Dal 25 settembre, ‘AQVA’ mette JR, Bill Moran e Fulvio Pierangelini in dialogo con i libri e i manoscritti della Vaticana. Il punto di partenza è una delle paure più concrete per chi li custodisce.

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Un’onda si alza davanti alla Biblioteca Apostolica Vaticana. Per chi ogni giorno si occupa di conservare libri e manoscritti, è l’immagine di una catastrofe possibile: l’acqua che entra, bagna la carta e minaccia ciò che è stato custodito per secoli. Con Diluvium, JR porta quella paura sulla facciata cinquecentesca della Biblioteca. La mostra AQVA chiede ai visitatori di fare una cosa meno istintiva che cercare riparo: attraversarla.

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Dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027, AQVA inaugura Catastrofe e Meraviglia, un ciclo quinquennale dedicato agli elementi che possono danneggiare il patrimonio librario. Accanto a JR ci sono il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini. Le loro opere e i loro racconti dialogano con manoscritti, libri a stampa, incisioni e oggetti delle collezioni vaticane.

L’idea, racconta don Giacomo Cardinali, vice prefetto della Biblioteca e commissario delle attività espositive, è nata quasi per caso. «Stavamo chiacchierando con la responsabile del dipartimento del restauro quando sono passato a parlare di un artista che lavorava con la muffa. L’ho vista improvvisamente trasfigurarsi. Mi ha detto: Non porterai mai questa persona qui dentro». Quella reazione lo ha colpito: «Mi ha fatto pensare che forse valeva la pena affrontare queste paure, chiederci che cosa ci spaventa e prendere confidenza con questo aspetto».

Dalla catastrofe alla meraviglia

A dare forma al ciclo è stato anche un piccolo trattato cinquecentesco di Gaetano Volpi, nel quale un bibliofilo passa in rassegna manie, timori e pericoli per la conservazione dei libri. AQVA comincia da uno di questi pericoli, ma non si ferma lì. «Abbiamo immaginato un percorso che partisse dalla catastrofe per arrivare alla meraviglia», spiega Cardinali. L’onda di JR, dice, «trasmette tutto il panico che l’acqua porta in una biblioteca». Una volta entrati, però, il rapporto tra acqua e libri si rivela meno semplice di quanto sembri: ci sono volumi ispirati al mondo acquatico, monete salvate dall’acqua e, alla fine del percorso, il lavoro dei restauratori. In alcuni interventi, sono proprio loro a immergere deliberatamente i libri in acqua per conservarli.

Questo ribaltamento dà alla mostra la sua domanda più interessante: che cosa succede quando si osserva da vicino ciò che si teme, invece di considerarlo soltanto una minaccia?

Un libro di pesci al centro della mostra

Il perno di AQVA è l’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani, finita di stampare a Roma nel 1557 per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana. In mostra ci sono due esemplari del trattato, uno dei quali acquerellato. Cardinali lo descrive come un prodigio tipografico, grafico e scientifico: le incisioni all’acquaforte raffigurano pesci con una tale qualità da essere vendute anche singolarmente come opere d’arte.

Salviani compì inoltre una scelta precisa. «Decide di parlare solo dei tipi di pesce che aveva potuto esaminare direttamente», racconta Cardinali. Alle creature tramandate dalla zoologia fantastica preferì gli animali osservati. Secoli dopo, Bill Moran compie quasi il percorso inverso: prende lettere, numeri e caratteri tipografici e li riassembla nei suoi LetterFish, facendo nascere figure marine dagli strumenti della stampa.

Ingresso della mostra AQVA alla Biblioteca Apostolica Vaticana, allestimento Catastrofe e Meraviglia

Con Fulvio Pierangelini, l’acqua arriva invece in cucina. Per l’agenda che accompagna la mostra lo chef ha scritto sei racconti gastronomici. Ha anche suggerito alcuni testi da esporre, tra cui un manoscritto del De re coquinaria di Apicio e il racconto del viaggio di Pietro Querini. «Fulvio è anche un po’ un curatore occulto di questa mostra», dice Cardinali. Per la Biblioteca, invitare figure così diverse significa proseguire una parte della propria missione. «Siamo un’istituzione che conserva, mantiene e trasmette, ma siamo anche un’istituzione che divulga», osserva Cardinali. Gli artisti, aggiunge, producono «scossoni» che aiutano per primi coloro che lavorano nella Biblioteca e permettono al pubblico di avvicinarsi a un patrimonio che forse, altrimenti, non incontrerebbe.

AQVA è visitabile il venerdì e il sabato, secondo il calendario della mostra. Il venerdì sono previste visite serali guidate dal personale della Biblioteca; il sabato visite con audioguida in fasce orarie contingentate. La prenotazione è obbligatoria almeno 48 ore prima. Informazioni e calendario su catastrofeemeraviglia.it.

Foto di Olivia Rainaldi

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