I ladri hanno portato via quattro tele, ma ne hanno abbandonate due durante la fuga. Le opere ancora scomparse erano in prestito dal Musée d’Orsay.

Hanno tagliato la recinzione del giardino, raggiunto una finestra al piano terra e staccato quattro dipinti dalle pareti. Tutto in meno di tre minuti. Due uomini sono entrati all’alba dell’8 settembre nel Musée Renoir di Cagnes-sur-Mer, sulla Costa Azzurra, portando via le opere più preziose conservate nell’ultima casa abitata da Pierre-Auguste Renoir. L’allarme è scattato alle 5.48 e la polizia è arrivata circa cinque minuti dopo. Costretti a fuggire in fretta, i ladri hanno abbandonato due tele nel giardino del museo. Le altre due, Madame Colonna Romano e Giovane donna al pozzo, risultano ancora scomparse.

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Il valore complessivo dei quattro dipinti coinvolti nel furto è stato stimato dal sindaco di Cagnes-sur-Mer, Bryan Masson, intorno ai nove milioni di euro. La procura di Marsiglia ha aperto un’indagine per furto commesso da una banda organizzata, affidando le ricerche anche all’ufficio nazionale francese specializzato nel traffico di beni culturali.

Quali quadri di Renoir sono stati rubati?

I ladri avevano inizialmente prelevato quattro opere:

  • Madame Colonna Romano;
  • Giovane donna al pozzo;
  • Ritratto di Madame Pichon;
  • Coco che legge.

Le ultime due sono state recuperate nel giardino del museo, dove erano state abbandonate durante la fuga. Restano quindi da rintracciare Madame Colonna Romano e Giovane donna al pozzo, entrambe appartenenti al Musée d’Orsay e concesse in deposito al Musée Renoir. La confusione nelle prime notizie nasce proprio dalla rapidità con cui la situazione è cambiata: quattro quadri sono stati materialmente staccati ed estratti dal museo, ma soltanto due sono rimasti nelle mani dei ladri.

Chi è la donna ritratta in Madame Colonna Romano?

Dipinto intorno al 1913, Madame Colonna Romano è un olio su tela di 94 per 74 centimetri. Raffigura Gabrielle Colonna-Romano, attrice francese ritratta seduta su un divano, con un abito bianco, una fascia azzurra tra i capelli e una cintura dello stesso colore. Alle sue spalle, le pareti rosse dell’ambiente sono quasi interamente occupate da altri dipinti. L’opera è classificata come MNR, sigla che identifica i beni recuperati in Germania dopo la Seconda guerra mondiale e affidati alla custodia dei musei nazionali francesi in attesa di chiarirne la provenienza o individuare eventuali proprietari. Recuperato dopo il conflitto e assegnato alle collezioni nazionali nel 1950, il quadro è conservato dal 1995 al Musée Renoir.

Il suo ritorno dalla Germania non permette tuttavia di affermare con certezza che sia stato sottratto dai nazisti. Il Musée d’Orsay continua a svolgere ricerche sulla sua storia e sui passaggi di proprietà precedenti al recupero.

La seconda opera scomparsa

Giovane donna al pozzo, realizzata intorno al 1886, è un olio su tavola che mostra una figura femminile intenta ad attingere acqua. Anche quest’opera appartiene alla categoria MNR e ha già attraversato una sparizione legata alla guerra. Secondo la banca dati del ministero della Cultura francese, il dipinto sarebbe stato trafugato durante l’occupazione nazista. Fu ritrovato in Baviera nel 1949 e riportato in Francia. Settantasette anni più tardi è nuovamente scomparso.

Anche Coco che legge, una delle due tele recuperate nel giardino, aveva subito una sorte simile. Alla fine della guerra un ufficiale tedesco l’aveva affidata a un soldato perché la portasse in Germania. Dopo diversi passaggi, il dipinto entrò in un museo di Berlino e fu restituito alla Francia soltanto nel 1994.

Il furto nell’ultima casa di Renoir

Il Musée Renoir occupa il Domaine des Collettes, la tenuta di Cagnes-sur-Mer nella quale il pittore si trasferì nel 1907 e trascorse gli ultimi anni della propria vita, fino alla morte nel 1919. La casa conserva il suo atelier, oggetti personali, sculture e dodici dipinti. Secondo le autorità locali, i due uomini erano ben equipaggiati e sembravano conoscere il museo: hanno puntato direttamente alle opere di maggior valore e tagliato gli elementi che le assicuravano alle cornici. La velocità della polizia ha impedito che riuscissero a portarle via tutte, ma non è bastata a fermarli.

Vendere apertamente due dipinti tanto riconoscibili sarebbe quasi impossibile. La loro notorietà, però, non li protegge dalla sparizione. Per Giovane donna al pozzo, tornata in Francia dopo la guerra e perduta di nuovo in meno di tre minuti, la storia sembra essersi improvvisamente riaperta.

Revenews