Il World Monuments Fund inaugura il nuovo ufficio in Italia e avvia il primo progetto al Museo Poldi Pezzoli di Milano, dedicato al recupero del celebre Salone dorato, simbolo di innovazione museografica ottocentesca.

Il World Monuments Fund apre un nuovo capitolo della propria storia in Italia con l’inaugurazione dell’ufficio italiano a Milano, annunciata il 25 maggio 2026. La nuova sede consolida oltre sessant’anni di impegno nel Paese e debutta con un primo intervento dedicato al recupero del Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli, una delle case museo più note d’Europa.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

L’ufficio italiano sarà guidato da Fiorella Ballabio, Presidente del Consiglio Consultivo del World Monuments Fund in Italia, e da Silvia Beltrametti Krehbiel, Presidente del World Monuments Fund in Italia. La scelta di Milano riafferma il legame dell’organizzazione con il patrimonio culturale italiano, dalle prime azioni nella Venezia post-alluvione fino ai nuovi progetti che coinvolgono istituzioni museali e comunità locali.

Veduta di edificio storico restaurato in Italia, intervento sostenuto dal World Monuments Fund

Un nuovo capitolo per la tutela del patrimonio in Italia

Nata nel 1965, l’organizzazione ha mosso i primi passi italiani dopo la catastrofica alluvione del 1966 a Venezia, quando il fondatore, il Colonnello James Gray, contribuì a mobilitare competenze tecniche e finanziamenti internazionali per mettere in sicurezza edifici storici, opere d’arte e archivi. Da quell’esperienza nacque il Comitato Venezia, attivo per un decennio e divenuto modello di risposta coordinata alle emergenze del patrimonio, con una forte partecipazione locale.

Dagli anni Sessanta a oggi, il World Monuments Fund ha investito oltre 23,5 milioni di dollari in 84 progetti in Italia, tra siti archeologici, sinagoghe, cattedrali, musei e paesaggi culturali. Dopo Venezia, l’attività si è estesa a città come Roma e Firenze, contribuendo a definire standard internazionali di conservazione e restauro e rafforzando una rete di conservatori, architetti e studiosi italiani.

LEGGI ANCHE: Anish Kapoor apre Palazzo Manfrin alla Biennale 2026: cinquant’anni di visioni monumentali tra architettura, vuoto e materia

«L’apertura dell’ufficio italiano rappresenta un momento importante per il lavoro sul campo del World Monuments Fund», sottolinea Fiorella Ballabio, ricordando come dalle conquiste dell’antica Roma alle innovazioni del Rinascimento fino all’Italia moderna, la nuova sede riaffermi l’impegno a preservare la ricchezza e la complessità della storia del Paese per le generazioni future.

Il Salone dorato del Poldi Pezzoli, primo progetto milanese

Il primo intervento seguito dal nuovo ufficio sarà il recupero del Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli di Milano, ambiente chiave dell’innovazione museografica ottocentesca ideata dal collezionista Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Concepite come un insieme architettonico e artistico unitario per l’esposizione di capolavori rinascimentali, le sale della casa museo divennero preziosi contenitori per antichi dipinti, sculture, arredi e arti applicate.

Già dagli anni Cinquanta dell’Ottocento la dimora milanese si configurò come un vero cantiere delle arti decorative, capace di influenzare modelli espositivi in tutta Europa e istituzioni come l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston e la Frick Collection di New York. Il Salone dorato fu gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943, ricostruito negli anni Cinquanta e ulteriormente modificato negli anni Settanta, rendendo oggi necessario un nuovo intervento di recupero.

Patrimonio culturale, responsabilità condivisa

«Oggi più che mai, è necessario ribadire che la tutela del patrimonio culturale è una responsabilità condivisa, che richiede l’impegno congiunto di governi, enti locali, settore privato e società civile», afferma Alessandra Quarto, direttrice del Museo Poldi Pezzoli. La collaborazione con il World Monuments Fund si inserisce in un percorso di ricerche d’archivio, restauri e riallestimenti volto a recuperare l’anima originaria della casa museo voluta dal fondatore.

Con sede principale a New York e uffici in diversi paesi, il World Monuments Fund opera oggi in oltre 700 siti in 112 nazioni, affrontando temi cruciali come adattamento climatico, inclusività del patrimonio, turismo equilibrato e ripresa post-crisi. L’apertura dell’ufficio italiano a Milano rafforza questa missione, riconoscendo il ruolo centrale dell’Italia nella storia della conservazione e ponendo le basi per nuovi progetti dedicati al patrimonio culturale, in dialogo costante con comunità e istituzioni.

Foto: Ufficio Stampa

Revenews