Durante il corteo nazionale Pro Palestina a Milano il nuovo murale “HATE” di aleXsandro Palombo, che ritrae Hitler con kefiah palestinese, viene vandalizzato poche ore dopo la sua comparsa.

Durante il corteo nazionale Pro Palestina a Milano, lungo il percorso della manifestazione, è comparso e poi è stato rapidamente vandalizzato il nuovo murale “HATE” firmato dall’artista aleXsandro Palombo. L’opera, pensata come riflessione sull’antisemitismo contemporaneo e sulla radicalizzazione del dibattito pubblico, è stata imbrattata poche ore dopo la sua installazione.

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Il murale raffigura Adolf Hitler mentre applaude, con una kefiah palestinese al collo e una fascia rossa al braccio con la scritta “HATE” al posto del simbolo nazista. L’intervento, collocato in più punti del tracciato del corteo, mirava a interrogare i passanti sui meccanismi della propaganda, sulle derive estremiste e sulla normalizzazione dell’odio nello spazio pubblico.

Il murale lungo il corteo Pro Palestina e l’atto vandalico

Secondo quanto riportato nel comunicato, il nuovo lavoro di Palombo è apparso nella mattinata del 16 maggio 2026 in Piazza XXIV Maggio, punto di partenza della manifestazione nazionale Pro Palestina, e in altri luoghi tra Corso di Porta Ticinese e Via Molino delle Armi. La presenza ripetuta dell’immagine di Hitler con kefiah nel tessuto urbano era parte integrante del progetto, pensato per accompagnare e problematizzare il passaggio del corteo.

Il murale HATE di aleXsandro Palombo con Hitler e kefiah lungo il corteo a Milano

Poche ore dopo la comparsa, il murale principale in Piazza XXIV Maggio è stato vandalizzato con vernice bianca che ha coperto il volto del dittatore nazista e parte della kefiah. Un gesto che si inserisce in un clima di forte tensione attorno alle manifestazioni pro Palestina e al modo in cui temi come antisemitismo, memoria della Shoah e conflitto mediorientale entrano nello spazio pubblico italiano.

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Antisemitismo, memoria e tensioni nello spazio pubblico

Il comunicato collega l’episodio a quanto avvenuto nelle settimane precedenti durante il corteo del 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo, quando gruppi pro Palestina avevano contestato la Brigata Ebraica e cittadini ebrei presenti alla manifestazione. Lo spezzone della Brigata Ebraica era stato costretto ad allontanarsi sotto la protezione delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, tra slogan di matrice antisemita come la frase, riportata come esempio, “Siete solo saponette mancate”.

L’opera “HATE” viene letta anche all’interno di una cornice più ampia, segnata dalle proteste nel mondo culturale internazionale, dalle contestazioni alla presenza israeliana alla Biennale di Venezia fino ai numerosi episodi di antisemitismo registrati negli ultimi mesi in Europa. In questo scenario, il murale di Palombo si proponeva come dispositivo critico sui linguaggi della polarizzazione sociale e sulle forme di radicalizzazione ideologica che attraversano piazze, media e social network.

Dettaglio del murale HATE di aleXsandro Palombo con vernice bianca vandalica

La ricerca di Palombo tra Shoah, diritti civili e vandalismi ripetuti

Da anni Palombo porta avanti una ricerca visiva centrata su antisemitismo, diritti civili e memoria della Shoah. A Milano, le opere dedicate ai sopravvissuti Liliana Segre, Sami Modiano ed Edith Bruck sono state più volte vandalizzate. I lavori Anti-Semitism, History Repeating e The Star of David, dopo essere stati imbrattati, sono stati acquisiti dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma ed esposti davanti al Portico d’Ottavia, nel cuore dell’antico ghetto ebraico della capitale.

Tra gli interventi più noti a livello internazionale figura anche The Simpsons Go to Auschwitz, il murale apparso all’esterno del Memoriale della Shoah di Milano che ritrae la famiglia Simpson deportata nei campi di sterminio nazisti. Anche quell’opera è stata più volte deturpata con scritte come “W Hitler” e “Free Palestine”. Il 29 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, l’artista ha realizzato sulla Caserma Montello a Milano un lavoro con i volti di Primo Levi e Anne Frank, e il volto di Levi è stato rapidamente sfregiato.

Veduta del murale HATE di aleXsandro Palombo con Hitler e kefiah a Milano

Con il nuovo episodio legato a “HATE” salgono a 18 le azioni vandaliche e antisemite contro le opere di Palombo dedicate alla memoria della Shoah e alla lotta contro l’antisemitismo. Una sequenza che, oltre a colpire i singoli interventi, evidenzia quanto lo spazio urbano resti un campo di conflitto simbolico in cui si misurano memorie, identità e narrazioni contrapposte.

Foto: Ufficio Stampa

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