Arcobalì debutta a Sanremo 2026 come simbolo del progetto ‘Un sogno da colorare’. Arte e musica per sostenere persone e famiglie in difficoltà.
C’è un nuovo personaggio pronto ad affacciarsi sulla scena in occasione del Festival di Sanremo: è Arcobalì, mascotte ufficiale dell’Associazione Coloriamo i Sogni. Il suo esordio avverrà nella settimana della kermesse per raccontare al meglio il proprio messaggio. Ovvero, che la musica può colorare i sogni e restituire leggerezza anche dove la vita è più complessa. Il personaggio è, infatti, al centro del progetto solidale Arcobalì… Un sogno da colorare che prevede la donazione di ingressi a concerti ed eventi musicali a persone e famiglie in difficoltà.
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Il progetto si svilupperà quindi in forma itinerante, attraversando l’Italia come una catena solidale grazie all’appoggio di protagonisti centrali della musica dal vivo italiana. Ferdinando Salzano per Friends & Partners e Clemente Zard per Vivo Concerti hanno sostenuto il progetto, riconoscendone la forza simbolica e culturale. Accanto a loro, Givova accompagnerà l’iniziativa con un’edizione speciale dedicata, trasformando l’immagine di Arcobalì in oggetto identitario e creativo.

Enrico Garnero, Presidente dell’Associazione Play To Give, sottolinea la dimensione umana del progetto. «Crediamo fortemente in Arcobalì perché una mascotte sa regalare sorrisi, ma questo progetto unisce simpatia e solidarietà concreta».
Il Presidente di Givova, Giovanni Acanfora, e l’Amministratore Avv. Giuseppina Lodovico evidenziano l’impegno culturale dell’azienda. «Sostenere Arcobalì significa trasformare un’idea piena di amore in un impegno concreto. Vogliamo celebrare un’iniziativa che unisce musica, creatività e solidarietà, con l’obiettivo di colorare i sogni di grandi e piccoli, senza distinzione. Crediamo che lo sport, la musica e gli eventi siano strumenti straordinari per creare connessioni autentiche e lasciare un segno positivo nella comunità».
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Anche Don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italiana, richiama l’attenzione sull’aspetto culturale dell’inclusione. «La povertà è spesso esclusione dalla vita sociale e culturale. Offrire la possibilità di partecipare a un concerto significa restituire normalità, appartenenza e dignità».
In un tempo in cui l’accesso alla cultura non è sempre garantito, Arcobalì si propone come accogliente segno visivo di una promessa attraverso l’arte.