Margot Robbie è apparsa sul red carpet della première di Wuthering Heights a Los Angeles, indossando un gioiello carico di secoli di storia. Il celebre Taj Mahal Diamond, già appartenuto a Elizabeth Taylor, è tornato sotto i riflettori come un frammento di mito che attraversa imperi, cinema e immaginario romantico.
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Un dono imperiale nella corte moghul
La vicenda del diamante inizia nell’India del XVII secolo, all’interno della corte moghul. Secondo la tradizione, la pietra fu donata dall’imperatore Shah Jahangir alla moglie Nur Jahan, una delle figure femminili più potenti della dinastia. Sul pendente è inciso il suo nome, insieme a una frase in persiano che recita: «L’amore è eterno».
Il gioiello passò poi al figlio dell’imperatore, Shah Jahan, che lo regalò alla sua sposa Mumtaz Mahal. Alla morte prematura della donna, l’imperatore fece costruire in suo onore il celebre mausoleo di marmo bianco ad Agra: il Taj Mahal. Il monumento divenne il simbolo universale del lutto e dell’amore assoluto, e da esso il diamante trasse il nome con cui sarebbe passato alla storia.
Cartier e la nascita di un’icona occidentale
Per secoli la traiettoria del gioiello resta avvolta nell’ombra, fino al Novecento, quando riemerge nelle collezioni di Cartier. In origine montato su un semplice cordoncino di seta indiano, il diamante viene trasformato dalla maison francese in un pendente in stile europeo: una catena in oro, rubini e diamanti progettata dal designer interno Alfred Durante, ispirata comunque all’estetica orientale originaria. È il momento in cui un oggetto dinastico asiatico diventa un gioiello da alta gioielleria occidentale.
Nel 1972, il presidente di Cartier Michael Thomas mostra il pezzo a Richard Burton mentre l’attore si trova con Elizabeth Taylor all’International Hotel del Kennedy Airport, poco prima di una partenza. Burton, alla ricerca di un regalo per il quarantesimo compleanno della moglie, lo acquista in segreto e glielo dona durante una festa a Budapest. Il diamante diventa così il simbolo materiale di una delle storie d’amore più celebri e tormentate di Hollywood.
Richard Burton ed Elizabeth Taylor: il diamante dell’amore hollywoodiano
Elizabeth Taylor lo indossa in occasioni pubbliche, fissandolo nell’immaginario collettivo come emblema di un amore epico, fatto di separazioni e ritorni, proprio come quello degli imperatori moghul da cui il gioiello proviene. Nel 2011, dopo la morte dell’attrice, il Taj Mahal Diamond viene messo all’asta da Christie’s insieme ad altri gioielli della sua collezione. Venduto per 8,8 milioni di dollari, stabilisce all’epoca un record per un gioiello di origine indiana. Una controversia legale sulla sua reale datazione moghul porta all’annullamento formale della vendita, ma da allora il diamante resta in una collezione privata, con un proprietario tuttora ignoto.
Dal caveau al red carpet: il ritorno con Margot Robbie
Il suo ritorno pubblico, oggi, avviene grazie a Margot Robbie, che lo ha indossato per la promozione del film Wuthering Heights. La scelta non è casuale: il romanzo di Emily Brontë è una storia di amore assoluto e distruttivo, proprio come quelle che hanno segnato la vita del diamante. Da Nur Jahan a Mumtaz Mahal, da Burton a Taylor, fino alla Cathy interpretata da Robbie, il gioiello sembra incarnare una stessa idea: l’amore come forza che sopravvive al tempo, alla morte e alle trasformazioni culturali.
Non è dunque solo un oggetto prezioso, ma un archivio simbolico. Ogni epoca lo ha reinterpretato secondo i propri miti: dono imperiale, reliquia romantica, icona hollywoodiana, accessorio cinematografico. La sua comparsa sul red carpet contemporaneo non chiude la sua storia, ma ne apre un nuovo capitolo. Il passato orientale e l’immaginario gotico europeo si incontrano nello spazio della cultura pop.
In questo senso, il Taj Mahal Diamond continua a svolgere la funzione per cui era nato: raccontare l’amore come leggenda, trasformando un singolo oggetto in una narrazione che attraversa i secoli.
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