Trovata in un deposito di materiali di recupero nel Wiltshire, una piccola figura in marmo è stata attribuita dagli specialisti di Woolley & Wallis a Pietro Bracci, autore dell’Oceano della Fontana di Trevi. Rappresenterebbe il modello di un monumento a Clemente XII poi distrutto.

Per il deposito di materiali di recupero era una scultura da vendere per 300 sterline. Per gli specialisti ai quali il compratore l’ha portata, potrebbe essere una testimonianza della Roma settecentesca: un modello attribuito a Pietro Bracci, lo scultore dell’Oceano della Fontana di Trevi. Il ritrovamento è avvenuto nel Wiltshire, nel sud-ovest dell’Inghilterra. A riconoscere nell’oggetto qualcosa da approfondire è stato un collezionista, che lo ha acquistato e sottoposto alla casa d’aste Woolley & Wallis. Secondo la sua ricostruzione, il marmo raffigura papa Clemente XII e si collega a un monumento bronzeo un tempo conservato a Roma.

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Un’incisione conserva l’immagine del monumento

Il collegamento passa attraverso un’incisione dei fratelli Stefano e Rocco Pozzi, che documenta l’aspetto della statua scomparsa. È questa immagine a permettere oggi di confrontare il piccolo marmo con il monumento: due oggetti diversi, una scultura e una stampa, che possono conservare informazioni sulla stessa opera perduta. Secondo l’identificazione riportata da Artnet, il marmo sarebbe l’unico modello preparatorio superstite della statua bronzea di Clemente XII, fusa da Francesco Giardoni e collocata nel Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini. Il bronzo venne successivamente fuso durante la Repubblica Romana di fine Settecento.

Il luogo aveva un legame preciso con il pontefice: fu Clemente XII ad aprire al pubblico il Museo Capitolino nel 1734. La figura celebrava quindi anche un protagonista della storia dell’istituzione.

Il legame con la Fontana di Trevi

Il nome di Bracci rimanda a un’immagine molto più familiare: Oceano, la figura centrale della Fontana di Trevi, alla guida di un cocchio a forma di conchiglia. Anche la storia della fontana incrocia Clemente XII. Nel 1732 il papa indisse il concorso dal quale venne scelto il progetto dell’architetto Nicola Salvi. Il marmo ritrovato appartiene dunque, secondo l’attribuzione proposta, allo stesso ambiente artistico e pontificio che contribuì a trasformare il volto di Roma.

All’asta l’8 ottobre

Woolley & Wallis offrirà la scultura l’8 ottobre 2026, con una stima di 5.000–10.000 sterline. È una valutazione prima della vendita: il risultato dell’asta deve ancora arrivare. Il passaggio dalle 300 sterline iniziali alla stima attuale attira l’attenzione. Ma il dettaglio più interessante è ciò che quel marmo potrebbe restituire: il volume di una figura che, dopo la distruzione del bronzo, conoscevamo attraverso un’immagine su carta.

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