Otto lungometraggi d’autore, tra urgenza del reale e respiro poetico, compongono il concorso principale dell’Ischia Film Festival 2026 al Castello Aragonese, tra anteprime internazionali e nazionali.
All’ombra del Castello Aragonese, l’Ischia Film Festival 2026 costruisce un viaggio cinematografico che attraversa paesi, lingue e sensibilità, mettendo al centro le fragilità del presente. Otto lungometraggi d’autore compongono il concorso principale della 24ª edizione, tra anteprime internazionali e nazionali, in dialogo costante con i luoghi e con le storie che li abitano.
L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura
Dal 17 giugno 2026, l’isola campana diventa crocevia di sguardi che arrivano da Egitto, Finlandia, Germania, Russia, Italia, Francia, Cambogia, Cechia e Slovacchia, confermando la vocazione del festival a leggere il mondo attraverso il cinema. Una selezione che alterna fiction e documentario, realismo e dimensione contemplativa, senza rinunciare alla sperimentazione nei linguaggi e nei generi.
LEGGI ANCHE: Globo d’Oro 2026, a Roma la 66esima edizione del premio
Lungometraggi tra urgenza del reale e respiro poetico
Il concorso riunisce titoli che affrontano temi di stringente attualità. In We Are The Fruits of the Forest, il regista cambogiano candidato all’Oscar Rithy Panh racconta la lotta del popolo Bunong contro la perdita della terra e gli effetti di un clima che sconvolge le coltivazioni. Un cinema che osserva da vicino le comunità minacciate e interroga il nostro rapporto con l’ambiente.

Con Aisha can’t fly away dell’egiziano Morad Mostafa, lo sguardo si sposta al Cairo, dove una giovane caregiver sudanese resta intrappolata tra le tensioni dei migranti africani e i ricatti della malavita. Nel solco del cinema intimista scandinavo, Elämä on juhla / Summer is Crazy della finlandese Ulla Heikkilä segue invece una famiglia disfunzionale dell’arcipelago, alle prese con i limiti dei propri sogni sotto il sole che a mezza estate non tramonta mai.
Kickoff di Roser Corella e Stefano Obino ci porta poi in un villaggio di montagna del Kirghizistan, dove una donna sfida le tradizioni organizzando un torneo di calcio femminile, trasformando il gioco in occasione di emancipazione e riscatto. E ancora, in Sanding Dreams del russo Anton Mamyikin, uno studente di ingegneria spaziale torna al villaggio natale per un’emergenza familiare, sospendendo il sogno delle stelle per confrontarsi con i legami e le necessità degli affetti.
LEGGI ANCHE: Il Periodo Africano di Picasso: la spiritualità delle maschere africane e l’inizio del Cubismo
Sguardi italiani, confini e memorie di frontiera
Tra i titoli italiani in concorso, Lo spirito delle stagioni / The Soul of the Seasons di Alessandro Cattaneo attraversa i cicli del tempo seguendo correnti emotive e paesaggi interiori, in una dimensione sospesa e contemplativa. Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini è invece un viaggio notturno nella foresta, accanto a un gruppo di passeur afghani al confine serbo-ungherese, dove la Storia recente si fa carne, attesa e movimento.

Infine, chiude la selezione Wirbel del regista ceco Tomáš Hubáček: uno straniero esausto eredita una casa in una terra di confine e, sulle tracce di una donna enigmatica, riscopre rituali perduti e memorie sedimentate in quel paesaggio. Il concorso dei lungometraggi si configura così come un mosaico di geografie e identità, tenute insieme da una stessa domanda: come continuare a riconoscerci in un mondo che cambia, ferisce, separa, ma ancora ci riguarda.
A valutare le opere sarà una giuria internazionale composta da Cristiana Allievi, giornalista e collaboratrice di Vanity Fair, D – la Repubblica, F magazine e Il Sole 24 Ore; da Natascha Drubek-Meyer, docente di letteratura comparata e studi su cinema e media alla Libera Università di Berlino; e dal regista Roland Sejko, responsabile della redazione editoriale dell’Archivio Storico Luce. Oltre al premio per il miglior film, saranno assegnati i riconoscimenti per regia, fotografia e scenografia.
L’Ischia Film Festival è sostenuto dal MiC – Ministero della Cultura, dalla Regione Campania – Film Commission Regione Campania, da BONACINA e BPER Banca, e si svolge sotto il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio. Un festival che, attraversando il mondo con le immagini, invita il pubblico a interrogare il proprio tempo e a ritrovare nel cinema un luogo condiviso di ascolto e riconoscimento.
Foto: Ufficio Stampa
