Dal 25 al 29 marzo 2026 torna a Pordenone il Pordenone Docs Fest – Le Voci del Documentario, che alla sua XIX edizione conferma Cinemazero come uno dei punti di riferimento per il cinema del reale in Italia. In cinque giornate saranno presentati 54 film, di cui 27 in anteprima nazionale, con 33 paesi rappresentati e svariate decine di ospiti tra registi, protagonisti ed esperti.
Sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e con il sostegno di istituzioni e partner territoriali, il festival rivendica uno spazio per la complessità e per una visione consapevole, opponendosi al flusso di immagini rapide e polarizzate dei social. I documentari diventano così strumenti per leggere il presente, tra conflitti, crisi climatiche, diritti e memorie ancora aperte.
Giuria internazionale e serate dedicate a Iran, Balcani e clima
A guidare la giuria internazionale è il regista austriaco Nikolaus Geyrhalter, tra i massimi documentaristi contemporanei, affiancato dalla scrittrice e poeta tedesca Esther Kinsky e dal regista croato Igor Bezinović. I due cineasti terranno anche masterclass aperte al pubblico, legate alle proiezioni delle loro opere.
La serata di apertura, mercoledì 25 marzo alle 21, è affidata a A Fox Under a Pink Moon, autoritratto di una giovane artista in fuga da Afghanistan e Iran, che affida allo smartphone il racconto del proprio viaggio e all’arte la possibilità di immaginare un futuro diverso. L’artista afghana sarà presente in sala insieme al regista iraniano Mehrdad Oskouei. In chiusura, l’anteprima europea di Westoxicated di Gilda Pourjabar torna sull’Iran, tra contraddizioni e sogni di libertà, seguendo il rock proibito che attraversa clandestinamente i confini.
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Uno dei focus più forti guarda ai Balcani. La retrospettiva ¡No pasarán! Ripensare la guerra civile spagnola, novant’anni dopo e il ciclo Sarajevo, l’assedio: 1992-1996 riportano al centro la memoria dei conflitti e il modo in cui il cinema ha rielaborato traumi collettivi. Tra gli appuntamenti più attesi, l’anteprima di Sarajevo Safari di Miran Zupanič, mercoledì 25 marzo alle 18, che svela il capitolo agghiacciante dei “turisti” stranieri venuti a sparare sugli abitanti assediati.
Green, memoria e nuove forme immersive tra XR e videogiochi
La vocazione verde del festival passa dal Manifesto Green, modello per rendere l’industria culturale più sostenibile, e da titoli che affrontano direttamente la crisi climatica. Venerdì 27 marzo alle 17:15 Nikolaus Geyrhalter presenta in anteprima nazionale Melt, viaggio cinematografico nell’universo dei ghiacci in via di estinzione. Domenica 29 marzo alle 18, Super Nature di Ed Sayers, girato in Super 8 grazie ai contributi da 25 paesi, diventa una lettera d’amore collettiva alla natura, tra celebrazione del pianeta e allarme per le minacce della crisi climatica.
Tra gli eventi speciali spicca anche Ice Grave di Robin Hunzinger, in anteprima nazionale, che rilegge una spedizione artica del 1897 alla luce delle domande di oggi sul cambiamento climatico. La proiezione è preceduta dal montaggio musicato dal vivo A Nord! Nobile, successi e cadute, realizzato con rari filmati degli Archivi LUCE-Cinecittà in occasione dei cent’anni dal primo volo in aerostato di Nobile sul Polo Nord.
Formazione, realtà virtuale e una città aperta alla cultura
Grande attenzione è riservata al pubblico giovane, con matinée dedicate e l’anteprima nazionale di The Longer You Bleed, che indaga l’anestesia delle coscienze nell’era dello scrolling infinito attraverso il confronto tra giovanissimi ucraini. Alla Mediateca Cinemazero sono previsti laboratori per avvicinare le nuove generazioni al linguaggio del documentario.
Il programma si espande anche verso i linguaggi del gaming con GameZero e il caso studio Horses, videogioco ispirato a Salò di Pier Paolo Pasolini, al centro di un acceso dibattito internazionale tra libertà d’espressione e censura. La sezione Industry, dedicata ai professionisti europei del settore, ospita la tavola rotonda Nuove prospettive – Costruire un ecosistema condiviso per la circuitazione del documentario, legata al lancio di una nuova piattaforma per la distribuzione dei documentari indipendenti.
Non manca una sezione XR dedicata ai documentari in realtà virtuale, ospitata in un padiglione vetrato nel centro cittadino, dove il pubblico può vivere esperienze immersive tramite visori. In vista di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, il panel Città aperta avvia il progetto Città Aperte, percorso partecipato per definire un Manifesto degli spazi culturali sicuri, inclusivi e accessibili.
Infine, l’iniziativa dei “No Sponsor” rinnova l’impegno sociale del festival, che sceglie di donare visibilità gratuita a realtà come EMERGENCY, Medici Senza Frontiere, Un ponte per e Amnesty International, ribadendo come il documentario possa ancora incidere sul reale, dentro e fuori la sala.
Foto: Ufficio Stampa