Due fotografie d’archivio hanno ricostruito la storia di un piccolo paesaggio esposto all’Aia.

Tre persone e un cane sulla riva di un lago, due figure in barca, grandi alberi sotto un cielo nuvoloso. Fishermen by the Lakeshore è un piccolo paesaggio dipinto da Jan van Goyen nel 1651. Il Mauritshuis dell’Aia lo espone da decenni: lo Stato olandese lo acquistò per il museo nel 1967. Oggi ha deciso di restituirlo agli eredi del mercante d’arte ebreo Jacques Goudstikker.

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Perché restituire un quadro comprato più di vent’anni dopo la guerra? La risposta è nella sua storia precedente all’acquisto. Nel 1940 l’opera si trovava nella raccolta commerciale di Goudstikker. Dopo l’invasione nazista dei Paesi Bassi, il mercante fuggì con la famiglia e morì durante il viaggio verso l’Inghilterra. I beni della sua galleria furono coinvolti in vendite alle quali la vedova, azionista di maggioranza, non aveva acconsentito. Il Van Goyen entrò nella collezione di Hermann Göring.

Come hanno riconosciuto il dipinto?

Stabilire che fosse proprio quel paesaggio non era scontato. Il Mauritshuis spiega che Van Goyen aveva dipinto molte scene simili, anche dello stesso formato. La prova più importante è arrivata da due fotografie dello stesso quadro: una conservata nell’archivio Goudstikker, l’altra nella documentazione della collezione Göring. Annotazioni, inventari e altri documenti hanno consentito ai ricercatori di collegare le immagini all’opera oggi al museo.

Dopo la guerra, il dipinto tornò sul mercato. Passò per Berlino e per altri proprietari prima che lo Stato olandese lo comprasse nel gennaio 1967 per destinarlo al Mauritshuis. Quell’acquisto, però, non cancellava il modo in cui l’opera era uscita dalla disponibilità della galleria Goudstikker nel 1940.

La Commissione olandese per le restituzioni ha espresso il proprio parere il 30 giugno 2026: ha ritenuto altamente probabile che il quadro appartenesse alla galleria e sufficientemente dimostrato che ne fosse stato perso il possesso contro la volontà della famiglia, in circostanze legate al regime nazista. Il ministero della Cultura ha poi deciso di seguire il parere e di restituire l’opera agli eredi.

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