Il disegno come strumento di ricerca, le domande sul cielo e sul volo, le difficoltà di un uomo dal talento straordinario. All’Ambrosiana, per Aspettando Focus Live, Massimo Polidoro racconta la mente di Leonardo e ricorda la frase che dava serenità a Piero Angela.

Per disegnare un corpo bisogna osservarlo. Per rappresentarlo con precisione, Leonardo da Vinci volle capire anche cosa accadeva sotto la pelle: come erano fatti i muscoli, come si articolavano i movimenti, quali meccanismi permettevano alla figura umana di funzionare. A un certo punto, però, il rapporto si rovesciò. Il disegno diventò uno strumento di ricerca, un modo per formulare domande e rendere visibile ciò che l’occhio, da solo, non poteva spiegare.

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È uno dei passaggi attraverso cui Massimo Polidoro ha raccontato la mente di Leonardo alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, nel primo appuntamento di Aspettando Focus Live. L’incontro, intitolato Nella mente di Leonardo da Vinci, si è svolto il 1° ottobre, aprendo il percorso verso la nona edizione del festival di Focus, in programma dal 23 al 25 ottobre 2026 al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci.

Nella Cripta di San Sepolcro, dopo i saluti di Andrea Canova, presidente della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, il giornalista e divulgatore ha accompagnato il pubblico dentro un’intelligenza capace di attraversare pittura, anatomia, idraulica e studio del volo. Al racconto è seguita la visita guidata al primo piano della Pinacoteca: un percorso che ha riportato l’attenzione sul rapporto tra le opere, gli studi e le domande dell’artista.

Quando il disegno diventa un mezzo per capire

Nel racconto di Polidoro, l’incontro tra arte e scienza nasce da un’esigenza concreta: rappresentare meglio la realtà. Gli studi anatomici, inizialmente legati alla precisione della figura, aprono a Leonardo un campo di indagine che va oltre la pittura.

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«Dopo la Gioconda, una delle opere più famose di Leonardo è l’Uomo Vitruviano, legato al suo interesse per il corpo umano. Per capire meglio come funzionasse, Leonardo iniziò a studiarlo attraverso le dissezioni anatomiche. Diciamo che inizia a praticare l’autopsia all’Università di Pavia: prima lo faceva per poter raffigurare il corpo in una maniera sempre più realistica, nitida, precisa… Poi però resta affascinato dai meccanismi del corpo umano. – spiega Polidoro – E il disegno non è più il fine, ma diventa un mezzo per poter rappresentare e capire. L’arte si unisce alla scienza: per capire ha bisogno del supporto artistico, e il supporto artistico gli permette di essere ancora più bravo grazie alla conoscenza scientifica. Dallo studio del corpo passò all’osservazione della natura. Si interrogò, per esempio, sul movimento del sangue e dell’acqua, cercando di capire i fenomeni come parte di un ciclo continuo. Osservando la natura comprese il ruolo dell’evaporazione, delle nuvole e della pioggia nel ciclo dell’acqua. La sua curiosità scientifica nasceva spesso proprio dall’arte: per rappresentare bene la realtà, voleva prima comprenderla».

In questa prospettiva, i diversi interessi di Leonardo si tengono insieme. Studiare un corpo, osservare un uccello o interrogarsi sulla luce significa cercare le condizioni che producono ciò che vediamo. Il disegno permette di seguire un dettaglio, isolare un movimento, mettere alla prova una spiegazione.

Le domande che sembrano da bambini

C’è un’altra caratteristica sulla quale Polidoro insiste: Leonardo si concede domande semplici e le prende sul serio. La familiarità con un fenomeno non gli basta per considerarlo spiegato. «Un’altra caratteristica di Leonardo è quella di essere curioso di tutto: si fa domande su qualunque cosa, anche quelle che sembrano domande da bambini: Perché il cielo è azzurro? Da dove arriva l’arcobaleno? Che cosa sono le nuvole? Come fa un uccello a volare?. Su ciascuna di queste domande non si accontentava».

È un aspetto che avvicina il suo lavoro all’esperienza di chiunque abbia osservato qualcosa senza sapere come funziona. Un cielo, un’ala, l’acqua che scorre diventano problemi da affrontare. La differenza sta nella continuità di quell’attenzione: tornare sull’oggetto, studiarlo, disegnarlo, cercare ancora. Il Leonardo raccontato all’Ambrosiana conserva anche le difficoltà di una persona. «Leonardo ci ha lasciato tantissime cose. – dice Polidoro – Era un uomo straordinario con un talento formidabile, ma non era così diverso da noi: aveva le sue paure, i suoi limiti, le sue difficoltà, le sue frustrazioni. E le ha affrontate come le affrontiamo noi».

Polidoro sposta così l’attenzione dalla fama che gli attribuiamo oggi al lavoro quotidiano della ricerca. «Non pensava – precisa – che sarebbe rimasto nella storia, non era quello il suo obiettivo. Il suo obiettivo era porsi domande, provare a trovare risposte e condividere con chi gli stava intorno. Per descriverlo, si può usare l’immagine di un uomo che si è svegliato nel cuore della notte troppo presto, mentre tutti gli altri intorno a lui stavano ancora dormendo».

Verso Focus Live 2026 e le sue Intelligenze

La mente di Leonardo introduce il tema scelto per Focus Live 2026: Intelligenze, al plurale. Il festival esplorerà i modi in cui esseri umani, animali, piante e tecnologie apprendono, comunicano e trovano soluzioni, attraverso incontri, esperienze e laboratori. Tra gli ospiti annunciati figurano Luca Parmitano, in collegamento, Umberto Guidoni, il fisico Roberto Battiston, l’esperta di robotica ispirata alle piante Barbara Mazzolai e la neuroscienziata Michela Matteoli. Il programma attraverserà anche l’arte e la musica, con lo scultore Jago, il musicista Faso e il direttore d’orchestra Enrico Melozzi.

Accanto agli incontri, l’Experience Area proporrà oltre trenta installazioni, esperienze e laboratori. Le attività del museo comprenderanno visite alle Gallerie Leonardo e all’area Spazio, mentre l’Area Kids di Focus Junior sarà dedicata ai bambini e ai ragazzi dai 4 ai 13 anni. Secondo le anticipazioni degli organizzatori, il programma completo e i link per prenotare l’ingresso gratuito saranno disponibili dal 7 ottobre su live.focus.it. Prima del festival, Aspettando Focus Live proseguirà l’11 ottobre alla Centrale dell’Acqua di Milano, con un appuntamento per i più piccoli insieme a Geronimo Stilton e alla sua Missione Acqua.

La frase di Leonardo che consolava Piero Angela

All’Ambrosiana, il racconto di Polidoro ha trovato infine un legame personale con Piero Angela. Una frase di Leonardo è diventata il punto d’incontro tra il viaggio nella mente dell’artista e il ricordo del suo maestro.

«C’è un’ultima cosa che non vi ho detto di Leonardo, ed è una frase che ho sentito ripetere tante volte da una persona che è stata per me un maestro da quando avevo 18 anni: Piero Angela. Negli ultimi tempi, quando andavo a trovarlo, mi diceva: Vedi, ho questi acciacchi, mi muovo col bastone, ma ho ancora un sacco di idee… Vedo i titoli di coda che si avvicinano, ma è la natura: tutte le cose che iniziano devono finire. Mi dispiace non poter continuare questo viaggio, però c’è una frase di Leonardo da Vinci che mi consola e mi dà tanta serenità: Siccome una giornata bene spesa dà un lieto dormire, così una vita bene usata dà un lieto morire. E Piero diceva: Io penso di averla usata bene la mia vita, ho fatto la mia parte, ora tocca a voi».

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Foto: Ufficio Stampa

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