A Londra, una mostra riparte dai paradossi di René Magritte e dalla loro influenza sugli artisti di oggi.
Un uomo fuma la pipa, ma il suo naso si allunga, si incurva e finisce dentro il fornello. Sul tavolo accanto a lui c’è una candela accesa, piegata su se stessa. A prima vista, La lampada filosofica di René Magritte sembra una scena comica. Solo successivamente si prova a capire che cosa stia succedendo e tutto diventa meno semplice.
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Il quadro, dipinto nel 1936, sarà esposto dal 24 settembre a Londra nella mostra This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte. La galleria Gagosian lo presenta come un autoritratto concettuale: l’uomo sarebbe dunque Magritte, anche se il pittore non è interessato a mostrarci il proprio volto così com’è.
Perché Magritte ha dipinto il naso dentro la pipa?
Nel dipinto il gesto più normale del mondo, fumare, diventa un piccolo cortocircuito. Il naso prende la forma di un tubo e raggiunge la pipa, come se le due cose fossero fatte per stare insieme. Eppure sappiamo che è impossibile. Magritte dipinge ogni elemento con chiarezza: non c’è nulla di sfocato o indistinto a cui attribuire il nostro smarrimento. Sono i rapporti tra le cose a non funzionare più. Anche la candela sembra sottrarsi al proprio compito. Dovrebbe illuminare la scena, ma è la sua forma a catturare l’attenzione: si piega e si avvolge, quasi fosse diventata morbida. È probabilmente da qui che conviene partire per guardare La lampada filosofica: osservare ciò che abbiamo davanti, prima di cercare un significato nascosto per ogni dettaglio.
Il critico del Guardian Jonathan Jones legge nel quadro anche una presa in giro delle interpretazioni psicoanalitiche troppo sicure di sé. Naso, pipa e candela si prestano a diventare simboli. Magritte, secondo questa lettura, li rende così vistosi da farci dubitare della spiegazione. È un’interpretazione critica, non una risposta definitiva attribuita al pittore.
Una pipa compare anche nel titolo della mostra londinese, ma attenzione: La lampada filosofica è un’opera diversa dalla celebre immagine accompagnata dalla scritta «Questa non è una pipa». Gagosian le riunisce nel racconto dell’eredità di Magritte, affiancando i suoi lavori a quelli di oltre quaranta artisti contemporanei. This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte sarà visitabile nella sede di Grosvenor Hill dal 24 settembre al 12 dicembre 2026.
Foto: © 2026 C. Herscovici/Artists Rights Society (ARS), New York. Photo: courtesy Private Collection, Brussels, Kingdom of Belgium.
