dell’arte a racchiudere la poetica della coppia: «Ogni nostra opera non vuole creare domande, vuole creare problemi, e non vuole suscitare risposte, ma vuole scatenare un flusso di energia che poi illude chi ci guarda di poter essere migliore. Quando si vede una cosa bella, ci si sente migliori. Ecco perché non vengono fatte vedere cose belle, perché l’osservatore poi potrebbe ipotizzare di avere anche lui qualche virtù».

Lo spettacolo sarà introdotto da Elisabetta Sgarbi e si inserisce nel programma della 27ª edizione de La Milanesiana, che quest’anno attraversa diciotto città italiane con oltre sessanta appuntamenti dedicati a letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia, sport e fumetto. Il tema scelto per il 2026 è Il desiderio e la legge, inteso come dialogo tra libertà e responsabilità, immaginazione e limite, in un percorso che continua a leggere il presente attraverso il confronto tra le arti.

Biglietti disponibili al link: https://www.ticketone.it/artist/antonio-rezza/.

Foto di Giulio Mazzi

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