Monet, Renoir, Degas e gli altri protagonisti della prima mostra impressionista rivivono nel documentario ‘L’alba dell’Impressionismo. Parigi 1874’, in prima visione il 4 giugno su Sky Arte.
Con L’ALBA DELL’IMPRESSIONISMO. PARIGI 1874 il pubblico è invitato a un viaggio nel tempo nella Parigi di fine Ottocento, quando Monet, Renoir, Degas, Morisot, Pissarro, Sisley e Cézanne stavano inventando un nuovo modo di dipingere. Il film documentario diretto da Ali Ray arriva in prima visione il 4 giugno alle 21.15 su Sky Arte, in streaming su NOW e disponibile on demand.
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Prodotto da Phil Grabsky per Exhibition on Screen, il documentario accompagna gli spettatori tra le sale della mostra che la National Gallery of Art di Washington, in collaborazione con il Musée d’Orsay di Parigi, ha dedicato ai 150 anni del movimento impressionista, nato ufficialmente con la prima mostra del 15 aprile 1874.

La nascita di una rivoluzione pittorica
Come è nata la corrente artistica forse più amata al mondo e chi erano le personalità anticonformiste che brandivano i pennelli in modo così rivoluzionario? Il film risponde a queste domande ricostruendo il clima culturale della ville lumière subito dopo la Guerra franco-tedesca del 1870, tra crisi, voglia di leggerezza e desiderio di rompere con le convenzioni accademiche.
La storia non è affidata a storici e curatori, ma alle parole degli artisti stessi, della stampa e dei cittadini dell’epoca, restituendo l’impatto che la nuova pittura ebbe sul pubblico. Vengono ripercorse le circostanze che spinsero 31 artisti – di cui solo alcuni, come Monet, Renoir, Degas, Morisot, Pissarro, Sisley e Cézanne, sono oggi universalmente celebri – a unirsi per esporre insieme le proprie opere.
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È in questo contesto che gli impressionisti scelgono di non raccontare più storie ispirate alla mitologia o alla religione, ma scene della vita moderna e paesaggi abbozzati all’aperto. Proprio quell’idea di non finito, quell’attenzione alla luce e all’impressione fugace, colpì un osservatore che riconobbe come questi pittori cercassero prima di tutto l’impressione: da qui il nome della nuova maniera artistica.

La prima mostra e la sfida al Salon di Parigi
All’inizio gli impressionisti erano outsider disprezzati e squattrinati, ma determinati a cambiare le regole. Per affermare la propria indipendenza fondarono la Société anonyme des artistes peintres, sculpteurs et graveurs, con l’obiettivo di organizzare mostre gratuite, senza giurie o premi onorari, vendere le opere e pubblicare una rivista artistica.
Nel 1874 esposero 165 lavori tra dipinti, acquerelli e incisioni nello studio del fotografo Nadar, al 35 di Boulevard des Capucines. Le opere, appese alle pareti rivestite di lana bruno-rossastra, segnarono una trasgressione netta rispetto al panorama artistico ufficiale, in contrapposizione diretta con il Salon di Parigi che rifiutava ogni tentativo di innovazione.

Il documentario mostra come, nonostante le contraddizioni stilistiche interne al gruppo, la volontà comune fosse quella di essere padroni della propria arte. Quella prima mostra, ricostruita attraverso le opere e le testimonianze d’epoca, cambiò per sempre la storia dell’arte, aprendo la strada alla modernità e a un nuovo rapporto tra pittura, luce e percezione.
Con L’ALBA DELL’IMPRESSIONISMO, Sky Arte e NOW offrono così l’occasione di riscoprire da vicino i protagonisti e le intuizioni che hanno reso l’Impressionismo un riferimento imprescindibile per generazioni di artisti e appassionati.
Foto: Ufficio Stampa