L’Albania affida alla Fondazione Santagata e ad AICS la nuova Strategia Nazionale per la Cultura 2026-2030: 73 milioni di euro l’anno per trasformare patrimonio, industrie creative e digitale in motore di sviluppo.
La cultura come asse di sviluppo economico e sociale, ma anche come infrastruttura pubblica per il futuro di un Paese. È la visione che guida la nuova Strategia Nazionale per la Cultura 2026-2030 dell’Albania, un documento che porta una forte impronta italiana grazie al lavoro della Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e alla collaborazione con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura
Presentata a Tirana il 4 giugno 2026, la strategia è stata illustrata alla presenza del Ministro della Cultura albanese Blendi Gonxhja, dell’ambasciatore italiano in Albania Marco Alberti e della vicedirettrice AICS Balcani Letizia Fischioni. Un passaggio che conferma come l’Italia esporti non solo prodotti e tecnologie, ma anche competenze di governo pubblico e politiche culturali.
LEGGI ANCHE: Giugno da incorniciare per Villa Giulia: sarà esposto (per sempre) un capolavoro da 15 milioni di euro

Un piano operativo da 73 milioni l’anno per la cultura
Lontana da un impianto puramente dichiarativo, la Strategia Nazionale per la Cultura 2026-2030 si configura come un programma operativo che prevede investimenti annui per circa 73 milioni di euro, di cui il 70% a carico del bilancio statale albanese. La parte restante sarà mobilitata attraverso fondi europei, partnership, investimenti privati e il contributo della diaspora albanese nel mondo.
L’obiettivo dichiarato è fare della cultura un asse portante dello sviluppo economico e sociale del Paese, accompagnando il percorso di piena integrazione nell’Unione Europea. Tra le riforme in agenda figurano la revisione della normativa su arti e cultura, l’introduzione dello Statuto dell’Artista ispirato alle esperienze europee, il rafforzamento della tutela del patrimonio nel quadro delle Convenzioni UNESCO e un sistema di incentivi per attrarre investimenti e sponsorizzazioni nel settore culturale.
La strategia si fonda su tre pilastri: la cultura come qualità della vita, la cultura come strumento di dialogo internazionale e il rafforzamento di un ecosistema abilitante che connetta creatività, formazione, turismo e sviluppo territoriale. Un impianto che legge musei, siti del patrimonio e industrie creative come motori di innovazione e coesione sociale.

Ecosistema digitale nazionale e impatto economico atteso
Tra le novità più significative spicca la creazione di un Ecosistema Digitale Nazionale per la Cultura, che prevede banche dati interoperabili del patrimonio, mappe GIS dei siti culturali, un Registro Nazionale degli Artisti e un “Barometro della Cultura Digitale” per monitorare in tempo reale l’impatto delle politiche. Strumenti pensati per colmare il gap informativo del settore e orientare le decisioni pubbliche su basi data driven.
I numeri stimati confermano l’ambizione del piano: si prevede un impatto economico complessivo di circa 365 milioni di euro, con effetti a cascata su costruzioni, commercio, turismo, trasporti e servizi. La cultura viene così letta non come spesa, ma come investimento strategico, in linea con l’approccio che la Fondazione Santagata ha contribuito a diffondere nel dibattito europeo.
Nelle parole del ministro Blendi Gonxhja, la strategia segna una svolta decisiva, trasformando la cultura in un ecosistema di sviluppo capace di migliorare il benessere delle persone e rafforzare il dialogo internazionale. L’ambasciatore Marco Alberti ha sottolineato come il progetto renda concreto il partenariato strategico tra Italia e Albania, mentre Letizia Fischioni ha evidenziato il valore di una cooperazione che costruisce sistemi e competenze durature.
Per Paola Borrione, President & Head of Research della Fondazione Santagata, il progetto conferma il ruolo della ricerca come strumento di policy making, capace di tradurre dati ed evidenze in politiche pubbliche più efficaci, inclusive e sostenibili. Entro il 2030, l’Albania punta così a un sistema culturale maturo, in grado di offrire carriere sostenibili agli operatori e di mettere la cultura al centro delle proprie strategie di crescita e integrazione europea.
Foto: Ufficio Stampa