Dipinto ad Auvers nel maggio 1890, ‘Châtaigniers en fleurs’ sarà venduto da Sotheby’s con la collezione Blaquier-Arrieta. Prima della stima da 180 milioni di dollari, c’è una primavera fatta di pennellate fitte, colori accesi e piccole figure sotto gli alberi.

Le chiome occupano quasi tutto il quadro. I fiori si mescolano alle foglie, il giallo attraversa il verde, il cielo blu si infila negli spazi lasciati dai rami. In basso, alcune figure sembrano piccole rispetto agli alberi: per riconoscerle bisogna distogliere lo sguardo da quella massa di colore. È da qui che vale la pena cominciare a guardare Châtaigniers en fleurs di Vincent van Gogh, prima di arrivare alla cifra che accompagna il suo ritorno sul mercato.

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Il dipinto sarà proposto da Sotheby’s a New York il 18 novembre 2026, nella vendita della collezione Blaquier-Arrieta. La valutazione diffusa alla stampa è di circa 180 milioni di dollari: una somma che potrebbe portarlo a superare il record d’asta dell’artista. Il risultato, però, si conoscerà soltanto dopo la vendita. Intanto possiamo fermarci su ciò che quei milioni rischiano di lasciare sullo sfondo: il quadro.

I castagni di Van Gogh, da vicino

In Châtaigniers en fleurs la fioritura prende forma attraverso pennellate brevi, fitte, orientate in direzioni diverse. Il colore non riempie semplicemente il profilo degli alberi: costruisce i rami, addensa le chiome, fa emergere i fiori. Anche dove il verde prevale, la superficie è attraversata da tocchi gialli, azzurri e più scuri. La scena resta riconoscibile, ma lo sguardo fatica a fermarsi. Passa dalle chiome al cielo, scende verso le figure, torna sui tronchi. È un movimento prodotto dalla pittura stessa, dal modo in cui ogni zona del paesaggio conserva una propria direzione e un proprio ritmo.

Le persone introducono una misura quotidiana. Sotto quella vegetazione così intensa c’è uno spazio abitato, attraversato: gli alberi appartengono a un luogo in cui qualcuno cammina e si incontra.

Una primavera ad Auvers, nel 1890

Secondo la scheda di Sotheby’s, Van Gogh dipinse l’opera ad Auvers il 24 maggio 1890. È un olio su tela di 70 × 58 centimetri, realizzato all’inizio dell’ultima stagione della sua vita. Dopo il soggiorno nell’istituto di Saint-Rémy, l’artista si era trasferito ad Auvers-sur-Oise, vicino a Parigi. Nei mesi successivi avrebbe dipinto case, giardini, campi e ritratti, lavorando con un’intensità straordinaria fino alla morte, nel luglio dello stesso anno. Conoscere questa cronologia cambia inevitabilmente il nostro sguardo. Eppure, davanti ai castagni, vale la pena lasciare spazio anche alla stagione rappresentata: una fioritura osservata e trasformata in colore, con tutta la densità della sua vegetazione.

La collezione Blaquier-Arrieta e l’asta di Sotheby’s

Il quadro proviene dalla raccolta dei collezionisti argentini Nelly Arrieta de Blaquier e Carlos Pedro Blaquier. La vendita riunisce dodici opere impressioniste e postimpressioniste, tra cui dipinti di Cézanne, Monet, Renoir e Pissarro, con una valutazione complessiva annunciata di circa 450 milioni di dollari. Non si tratta dunque di un Van Gogh appena scoperto. È un’opera conosciuta, rimasta a lungo in una collezione privata, che torna al centro dell’attenzione attraverso un’asta.

Nel catalogo pubblico, la stima è indicata come «Estimate upon request», disponibile su richiesta. I 180 milioni riportati dalla stampa sono una valutazione precedente alla vendita, non un prezzo già raggiunto. A novembre sapremo quanto qualcuno sarà disposto a pagare per questi castagni. Per ora possiamo guardarli: avvicinarci alle pennellate, ritrovare le figure sotto le chiome, seguire quel poco di cielo che resiste tra i rami.

Foto: Sotheby’s

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