Nel 1975 il 90% delle donne islandesi si fermò per un giorno, paralizzando il Paese. Il docufilm ‘Un giorno senza donne’, al cinema del 10 settembre, racconta quella rivoluzione pacifica e il suo impatto.

Nel 1975, in una mattina d’autunno, il 90% delle donne islandesi decise di sospendere ogni attività: niente lavoro, niente cura della casa, niente assistenza ai figli. Quel gesto collettivo paralizzò il Paese e contribuì a trasformare l’Islanda nel miglior posto al mondo per essere donna, in cima agli indici di parità di genere anno dopo anno.

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Manifestazione in Islanda nel 1975 nel docufilm Un giorno senza donne

Il docufilm di Pamela Hogan

Al cinema dal 10 settembre, il docufilm UN GIORNO SENZA DONNE ricostruisce quella giornata straordinaria e il suo impatto sul futuro del Paese. Diretto dalla regista statunitense premio Emmy Pamela Hogan e prodotto da Hrafnhildur Gunnarsdóttir, il film intreccia le testimonianze dirette delle protagoniste con un’animazione vivace e giocosa, mantenendo un tono sovversivo ma sorprendentemente divertente.

Tra le voci in primo piano c’è Vigdís Finnbogadóttir, che sarebbe diventata la prima donna al mondo eletta democraticamente capo di Stato. Il film mostra come, da quell’atto di disobbedienza civile, sia nata una nuova consapevolezza del potere collettivo delle donne nel cambiare la società.

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Tra archivi, animazione e musica di Björk

Costruito per celebrare il 50° anniversario dello sciopero, il docufilm alterna straordinarie immagini d’archivio a interviste di oggi, in cui le protagoniste ricordano con ironia quegli anni: «Amavamo i nostri maschietti maschilisti. Volevamo soltanto cambiarli un po’», racconta una delle attiviste.

Frame animato dal docufilm Un giorno senza donne di Pamela Hogan

La colonna sonora contribuisce all’energia del racconto, con musiche originali di Margrét Ran e una canzone finale firmata da Björk, che ha definito il film incredibile. Si tratta del primo brano inedito dell’artista islandese per dei titoli di coda dopo 25 anni. Il risultato è un feel-good movie capace di far tifare il pubblico di ogni genere, senza rinunciare a un messaggio politico forte.

Un caso internazionale tra festival e critica

Prodotto tra Islanda e Stati Uniti nel 2024, con una durata di 70 minuti e dialoghi in islandese e inglese sottotitolati in italiano, UN GIORNO SENZA DONNE ha debuttato in anteprima mondiale al festival Hot Docs, registrando proiezioni sold out e recensioni entusiaste. Il CPH:DOX lo ha definito «una docufiction cinematografica di straordinaria bellezza».

Le protagoniste islandesi intervistate nel docufilm Un giorno senza donne

La critica internazionale ha sottolineato il valore universale della storia: per The Globe and Mail è «un grido del cuore che parla al mondo intero» e un film dominato dalla gioia; Afro Toronto lo definisce «un feel-good film per il pubblico di ogni genere». NEXT Magazine parla di immagini d’archivio straordinarie e testimonianze eccezionali, mentre Screenfish sottolinea la “giocosità entusiasta e contagiosa” con cui il film mostra le donne che prendono coscienza del proprio potere.

La portata dello sciopero del 1975 va oltre i confini islandesi: la sua memoria ha già ispirato iniziative analoghe in Paesi come Spagna, Svizzera e Polonia, rendendo il docufilm di Pamela Hogan un racconto di grande attualità per chiunque si interroghi oggi su diritti, lavoro e parità di genere.

Foto: Ufficio Stampa

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