Quattro studenti d’arte dominicani sono i protagonisti del dipinto rimosso dall’ambasciata americana a Santo Domingo. In una lettera a Donald Trump, Kehinde Wiley si offre di riacquistarlo: per lui rappresenta ancora l’incontro tra due Paesi.

Quattro studenti d’arte dominicani, pose che richiamano la pittura storica e uno sfondo floreale. Sono i protagonisti di Young Artists After Siamesas 1960, il dipinto di Kehinde Wiley rimosso ad agosto dall’ambasciata degli Stati Uniti a Santo Domingo. Ora l’artista vuole acquistarlo e riportarlo con sé. La richiesta è contenuta in una lettera del 24 settembre indirizzata a Donald Trump, diffusa sui social dalla galleria Sean Kelly. Wiley si dichiara disponibile a comprare l’opera attraverso le procedure previste dalla legge, qualora l’amministrazione non intenda più esporla. Al momento non risulta annunciata un’accettazione della proposta: il quadro non è stato ricomprato.

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Chi sono le persone nel quadro di Kehinde Wiley

Realizzata nel 2015, l’opera nasce nell’ambito di Art in Embassies, il programma del Dipartimento di Stato che porta l’arte nelle sedi diplomatiche americane. Per prepararla, Wiley aveva studiato per due anni la pittura dominicana e lavorato con giovani artisti di Santo Domingo. Nella lettera precisa che le quattro persone raffigurate sono studenti d’arte del Paese. Il progetto intrecciava così il suo linguaggio, riconoscibile per le figure monumentali e gli ornamenti floreali, con il contesto della città che avrebbe ospitato il dipinto.

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È un dettaglio che restituisce concretezza a un’opera diventata, nelle polemiche, soprattutto un’etichetta politica. Dietro la definizione di «quadro woke» ci sono persone reali e un lavoro costruito per una sede precisa. Wiley spiega che l’intenzione era permettere a chi entrava nell’ambasciata di riconoscervi qualcosa di sé: un’immagine capace di collegare gli Stati Uniti al Paese ospitante.

Perché il dipinto è stato rimosso dall’ambasciata

Ad agosto, l’ambasciatrice Leah Campos aveva condiviso sui social un video della rimozione, accompagnandolo con un messaggio che contrapponeva le ideologie da lei definite globaliste e «woke» al patriottismo americano. Anche Erin Scavino, alla guida di Art in Embassies, aveva criticato pubblicamente il dipinto. Il Dipartimento di Stato aveva inoltre richiamato dichiarazioni di Wiley relative ad altre opere e accuse di condotta sessuale impropria rivolte all’artista, che le ha negate.

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Sono motivazioni e giudizi espressi dai rappresentanti dell’amministrazione. Il quadro rimosso, invece, raffigura i quattro studenti dominicani: tenere distinti questi elementi permette di capire su che cosa si stia discutendo.

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Wiley vuole riacquistarlo, ma la vendita non è conclusa

Dopo la rimozione, il Dipartimento di Stato aveva comunicato di stare verificando la possibilità legale di vendere l’opera. È in questo passaggio che interviene la proposta dell’artista. «Il dipinto resta importante per me, così come le persone e le idee che rappresenta», scrive Wiley nella lettera. La sua richiesta riporta l’attenzione alla funzione per cui il quadro era stato concepito: creare un incontro attraverso l’arte.

Foto: Wikicommons

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