La Direttrice del Museo Poldi Pezzoli e la Presidente del World Monuments Fund ci raccontano il recupero del Salone Dorato riaperto dopo tre mesi di lavori.

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Il Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli riapre dopo un’estate di lavori e torna a restituire, attraverso la sua architettura e il nuovo riallestimento, l’idea originaria della casa museo voluta da Gian Giacomo Poldi Pezzoli alla fine dell’Ottocento. Un intervento che segna anche l’avvio di una collaborazione con il World Monuments Fund, nel suo nuovo capitolo italiano.

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Il progetto, presentato a maggio 2026, è il risultato di un anno e mezzo di ricerche d’archivio, restauri e interventi di riallestimento. Con una missione precisa: ricomporre la storia della sala e restituirle la dimensione concepita dal fondatore per accogliere alcuni dei pezzi più preziosi della sua collezione di arte rinascimentale.

A raccontarci l’entusiasmo di questa riapertura è la Direttrice Alessandra Quarto: «Siamo felici di inaugurare il Salone Dorato, la sala più rappresentativa del museo. Qui Giangiacomo Poldi Pezzoli volle custodire i capolavori del Rinascimento». Basta voltare lo sguardo, in effetti, per appressare le pennellate d Botticelli e Mantegna, Bellini e Il Pollaiolo.

Foto di © Pietro Menzione Giordano da Ufficio Stampa

«La riapriamo – prosegue Quarto – dopo tre mesi di lavori che hanno avuto l’obiettivo di restituire la volumetria di questa sala e quindi anche la presenza di una grande finestra serliana, secondo il linguaggio architettonico rinascimentale. Con decorazioni in marmi policromi e in bronzo che Poldi Pezzoli si era fatto arrivare da Parigi».

Anche le pareti si rivestono. «Con questo progetto abbiamo ricollocato gli arazzi straordinari del Seicento che lui aveva all’inizio, ma che poi, a causa dei vari cambiamenti che questa sala ha subito negli anni, erano finiti in deposito. Così come le tavolette da soffitto che sono tornate ad adornare il Salone. I capolavori sono quelli che lui aveva, con anche la presenza dei
cavalletti a richiamare l’intimità di casa. E siamo davvero molto contenti anche di questa collaborazione internazionale, perché è il primo progetto italiano del World Monuments Fund che torna in Italia dopo 60 anni».

Una sala trasformata dalla storia

Il Salone Dorato è il fulcro della casa museo ottocentesca e fu progettato per ospitare dipinti, arredi, arazzi e sculture. I documenti conservati nell’archivio del museo raccontano nel dettaglio la complessità del progetto. Che prevedeva appunto marmi policromi provenienti da diverse località italiane fino alle decorazioni in galvanico di Christofle commissionate a Parigi.

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La sala ha, però, conosciuto diverse trasformazioni. Gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943, il museo venne ricostruito e riaperto nel 1951 sotto la direzione di Fernanda Wittgens. Quindi, nel 1974 il soffitto del Salone Dorato venne abbassato di un metro con una struttura in cartongesso a volta ribassata, modificando la percezione della sala e rendendo invisibile la parte superiore della grande serliana.

Nel tempo, anche alcuni elementi della collezione furono spostati. Fra questi, i due grandi arazzi fiamminghi dedicati alle Storie di Amadigi di Gaula e parte delle tavolette da soffitto finirono in deposito.

Foto da Ufficio Stampa

Una videoispezione realizzata nel gennaio 2025 ha però permesso di verificare la presenza dell’antico arco in marmo della serliana e delle sue decorazioni in bronzo, risultate in ottimo stato conservativo. Da questa scoperta è ripartito il progetto di recupero, sviluppato da Alessandra Quarto e Piero Guicciardini in confronto con la Soprintendenza.

Il risultato restituisce alla sala la volumetria originaria, la grande arcata della finestra e i suoi apparati decorativi, riportando inoltre nel Salone gli arazzi e le tavolette da soffitto. Un intervento che non guarda soltanto alla conservazione, ma alla possibilità di ricucire le diverse fasi della storia del museo.

Foto da Ufficio Stampa

Il World Monuments Fund a Milano

Per il World Monuments Fund, il progetto rappresenta un passaggio significativo. L’organizzazione, che ha realizzato oltre 60 progetti in Italia, non aveva ancora operato a Milano. Presidente e CEO, Bénédicte de Montlaur ci conferma che «il World Monuments Fund è coinvolto in Italia da moltissimo tempo. E inaugura ora una nuova fase con l’apertura di un ufficio in città. Eravamo alla ricerca di un progetto importante a Milano e ci è sembrato naturale scegliere il restauro della Sala Dorata del Poldi Pezzoli».

L’importanza di questo gioiello meneghino è, infatti, molteplice. «Oltre che di un partner dinamico, si tratta di un museo molto importante nella storia delle case museo, perché ha ispirato tante case museo in tutto il mondo, come la Jacquemart-André a Parigi, la Isabella Stewart Gardner a Boston o la Frick Collection a New York».

Foto di © Pietro Menzione Giordano da Ufficio Stampa

E poi consideriamo la storia di questi spazi: la sala è stata distrutta durante la Seconda guerra mondiale, ma erano rimasti molti elementi storici che potevano essere reinstallati. Siamo, quindi, stati davvero felici di poter partecipare a questo progetto straordinario, il primo a Milano. Mentre abbiamo appena annunciato un grande progetto a Roma e a Pesaro e in Vaticano stiamo restaurando la Loggia di Raffaello. Vogliamo anche sfruttare le competenze italiane nel campo dell’arte e della conservazione per i nostri progetti in tutto il mondo».

E sulla sensazione di trovarsi davanti al risultato del progetto, il Presidente e CEO del World Monuments Fund aggiunge: «Ne ho sentito parlare per due anni e quindi sono davvero felice di vedere il progetto completato. È un segnale straordinario di ciò che possiamo realizzare. Siamo orgogliosi di scegliere progetti di altissima qualità, in luoghi importanti, e di portarli a compimento nei tempi previsti, insieme a grandi partner».

Foto di © Pietro Menzione Giordano da Ufficio Stampa

Per consentire al pubblico di scoprire il nuovo Salone Dorato, sabato 19 settembre dalle 10 alle 18 l’ingresso al Museo sarà gratuito. Dal 24 settembre, ogni giovedì saranno inoltre organizzate visite guidate in pausa pranzo dedicate al recupero della sala e ai suoi capolavori.

Immagini di ©Pietro Menzione Giordano da Ufficio Stampa

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