Dai corti premiati a Cannes al cinema queer che riscrive il passato, fino alle notti in tempo reale e alle commedie di Billy Wilder: la programmazione di giugno 2026 su MUBI punta su rassegne tematiche e nuovi autori italiani.
La piattaforma di streaming globale MUBI dedica la programmazione di giugno 2026 a rassegne tematiche che intrecciano memoria queer, notti in tempo reale e nuovi sguardi del cinema d’autore. Tra cortometraggi reduci dai festival, classici riscoperti e opere prime italiane, il mese si annuncia come un percorso guidato attraverso film selezionati dai programmatori del servizio.
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Tra le novità spicca God Is Shy di Jocelyn Charles, in arrivo il 19 giugno 2026: dopo il debutto alla Settimana della Critica di Cannes 2025 e il Grand Prix al Festival di Clermont-Ferrand nella Lab Competition, il corto segue i passeggeri Ariel e Paul, che durante un viaggio in treno trasformano le proprie paure in disegni, fino all’incontro con la misteriosa Gilda. Pochi giorni dopo, il 22 giugno 2026, arriva La più piccola di Hafsia Herzi, ritratto di formazione di Fatima, diciassettenne franco-algerina divisa tra studio, calcio, un fidanzato di facciata e il segreto di amare le donne.

Memorie queer e storie in una sola notte
Per il Pride 2026 MUBI propone la rassegna Siamo qui da sempre: il cinema queer reimmagina il passato, che usa il film in costume come atto di memoria più che come semplice esercizio di stile. Tra i titoli in programma ci sono Freak Orlando di Ulrike Ottinger, disponibile dal 1 giugno 2026, Peter Hujar’s Day di Ira Sachs, Lo sguardo misterioso del fenicottero di Diego Céspedes e altri lavori che riportano alla luce identità e storie rimaste a lungo ai margini.
Un altro filo conduttore del mese è la notte come dispositivo narrativo. La rassegna Dall’alba al tramonto raccoglie film che si svolgono nell’arco di poche ore, trasformando il tempo in motore del racconto. Dal 10 giugno 2026 arrivano Liberté di Albert Serra e Victoria di Sebastian Schipper, affiancati in catalogo da titoli già disponibili come Festen – Festa di compleanno di Thomas Vinterberg, Good Time di Josh e Benny Safdie, Irréversible di Gaspar Noé e The Invitation di Karyn Kusama.
Classici, nuovi registi italiani e il teatro del mondo di Ottinger
Giugno è anche il mese di Josh O’Connor: un dittico, focus dedicato ai ruoli da ladro esteta interpretati dall’attore in La chimera di Alice Rohrwacher (già in streaming) e The Mastermind di Kelly Reichardt, produzione MUBI. Sul versante dei classici, la rassegna Nessuno è perfetto: tre commedie di Billy Wilder riunisce Irma la dolce e A qualcuno piace caldo, disponibili dal 15 giugno 2026, insieme a L’appartamento, già presente in catalogo.

Con Le prime volte: una nuova generazione, MUBI accende i riflettori sul nuovo cinema italiano che dialoga con la tradizione aprendosi alle influenze internazionali. Dal 25 giugno 2026 arriva Piccolo corpo di Laura Samani, affiancato da film già in streaming come Agon di Giulio Bertelli, Diciannove di Giovanni Tortorici, The Challenge di Yuri Ancarani, Le città di pianura di Francesco Sossai e Re Granchio di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis.

Focus su Ulrike Ottinger e cinema sperimentale
All’interno del focus su Ulrike Ottinger, figura chiave del cinema sperimentale tedesco del dopoguerra, la rassegna Il teatro del mondo: la Trilogia di Berlino di Ulrike Ottinger ripropone tre opere girate tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, descritte come punk e camp, radicali e visivamente dirompenti. Dal 1 giugno 2026 torna disponibile Freak Orlando, mentre dal 19 giugno 2026 si aggiungono Dorian Gray nello specchio della stampa gialla e Biglietto di sola andata, completando il ritratto di un’autrice centrale per l’underground berlinese.
La sezione Novità e grandi successi raccoglie infine alcuni dei titoli più recenti passati per festival e sale, dal già citato La più piccola a Dreams di Dag Johan Augerud, Miroirs No. 3 – Il mistero di Laura di Christian Petzold, Le città di pianura, L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho e Wild Diamond di Agathe Riedinger. Un panorama che conferma la vocazione di MUBI a combinare scoperta, memoria e sguardi emergenti in un’unica piattaforma.
Foto: Ufficio Stampa
