Per la prima volta si potrà scendere nelle gallerie sotterranee delle Terme di Traiano, sul Colle Oppio, e vedere da vicino due testimonianze eccezionali della Roma antica: la Città Dipinta e il Grande Mosaico. Le prime visite sono in programma sabato 12 e domenica 13 settembre 2026, sono gratuite e si svolgono esclusivamente su prenotazione, con appena 15 persone ammesse per ogni turno.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

Non si tratta, però, di una nuova scoperta archeologica. Le decorazioni erano emerse durante gli scavi condotti nell’area negli anni Novanta e sono state oggetto di un lungo lavoro di studio, restauro e valorizzazione. La novità è che adesso, concluso l’intervento realizzato nell’ambito del programma PNRR – Caput Mundi, il pubblico può finalmente entrare negli ambienti che le custodiscono.

LEGGI ANCHE – Sotto Colle Oppio riemerge una città dipinta: riaprono le Terme di Traiano

Dove si trova la Città Dipinta di Roma

Il nuovo percorso di visita si trova sul Colle Oppio, a poca distanza dal Colosseo e dalla Domus Aurea, all’interno del complesso archeologico delle Terme di Traiano. Per raggiungere la Città Dipinta si entra nella galleria sotterranea che corre sotto l’esedra sud-occidentale delle antiche terme.

È proprio qui che si conservano l’affresco e il Grande Mosaico, appartenenti a strutture precedenti alla costruzione del complesso termale inaugurato dall’imperatore Traiano nel 109 d.C. Le Terme sorsero infatti su un’area già occupata da edifici più antichi e inglobarono anche ambienti legati alla Domus Aurea.

Il restauro appena concluso non ha riguardato soltanto le decorazioni: sono stati realizzati nuovi percorsi, una passerella sopra il vano del Grande Mosaico, spazi di accoglienza e allestimenti didattici, mentre gli scavi hanno permesso di approfondire ulteriormente la complessa stratificazione archeologica del sito.

Che cosa si vede nella Città Dipinta

Il nome deriva da un grande affresco di circa dieci metri quadrati, databile al I secolo d.C., nel quale una città appare osservata dall’alto. Mura e torri ne delimitano il perimetro, mentre gli edifici sono rappresentati in prospettiva.

È una città portuale, circondata dal mare e raffigurata con un livello di dettaglio sorprendente. La sua identità resta però sconosciuta: non è stato ancora possibile stabilire quale centro antico sia stato rappresentato oppure se si tratti di una composizione ideale.

Accanto all’affresco si trova il Grande Mosaico, una monumentale decorazione parietale che si sviluppa per oltre quindici metri. Le nuove indagini hanno riportato alla luce un’ulteriore fascia musiva con una veduta di città portuale e una sequenza di edifici probabilmente affacciati sul mare. Nelle parti superiori compare invece una complessa architettura teatrale con statue e figure.

Gli scavi hanno permesso anche di ricostruire le dimensioni originarie dell’ambiente: le pareti, riccamente decorate, dovevano raggiungere circa dodici metri di altezza.

Come prenotare gratis la visita alla Città Dipinta

Le prime aperture si svolgono sabato 12 e domenica 13 settembre 2026. Le visite guidate sono gratuite, in lingua italiana e obbligatoriamente su prenotazione.

La prenotazione apre giovedì 10 settembre alle ore 15.00 e va effettuata chiamando il numero 060608.

Per ogni giornata sono previsti sei turni, alle ore 10.00, 11.00, 12.00, 13.00, 14.00 e 15.00. Ogni gruppo può essere composto da un massimo di 15 persone, quindi per questa prima fase i posti disponibili sono particolarmente limitati.

Dopo il debutto del 12 e 13 settembre, le aperture proseguiranno nei fine settimana di settembre. Dal 2 ottobre le visite saranno invece organizzate dal venerdì alla domenica, sempre secondo il sistema di accesso contingentato.

Perché le visite sono limitate a 15 persone

La scelta di far entrare gruppi così piccoli non dipende soltanto dagli spazi della galleria. L’apertura è infatti ancora sperimentale e servirà anche a verificare come la presenza dei visitatori incida sulle condizioni ambientali degli ambienti sotterranei e, di conseguenza, sulla conservazione delle decorazioni.

Affresco e mosaico sono opere particolarmente delicate e l’aumento dell’umidità e le variazioni microclimatiche prodotte dalla presenza umana devono essere monitorati prima di consentire un accesso più ampio.

È dunque una prima fase di apertura controllata: per Roma significa rendere finalmente visitabile un patrimonio rimasto per decenni sostanzialmente sottratto allo sguardo del grande pubblico, ma senza compromettere l’equilibrio degli ambienti che lo hanno conservato per quasi duemila anni.

Le Terme di Traiano e il nuovo percorso sul Colle Oppio

La visita permette anche di riscoprire una parte meno conosciuta del Colle Oppio. Le Terme di Traiano, progettate da Apollodoro di Damasco e inaugurate nel 109 d.C., occupavano circa 60 mila metri quadrati ed erano uno dei maggiori complessi termali dell’antica Roma.

Il percorso comprende anche l’esedra sud-occidentale, un ambiente monumentale di circa trenta metri di diametro. Le file di nicchie conservate sulle pareti potrebbero essere state utilizzate per ospitare armadi con libri e documenti, mentre i gradoni avrebbero accolto il pubblico durante letture e incontri.

Il risultato è quindi qualcosa di più della semplice apertura di una sala museale: dalla superficie del Colle Oppio si scende nelle strutture sulle quali furono costruite le Terme di Traiano, attraversando secoli diversi della storia di Roma fino ad arrivare davanti a una città dipinta duemila anni fa e ancora, in parte, avvolta nel mistero.

Revenews