Alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia il Premio Fondazione Mimmo Rotella 2026 celebra la venticinquesima edizione e i vent’anni dalla scomparsa dell’artista, premiando Andrea Pallaoro.

Alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia si è svolta la cerimonia della venticinquesima edizione del Premio Fondazione Mimmo Rotella, evento collaterale della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia. Un traguardo simbolico che coincide con i vent’anni dalla scomparsa di Mimmo Rotella e rinnova il legame profondo tra il suo lavoro e il cinema.

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Ritratto del regista Andrea Pallaoro, vincitore del Premio Fondazione Mimmo Rotella 2026
Ritratto del regista Andrea Pallaoro, vincitore del Premio Fondazione Mimmo Rotella 2026

Andrea Pallaoro premiato per The Echo Chamber

Il Premio Fondazione Mimmo Rotella 2026 è stato assegnato al regista Andrea Pallaoro per The Echo Chamber, riconosciuto come opera capace di trasformare il linguaggio cinematografico in esperienza visiva e autentica ricerca artistica. Nella motivazione si sottolinea come, nel suo cinema, l’immagine diventi racconto: spazio, composizione, silenzio, corpo e luce costruiscono un universo in cui il cinema incontra naturalmente le arti visive.

Proprio in questa contaminazione tra linguaggi si riconosce una profonda affinità con l’eredità di Mimmo Rotella, che ha attraversato l’immaginario del Novecento tra manifesti cinematografici, volti e icone della cultura di massa. Come Rotella, attraverso il décollage, strappava la superficie delle immagini per rivelarne nuovi significati, così Pallaoro utilizza il cinema per interrogare ciò che si nasconde dietro corpi, spazi e relazioni umane.

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Il dialogo tra cinema e arti visive nel segno di Mimmo Rotella

Nato nel 2001 da un’idea di Mimmo Rotella con Paolo De Grandis e Pierre Restany, il Premio celebra ogni anno personalità capaci di interpretare in modo originale il rapporto tra cinema e arti visive. Dal 2014 affidato alla direzione artistica di Gianvito Casadonte, nel corso della sua storia ha coinvolto protagonisti come Hayao Miyazaki, Paolo Sorrentino, Jude Law, Ai Weiwei, Michael Caine, George Clooney, Julian Schnabel, Willem Dafoe, Donald Sutherland e Mick Jagger.

La relazione tra Rotella e il cinema attraversa l’intera sua ricerca: a partire dalla fine degli anni Cinquanta l’artista utilizza i manifesti cinematografici prelevati dai muri delle città per creare décollage che portano volti e icone della cultura di massa nella storia dell’arte del secondo Novecento. Le celebrazioni del 2026, tra cui la grande retrospettiva Mimmo Rotella. 1945–2005 a Palazzo Ducale di Genova, restituiscono la ricchezza di un percorso che continua a dialogare con il linguaggio filmico contemporaneo.

Opera Marilyn del 1963 di Mimmo Rotella, décollage su tela della Collezione Heidi Horten
Opera Marilyn del 1963 di Mimmo Rotella, décollage su tela della Collezione Heidi Horten

La cerimonia alla Collezione Peggy Guggenheim

La cerimonia di premiazione si è svolta, come da tradizione, alla Collezione Peggy Guggenheim, nella cornice del Giardino delle sculture e della terrazza di Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande. Un luogo che, per storia e identità, restituisce pienamente lo spirito del Premio, nato per tenere vivo il dialogo tra cinema e arti visive e per riconoscere autori capaci di trasformare l’immagine in gesto artistico, spazio di ricerca, inquietudine e bellezza.

Nel corso di venticinque edizioni il Premio Fondazione Mimmo Rotella si è consolidato come appuntamento riconoscibile della Mostra del Cinema di Venezia, confermando una vocazione internazionale e una costante attenzione all’immaginario contemporaneo. L’edizione 2026, con il riconoscimento ad Andrea Pallaoro, riafferma l’idea di un cinema che guarda all’arte e di un’arte che continua a vivere attraverso il cinema.

Premiazione del Premio Fondazione Mimmo Rotella 2026 alla Collezione Peggy Guggenheim

Foto: Ufficio Stampa

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