Un percorso tra opere, memorie e pratiche didattiche per rileggere sessant’anni di storia dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, tra sperimentazione artistica e formazione.

Con Il sogno di una cosa migliore. Presenze e idee. 1967 – 2027 l’Accademia di Belle Arti di Urbino celebra un arco temporale che attraversa sessant’anni di storia, tra formazione artistica, ricerca e sperimentazione. Il progetto mette al centro la memoria dell’istituzione e il ruolo che ha avuto – e continua ad avere – nella costruzione di una comunità creativa, aperta al dialogo tra generazioni.

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La scelta di un titolo che richiama esplicitamente l’idea di sogno e di trasformazione suggerisce un percorso che non si limita alla celebrazione, ma prova a interrogare il presente. Dal 1967 al 2027 l’Accademia è stata infatti un laboratorio in cui si sono intrecciate pratiche artistiche, didattica e riflessioni sul senso del fare arte in Italia.

Presenze, idee e memorie dell’Accademia di Urbino

Il progetto dedicato al periodo 1967 – 2027 mette in relazione opere, documenti e testimonianze che raccontano come l’Accademia abbia attraversato i cambiamenti sociali e culturali del secondo Novecento e dei primi decenni del Duemila. Le presenze richiamate dal titolo non sono solo quelle degli artisti e dei docenti, ma anche degli studenti che hanno abitato i laboratori, le aule, i corridoi, contribuendo a definire una precisa identità collettiva.

Interno dell’Accademia di Belle Arti di Urbino durante il progetto Il sogno di una cosa migliore

Le idee, invece, passano attraverso le pratiche didattiche e le ricerche che hanno segnato le diverse stagioni dell’Accademia: dalle sperimentazioni legate ai linguaggi visivi del secondo Novecento fino alle esperienze più recenti, in dialogo con i media contemporanei e con le nuove forme di produzione culturale. Il progetto diventa così un’occasione per ripensare la funzione delle accademie nel sistema dell’arte e nella società.

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Concetto Pozzati e le immagini di Marco Cavallo

All’interno del percorso trova spazio anche Concetto Pozzati, figura centrale dell’arte italiana del secondo Novecento, presente con l’opera Ortogonale I, pastello e collage su carta datato 1969. L’immagine dell’opera, proveniente dall’Archivio Concetto Pozzati, richiama la stagione in cui il linguaggio pittorico si confrontava con il collage e con una diversa concezione della superficie, in equilibrio tra segno, colore e struttura.

Ortogonale I di Concetto Pozzati, pastello e collage su carta 1969

Accanto a questa presenza storica compaiono le immagini di Marco Cavallo, documentate dallo sguardo fotografico di Gian Luca Proietti, docente dell’Accademia di Urbino. Le fotografie mettono in relazione l’oggetto-simbolo e gli spazi dell’istituzione, suggerendo un dialogo tra memoria e attualità, tra la storia delle pratiche artistiche e la loro risonanza nella formazione contemporanea.

In questo intreccio di opere, archivi e sguardi, Il sogno di una cosa migliore. Presenze e idee. 1967 – 2027 si configura come un dispositivo di rilettura del passato e, al tempo stesso, come un invito a immaginare nuovi scenari per l’Accademia. Un modo per restituire continuità a una comunità che, da sessant’anni, costruisce il proprio futuro a partire dalle aule e dai laboratori di Urbino.

Foto: Ufficio Stampa

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