Il direttore dell’Istituto di Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà, sottolinea il valore di questi luoghi come spazi ancora capaci di generare emozioni e nuove interpretazioni.

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La storia che incontra la musica, il teatro e l’arte è il filo conduttore di VILLÆstate 2026, la rassegna estiva di Villa Adriana e Villa d’Este. La memoria torna a vivere attraverso nuove forme di racconto, con uno sguardo al passato recente e più antico.
Il direttore dell’Istituto di Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà, ha sottolineato il valore di questi luoghi come testimonianze del passato e come spazi ancora capaci di generare emozioni e nuove interpretazioni.

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«La straordinaria attualità di Villa Adriana» – Alberto Samonà

«Villa Adriana e Villa d’Este, ma anche il santuario di Ercole Vincitore sono luoghi attuali, luoghi della contemporaneità, luoghi che si sono reinventati nei secoli e che hanno accolto nei secoli grandi nomi, grandi artisti», ha spiegato Samonà. Un’attualità che nasce proprio dalla capacità di questi luoghi di trasformarsi senza perdere la propria identità. L’obiettivo oggi è rendere sempre più visibile al pubblico il lavoro quotidiano che permette a questi siti di continuare a vivere.

Ph. Valentina Sensi

«Oggi vogliamo fare in modo che questi luoghi vengano ancora più conosciuti dal pubblico. Noi quotidianamente svolgiamo azioni di manutenzione programmata, di restauro, i nostri laboratori con i nostri studiosi sono sempre aperti, eppure il pubblico non lo sa. Tutto questo serve a mantenere questi luoghi sempre più belli, sempre più accessibili e sempre più accoglienti». Nel percorso tracciato da VILLÆ 2026, il dialogo con la contemporaneità passa anche attraverso figure capaci di creare un ponte tra epoche diverse.

«Marguerite Yourcenar comprese la straordinaria attualità di Villa Adriana. Noi vogliamo, nel solco di quella tradizione, essere degni di portare avanti questa attualità».

La serata inaugurale dedicata a Mogol

Ed è proprio questa idea di continuità tra passato e presente a trovare una sintesi nella scelta di dedicare l’apertura della rassegna a Mogol. Le sue canzoni con il loro valore poetico diventano un altro modo per raccontare la capacità dell’arte di attraversare il tempo.

«Questo è un luogo che ci dà la possibilità di emozionarci, di riscoprire l’essenza di qualcosa di semplice, di più vero, e le canzoni del maestro Mogol, i testi poetici del maestro Mogol ci hanno educato a tutto questo, e quindi non poteva esserci inizio migliore per VILLÆstate 2026».

Premio Tibur–VILLÆ

A suggellare la serata inaugurale è stata anche la prima edizione del Premio Tibur–VILLÆ, il nuovo riconoscimento culturale ideato dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, dedicato alle personalità che, attraverso il proprio talento e il proprio lavoro, hanno contribuito alla crescita culturale, artistica e civile del Paese. Il premio è stato assegnato proprio a Mogol, omaggiando un percorso artistico capace di attraversare decenni della storia italiana e di trasformare parole e musica in un patrimonio condiviso.

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