Villa Faragola, gioiello tardoantico del territorio di Ascoli Satriano, riapre al pubblico dopo l’incendio del 2017. Un restauro complesso restituisce alla Puglia uno dei suoi siti archeologici più significativi.
Villa Faragola torna a vivere. Il sito archeologico nel territorio di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, è stato riaperto al pubblico dopo essere stato devastato da un incendio nel 2017, un rogo che aveva distrutto anni di scavi e di lavoro di musealizzazione, ferendo uno dei luoghi simbolo della storia della Capitanata e della Puglia.
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Dalle fiamme alla rinascita del sito
L’incendio del 2017, definito doloso, aveva compromesso le straordinarie testimonianze storiche della villa tardoantica, danneggiando in particolare mosaici, marmi e strutture. Da quell’evento traumatico, ricordano le istituzioni locali, è nata una forte sinergia tra Comune di Ascoli Satriano, Prefettura e Provincia, che decisero di candidare un progetto dedicato alla rinascita di Faragola, all’interno dei finanziamenti del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) Capitanata.
Un percorso complesso, frutto di sei anni di lavoro istituzionale e tecnico, che ha portato alla realizzazione di un intervento dal valore di 3 milioni di euro. Grazie all’impegno congiunto della Soprintendenza, del Comune, del sindaco e dell’amministrazione, si è potuto tradurre il finanziamento in un progetto concreto di recupero, tutela e valorizzazione della villa.
Il restauro: mosaici feriti ma visibili e una nuova copertura
Il professore Giuliano Volpe, docente di archeologia all’Università di Bari e tra i protagonisti dello scavo, ha sottolineato come si sia trattato di un enorme lavoro per ripristinare il sito dopo il rogo. In particolare, si è realizzato uno «straordinario lavoro sperimentale nel restauro dei mosaici», pensato per conservare le «ferite dell’incendio» attraverso un intervento che non cancella i danni del fuoco, ma li integra nel racconto del luogo.
Si segnala il recupero dei marmi della cenatio, il grande ambiente di rappresentanza della villa, e realizzata una nuova copertura che riprende quella originaria, ma in metallo, per garantire maggiore protezione e durabilità. L’obiettivo non era soltanto proteggere l’area archeologica, ma anche creare una struttura capace di dialogare con il paesaggio circostante.
Da qui nasce l’idea dei velari richiamata dalla soprintendente ad interim di Foggia e Bat e direttrice dei Musei nazionali di Puglia, Anita Guarnieri: elementi che rimandano ai materiali del luogo e inseriscono la villa nel contesto naturale che la circonda. Guarnieri ha rimarcato come la «ricetta vincente» sia stata la sinergia tra competenze diverse, ricordando che il restauro rappresenta sempre il vero «banco di prova» per un progetto.
La cerimonia di riapertura e il ruolo delle istituzioni
La riapertura di Villa Faragola è stata celebrata con una cerimonia ufficiale nell’area della villa tardoantica, descritta come una giornata di festa e di riscatto non solo per Ascoli Satriano ma per l’intera Capitanata. Dopo il taglio del nastro, i saluti del sindaco Vincenzo Sarcone, chiamato a illustrare il valore di questo ritorno alla fruizione per la comunità locale e per il patrimonio culturale pugliese.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, l’onorevole Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, il professor Giuliano Volpe e la professoressa Maria Turchiano, che per 14 anni hanno guidato lo scavo archeologico, l’architetto Luigi Franciosini, progettista dell’intervento di riqualificazione, oltre ai rappresentanti delle istituzioni che hanno sostenuto finanziariamente il recupero e alla soprintendente Anita Guarnieri.
Nel corso dell’inaugurazione, il consigliere regionale e Responsabile Unico del CIS Capitanata, Nicola Gatta, ha sottolineato come proprio dal drammatico incendio del 2017 sia nata una forte sinergia istituzionale e come la riapertura dimostri che il territorio, quando si pone obiettivi chiari, sa raggiungerli «in maniera egregia». L’intervento, ha ricordato, ha consentito di restituire al patrimonio pugliese uno dei suoi beni archeologici più preziosi.
Al termine della cerimonia al via una visita guidata condotta dagli archeologi e dai tecnici che hanno seguito il cantiere di recupero e il nuovo allestimento museale, per far conoscere al pubblico le strutture riportate alla fruizione e il percorso espositivo aggiornato.
Un tassello chiave del patrimonio archeologico pugliese
Villa Faragola è una villa costruita in età tardoantica sul sito di una fattoria di epoca tardo repubblicana, che a sua volta rioccupava un insediamento dauno più antico. Secondo la ricostruzione storica, la residenza conobbe almeno due secoli di prosperità, prima dell’abbandono. In età medievale, nell’area si stabilì un abitato povero, fatto di capanne e ambienti produttivi.
Si tratta, ricorda lo storico Francesco Roselli Cizzart, di uno dei tanti tasselli del patrimonio culturale di Ascoli Satriano. Il nuovo allestimento comprende una sezione multimediale con un plastico illuminato che aiuta a comprendere la struttura della villa e la sua evoluzione nel tempo; il sito, nonostante le ferite della distruzione, mantiene il suo fascino, valorizzato anche dalla suggestiva illuminazione notturna.
Per la comunità locale, Villa Faragola è «memoria, identità», una storia che torna a parlare alle nuove generazioni e che oggi, dopo le fiamme e un lungo lavoro di restauro, si ripresenta come simbolo di resilienza e di rinascita per l’intero territorio.
Foto: Ufficio Stampa
