Sul Lago Maggiore torna sotto i riflettori il Castello Pellegrini, storica dimora di Gianfranco Ferré a Stresa: bene culturale vincolato, parco terrazzato, spiaggia privata e progetto incompiuto di relais di lusso.

Castello Pellegrini affacciato sul Lago Maggiore torna al centro dell’attenzione internazionale: la storica dimora di Gianfranco Ferré a Stresa, dichiarata bene culturale dal Ministero della Cultura per l’alto valore storico e architettonico, è oggi affidata in vendita a Lionard Luxury Real Estate.

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A quasi vent’anni dalla scomparsa dello stilista, figura chiave del Made in Italy e per anni direttore artistico di Christian Dior, la villa-castello torna protagonista in un territorio che da oltre un secolo è simbolo della villeggiatura aristocratica europea e che oggi vive una nuova stagione nel segmento hospitality e real estate di alta gamma.

Veduta del Castello Pellegrini sul Lago Maggiore immerso nel verde

La dimora di Ferré tra storia, progetto e architettura

Fu Gianfranco Ferré, già proprietario della confinante Villa Vignolo, ad acquistare la proprietà dalla Fondazione Pellegrini agli inizi degli anni Duemila, con l’idea di trasformarla in un raffinato relais au lac destinato ad accogliere la clientela internazionale della maison. La morte improvvisa dello stilista, pochi mesi dopo l’acquisto, lasciò però incompiuto questo progetto che univa moda, ospitalità e paesaggio lacustre.

Edificato nei primi anni del Novecento in stile neocastellano, il castello si sviluppa su tre livelli fuori terra più un piano seminterrato con locali di servizio e cantine. La pianta simmetrica, la torre quadrata centrale e le due torrette angolari, insieme alla facciata fronte lago che combina elementi neomedievali, loggiati ad arco e dettagli in marmo di Baveno, restituiscono alla proprietà il carattere scenografico delle grandi dimore lacustri della Belle Époque.

All’interno, una monumentale scalinata in marmo bianco di Carrara conduce al piano nobile, dove gli ambienti di rappresentanza godono di ampie viste sul lago. Nel complesso la proprietà supera i 1.000 metri quadrati di interni e comprende, oltre al corpo principale del castello, una dependance e un cottage rustico, configurazione che permette una gestione articolata tra residenza privata, ospitalità e spazi per lo staff.

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Dettaglio architettonico del Castello Pellegrini in stile neocastellano

Parco storico, spiaggia privata e paesaggio immersivo

Il valore richiesto per la vendita è di 5 milioni e 800 mila euro e comprende anche l’ampio parco storico che circonda la dimora. Villa Castello Pellegrini è infatti immersa in un parco terrazzato su tre livelli di circa 12.000 metri quadrati, concepito come un vero e proprio giardino percorso secondo la tradizione romantica dei grandi giardini lacustri italiani.

Terrazzamenti panoramici, scalinate, tre grotte in rocaille con statue mitologiche, piccoli corsi d’acqua e punti belvedere costruiscono un paesaggio immersivo che dialoga costantemente con il lago. La vegetazione storica comprende libocedri, tigli, conifere, magnolie, palme, canfore e liriodendri, insieme a ortensie, azalee e camelie, essenze tipiche dei giardini del primo Novecento affacciati sui laghi prealpini.

Elemento raro lungo le rive del Lago Maggiore è l’accesso diretto al lago con spiaggia privata interamente di proprietà, non soggetta a concessione demaniale. Una caratteristica che rafforza il legame tra architettura, giardino e specchio d’acqua, e che rende la dimora particolarmente interessante anche in prospettiva di un futuro utilizzo nel campo dell’hospitality di alta gamma.

Parco terrazzato e spiaggia privata del Castello Pellegrini sul Lago Maggiore

In un contesto come quello di Stresa, già raccontato in letteratura e oggi di nuovo al centro dei flussi internazionali, il ritorno sotto i riflettori di Castello Pellegrini riapre idealmente il dialogo tra l’eredità estetica di Ferré, la storia dell’architettura lacustre italiana e le nuove traiettorie del lusso contemporaneo.

Foto: Ufficio Stampa

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