Non soltanto Star Wars: il museo fondato da George Lucas e Mellody Hobson riunisce fumetti, fotografia, cinema, illustrazione e arte contemporanea.

C’è il landspeeder guidato da Luke Skywalker sul pianeta Tatooine. Ci sono i costumi, i disegni preparatori e gli oggetti di scena dei primi sei film di Star Wars. Il museo immaginato da George Lucas, tuttavia, non sarà il grande tempio della saga che ci si potrebbe aspettare. O, almeno, non soltanto. Dal 21 luglio sono in vendita i biglietti per il Lucas Museum of Narrative Art, che aprirà il 22 settembre 2026 all’Exposition Park di Los Angeles. Fondato dal regista insieme alla moglie Mellody Hobson, il museo nasce intorno a una domanda molto più ampia: in quanti modi un’immagine può raccontare una storia?

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La risposta attraversa epoche, linguaggi e gerarchie culturali. Dentro lo stesso museo troveranno spazio i dipinti di Frida Kahlo e le copertine di Norman Rockwell, i fumetti di Jack Kirby, la fotografia documentaria di Dorothea Lange, i murales di Diego Rivera, i manga giapponesi e gli archivi cinematografici della Lucasfilm.

Il Lucas Museum non è soltanto il museo di Star Wars

Star Wars avrà naturalmente un ruolo importante. La mostra inaugurale Star Wars in Motion riunirà costumi, oggetti di scena e progetti dei veicoli apparsi nei primi sei film della saga. Tra questi ci saranno il landspeeder di Luke Skywalker e il primo modello fisico della Wheel Bike utilizzata dal generale Grievous. Il museo conserva l’intero archivio Lucas, composto dai materiali originali mantenuti da George Lucas dopo la vendita della Lucasfilm: oltre quarant’anni di costumi, bozzetti, oggetti e documenti legati non soltanto a Star Wars, ma anche ai primi quattro film di Indiana Jones, Willow, Howard e il destino del mondo e alle altre produzioni dello studio.

Questa parte della collezione potrebbe bastare da sola ad attirare il pubblico. Eppure rappresenta soltanto uno dei percorsi attraverso i quali il museo vuole ragionare sulle immagini e sulla loro capacità di costruire mondi. Per George Lucas, infatti, un fumetto, una fotografia, un dipinto e una scena cinematografica possono svolgere la stessa funzione: trasformare un’esperienza, un mito o un’idea in una storia visiva. È da questa convinzione che nasce la definizione di arte narrativa scelta per il museo.

Dai fumetti di Jack Kirby alle opere di Frida Kahlo

La collezione fondativa comprende più di 40mila opere, raccolte da Lucas nell’arco di oltre cinquant’anni. La prima acquistata quando era ancora al college fu un’illustrazione di Alley Oop, il fumetto dedicato a un cavernicolo capace di viaggiare nel tempo. Un’origine che racconta già molto dello sguardo del regista: nessuna separazione rigida tra arte, illustrazione e cultura popolare. Le sale dedicate ai fumetti presenteranno lavori di autori come Jack Kirby, Alison Bechdel, Mœbius, Frank Miller e Robert Crumb. Altri spazi esploreranno il manga e l’animazione giapponese, le illustrazioni per l’infanzia, il fantasy, la fantascienza e le rappresentazioni del West americano.

Accanto a questi materiali ci saranno le fotografie di Robert Capa, Gordon Parks e Dorothea Lange, le illustrazioni di N.C. Wyeth e Norman Rockwell e le opere di artisti come Frida Kahlo, Jacob Lawrence e Robert Colescott. I grandi murales porteranno nel museo anche il lavoro di Diego Rivera, Judith F. Baca e JR. Non si tratta semplicemente di affiancare cultura alta e cultura pop. Il progetto prova piuttosto a mettere in discussione il confine che le ha tenute separate. Una tavola di Captain America, una fotografia della Grande Depressione o un dipinto storico possono raccontare, con strumenti diversi, come una società vede se stessa, quali valori sceglie di trasmettere e quali miti costruisce.

Un museo dentro un parco di Los Angeles

Il Lucas Museum occupa un edificio di circa 28mila metri quadrati progettato dall’architetto cinese Ma Yansong. La struttura, dalle forme morbide e futuristiche, sembra sollevarsi dal terreno ed è circondata da un parco di oltre quattro ettari disegnato dall’architetta paesaggista Mia Lehrer con Studio-MLA. All’apertura saranno esposte più di 1.200 opere in circa 9.300 metri quadrati di gallerie. Il museo comprenderà anche sale cinematografiche, spazi per la didattica, una biblioteca e ambienti destinati agli incontri e ai programmi pubblici.

La scelta di Exposition Park non è casuale. Il Lucas Museum sorgerà accanto ad alcune delle principali istituzioni culturali e scientifiche della città, tra il Natural History Museum e il California Science Center. Prima dell’apertura ufficiale è prevista anche una giornata di anteprima, il 13 settembre, destinata agli abitanti del quartiere e alle realtà della comunità locale.

Quanto costano i biglietti del Lucas Museum

I biglietti acquistabili dal 21 luglio permettono di prenotare le visite comprese tra il 22 settembre 2026 e il 28 febbraio 2027. L’ingresso costa 25 dollari per gli adulti e 21 dollari per le persone dai 65 anni in su. Bambini e ragazzi fino a 17 anni entrano gratuitamente. Il museo prevede inoltre la gratuità per i militari in servizio, gli accompagnatori delle persone con disabilità e i titolari di carta EBT. L’accesso sarà gratuito anche per i residenti del codice postale 90037, l’area che circonda Exposition Park, attraverso il programma LM37. I partecipanti potranno prenotare un ingresso per sé e per un accompagnatore.

Foto Preview: Lucas Museum of Narrative Art. Photography by Patrick Price

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