Dal 15 maggio 2026 al Museo dell’Ara Pacis otto podcast gratuiti raccontano in italiano e inglese volti, amori e imprese della dinastia giulio-claudia attraverso i busti della Galleria dedicata agli eredi di Augusto.

Dal 15 maggio 2026 la dinastia giulio-claudia esce dai manuali di storia per diventare una serie di voci da ascoltare tra i marmi del Museo dell’Ara Pacis a Roma. Nella Galleria dei busti, dedicata ai ritratti dei principali membri della famiglia di Augusto, arrivano otto nuovi podcast gratuiti che trasformano la visita in un racconto immersivo.

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Il progetto, intitolato La dinastia di Augusto. Volti e voci dei protagonisti, propone un nuovo modo di avvicinarsi alle vicende degli eredi del primo imperatore, intrecciando biografie, imprese militari, amori e dinamiche dinastiche. I contenuti audio sono disponibili in italiano e in inglese e si attivano in autonomia tramite QR code, posizionato accanto alle didascalie dei busti.

Otto podcast per conoscere volti e storie della famiglia imperiale

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il sostegno della Fondazione Sorgente Group. I podcast sono realizzati da Foglio Edizioni, mentre i servizi museali sono curati da Zètema Progetto Cultura. Un lavoro corale che mette al centro la Galleria dei busti, arricchita dal 2017 da sei calchi in gesso donati dalla Fondazione e tratti da originali in marmo di età augustea.

Ritratto in gesso di Gaio adulto – Fondazione Sorgente Group

Attraverso la voce narrante, i visitatori incontrano figure centrali della storia romana: Augusto e il suo generale e amico Agrippa, il giovane Marcello, prediletto per la successione, i nipoti Gaio e Lucio Cesari, figli di Giulia, fino alla raffinata Antonia minore e a suo figlio, il coraggioso Germanico. Ogni busto diventa così il punto di partenza per un racconto che restituisce identità, ruolo e peso politico a ciascun protagonista.

Come sottolinea il Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce, i podcast trasformano la galleria da semplice sequenza di volti a racconto vivo, capace di accompagnare il pubblico nell’osservazione del monumento, invitandolo a riconoscere personaggi, dettagli e simboli dell’età augustea.

Un percorso tra ricerca, divulgazione e tecnologie digitali

Per la Fondazione Sorgente Group, che da anni dedica attenzione alla gens giulio-claudia, il progetto rappresenta un ulteriore tassello in un percorso di ricerca e divulgazione. I ritratti in gesso, copie fedeli dagli originali conservati in diverse istituzioni museali, sono descritti dal Presidente Valter Mainetti come una preziosa testimonianza scientifica, capace di riunire in un unico luogo opere altrimenti lontane tra loro.

Museo dell’Ara Pacis Augustae, Galleria dei Busti – Ritratti di Marcello, Agrippa, Gaio e Lucio Cesari

La Vicepresidente Paola Mainetti ricorda come la dinastia imperiale sia da sempre al centro delle attività culturali e delle scelte di acquisizione della Fondazione, che nel tempo ha sviluppato con il museo una collaborazione fatta di numerosi progetti espositivi. I nuovi podcast rappresentano un ulteriore passo in questa direzione, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più ampio, dai visitatori curiosi agli appassionati di storia antica.

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La fruizione tramite QR code consente di integrare in modo discreto le tecnologie digitali nel percorso espositivo, senza snaturare l’allestimento. I visitatori possono scegliere di ascoltare un singolo episodio o seguire l’intero itinerario sonoro, costruendo un proprio ritmo di visita tra sala e audio.

Museo dell’Ara Pacis Augustae, Galleria dei Busti

Raccontare le vicende degli eredi di Augusto, come evidenziato dalla Fondazione, significa avvicinare il pubblico alle dinamiche dinastiche dell’impero romano con maggiore partecipazione, facendo emergere intrecci familiari, alleanze e conflitti. I podcast della Galleria dei busti si inseriscono così in una più ampia riflessione sul ruolo dei musei come luoghi di narrazione, capaci di tenere insieme rigore storico, ricerca e strumenti contemporanei di divulgazione.

Foto: Ufficio Stampa

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