Colorare i sogni a Sanremo: la mascotte Arcobalì porta l’arte della musica oltre il palco


C’è un nuovo personaggio pronto ad affacciarsi sulla scena in occasione del Festival di Sanremo: è Arcobalì, mascotte ufficiale dell’Associazione Coloriamo i Sogni. Il suo esordio avverrà nella settimana della kermesse per raccontare al meglio il proprio messaggio. Ovvero, che la musica può colorare i sogni e restituire leggerezza anche dove la vita è più complessa. Il personaggio è, infatti, al centro del progetto solidale Arcobalì… Un sogno da colorare che prevede la donazione di ingressi a concerti ed eventi musicali a persone e famiglie in difficoltà.

Il progetto si svilupperà quindi in forma itinerante, attraversando l’Italia come una catena solidale grazie all’appoggio di protagonisti centrali della musica dal vivo italiana.  Ferdinando Salzano per Friends & Partners e Clemente Zard per Vivo Concerti hanno sostenuto il progetto, riconoscendone la forza simbolica e culturale. Accanto a loro, Givova accompagnerà l’iniziativa con un’edizione speciale dedicata, trasformando l’immagine di Arcobalì in oggetto identitario e creativo.

Enrico Garnero, Presidente dell’Associazione Play To Give, sottolinea la dimensione umana del progetto. «Crediamo fortemente in Arcobalì perché una mascotte sa regalare sorrisi, ma questo progetto unisce simpatia e solidarietà concreta».

Il Presidente di Givova, Giovanni Acanfora, e l’Amministratore Avv. Giuseppina Lodovico evidenziano l’impegno culturale dell’azienda. «Sostenere Arcobalì significa trasformare un’idea piena di amore in un impegno concreto. Vogliamo celebrare un’iniziativa che unisce musica, creatività e solidarietà, con l’obiettivo di colorare i sogni di grandi e piccoli, senza distinzione. Crediamo che lo sport, la musica e gli eventi siano strumenti straordinari per creare connessioni autentiche e lasciare un segno positivo nella comunità».

LEGGI ANCHE: — Riccardo Bocchini ridisegna l’Ariston: il progetto scenografico per Sanremo 2026

Anche Don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italiana, richiama l’attenzione sull’aspetto culturale dell’inclusione. «La povertà è spesso esclusione dalla vita sociale e culturale. Offrire la possibilità di partecipare a un concerto significa restituire normalità, appartenenza e dignità».

In un tempo in cui l’accesso alla cultura non è sempre garantito, Arcobalì si propone come accogliente segno visivo di una promessa attraverso l’arte.