Lettere e caratteri antichi diventano pesci preziosi nei LetterFish creati per la mostra AQVA alla Biblioteca Vaticana.
Un pesce può nascere da una lettera spezzata. Una pinna da un frammento di una E, una squama da un segno tipografico, il corpo dall’incontro tra caratteri, numeri e spazi vuoti. Da oltre quarant’anni Bill Moran lavora con la stampa tradizionale e conosce bene le possibilità impreviste custodite nei materiali: anche quando si rompono, non smettono di raccontare. Per la mostra AQVA, aperta dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027 alla Biblioteca Apostolica Vaticana, il tipografo ha creato nuovi esemplari dei suoi LetterFish: creature marine composte con caratteri in legno d’epoca e attrezzature appartenute alla sua famiglia. Le opere dialogano con l’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani, trattato sui pesci pubblicato nel 1557 per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana.
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Curata da don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio, AQVA è il primo capitolo del ciclo quinquennale Catastrofe e Meraviglia. Accanto a Moran, sono stati invitati a confrontarsi con il patrimonio della Vaticana l’artista JR e lo chef Fulvio Pierangelini. Al centro del percorso c’è l’acqua, osservata nella sua doppia natura di origine della vita e forza capace di mettere in pericolo quella stessa memoria che la Biblioteca conserva.
I pesci di Bill Moran tra storia e presente
Nei lavori di Moran, le creature raffigurate da Salviani quasi cinque secoli fa riemergono attraverso un linguaggio contemporaneo. Per sottrarle all’aspetto di reperti del passato, il tipografo ha scelto colori e carte metallici, capaci di restituire loro luce e preziosità. «Mentre pensavo a come creare i pesci, volevo utilizzare colori e carte metallici per farli apparire simili a gioielli, a qualcosa di molto prezioso. In questo modo, quando le persone li incontrano, non vedono pesci vecchi, ma creature moderne», racconta Moran.

L’effetto estetico contiene anche un invito a cambiare prospettiva. I LetterFish non rimandano soltanto alle immagini storiche conservate nei volumi, ma alle specie che ancora abitano mari e oceani. «Facendoli sembrare gioielli, iniziamo a riconoscerne maggiormente il valore come specie. – continua – Non pensiamo soltanto al fatto che siano ispirati a pesci del passato: impariamo ad apprezzarli e a considerarli preziosi anche come creature viventi».
La memoria custodita nei materiali
La visita alle collezioni della Biblioteca Apostolica Vaticana ha permesso a Moran di osservare da vicino non soltanto libri e incisioni, ma il lavoro di chi continua a proteggerli. Da qui nasce il legame tra la sua pratica artigianale e quella che definisce una «memoria materiale». «Mi piace questa idea perché, quando si stampa con strumenti tradizionali, la punta delle dita ricorda l’eredità dei materiali. – ci dice – Poter venire alla Biblioteca Vaticana, osservarne e viverne la collezione, è stato un privilegio».

A colpirlo è stata anche la continuità tra gli oggetti conservati e le persone che se ne prendono cura: «È apparso subito evidente che chi lavora qui e protegge la collezione sta portando avanti un’idea. Custodisce un’eredità e il patrimonio rappresentato da alcuni dei libri più importanti mai stampati», precisa. In AQVA, tuttavia, la memoria non viene presentata come qualcosa di immobile. I caratteri antichi possono essere ricomposti, le immagini cinquecentesche generano nuove opere e persino una lettera danneggiata può inaugurare un’altra possibilità.
Quando le lettere si rompono
«Stampando da oltre quarant’anni, capita che le lettere si rompano sulla macchina da stampa. Questi caratteri hanno spesso più di cento anni e, quando se ne osservano soltanto alcune parti, possono diventare astratti e persino più interessanti della lettera completa. – spiega Moran – Un frammento di una E può essere interessante quanto l’intera lettera». Le presse sulle quali lavora hanno invece resistito al tempo: «Erano di mio nonno, che ha iniziato a utilizzarle nel 1939. Nessuna delle mie presse si è mai rotta: sono state progettate per durare. Le macchine sono molto resistenti, mentre a volte sono le lettere a spezzarsi».

La frattura, però, non coincide con la fine del carattere. «Diventa un’opportunità per fare qualcosa di nuovo con quelle lettere, qualcosa di astratto. – ci spiega l’artista – Le persone continuano a riconoscervi una parte di una M o di una E». È anche attraverso questa possibilità di trasformazione che Moran si è avvicinato al tema di Catastrofe e Meraviglia: ciò che rischia di andare perduto può assumere una forma inattesa.
Tra la profondità e la meraviglia
Alcuni LetterFish sembrano emergere dalle zone più oscure del mare. La tipografia diventa allora lo strumento per raccontare la tensione tra un ambiente freddo e minaccioso e la luminosità della creatura che lo attraversa. «Una delle cose che ho cercato di rappresentare è l’estrema profondità dell’acqua. – dice – Alcuni di questi pesci vivono molto in basso e quel senso di pericolo, il freddo e l’oscurità costituiscono per me una forma di catastrofe. Volevo metterla a confronto con un essere vivente».
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Dall’altra parte c’è la meraviglia, la capacità di osservare di nuovo creature rese familiari dalle immagini scientifiche eppure ancora misteriose. «Volevo tornare a quella sensazione che si prova quando si incontrano questi animali o quando si guarda una bella illustrazione di un pesce. Come incisore e tipografo, collegare a tutto questo la tipografia mi è sembrato il modo giusto per riportare in vita quelle creature». I LetterFish nascono precisamente dentro questa tensione: tra la profondità e la luce, tra caratteri fragili e macchine quasi indistruttibili, tra un libro del Cinquecento e specie che continuano a vivere nell’acqua. La memoria del passato non viene semplicemente conservata. Torna a nuotare.
La mostra
AQVA, primo capitolo di Catastrofe e Meraviglia, è visitabile alla Biblioteca Apostolica Vaticana dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027, il venerdì e il sabato. Il venerdì sono previste visite serali guidate; il sabato visite con audioguida in fasce orarie contingentate. La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata almeno 48 ore prima. Qui le info.
Foto di Olivia Rainaldi per HF4
