Jenny Holzer, Andy Goldsworthy, Daniel Libeskind, Herbert Blomstedt e Cate Blanchett sono i vincitori del Praemium Imperiale 2026 annunciati dalla Japan Art Association.
La Japan Art Association ha annunciato in contemporanea a Tokyo, Parigi, Roma, Berlino, New York e Londra i vincitori della trentasettesima edizione del Praemium Imperiale 2026. Il prestigioso riconoscimento, spesso definito il Nobel per le Arti, va a Jenny Holzer per la pittura, Andy Goldsworthy per la scultura, Daniel Libeskind per l’architettura, Herbert Blomstedt per la musica e Cate Blanchett per il teatro/cinema.
L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

I profili degli artisti premiati
L’artista statunitense Jenny Holzer ha posto il linguaggio nello spazio pubblico al centro della propria ricerca, attraverso manifesti, proiezioni luminose, insegne elettroniche, incisioni e installazioni. Le sue opere, presentate in luoghi simbolo come Times Square, la Biennale di Venezia, il Guggenheim e il Louvre Abu Dhabi, affrontano temi cruciali come potere, guerra, violenza, memoria e diritti umani.

Tra i protagonisti della scultura contemporanea, il britannico Andy Goldsworthy realizza opere effimere e installazioni monumentali che esplorano il rapporto tra uomo, natura, territorio e scorrere del tempo. Le sue creazioni permanenti sono presenti in importanti istituzioni internazionali, dalla National Gallery of Art di Washington allo Storm King Art Center.
Architetto polacco naturalizzato statunitense, Daniel Libeskind è invece una figura di riferimento dell’architettura contemporanea, noto per la capacità di tradurre la memoria storica in edifici dal segno inconfondibile, caratterizzati da angolazioni nette e composizioni spaziali innovative. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti figurano la Medaglia Goethe, l’Hiroshima Art Prize e il Premio Dresda per la pace.
Il premio a Cate Blanchett e Herbert Blomstedt
Herbert Blomstedt, direttore d’orchestra svedese nato negli Stati Uniti, è apprezzato per la capacità di coniugare rigore analitico, fedeltà alla partitura, intensa espressività e profonda umanità. Dal debutto nel 1954 con la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra ha guidato prestigiose formazioni, tra cui la Staatskapelle di Dresda, la San Francisco Symphony e la Gewandhausorchester di Lipsia.

Infine, attrice australiana di straordinaria versatilità, Cate Blanchett, ambasciatrice globale dell’UNHCR, ha raggiunto la fama internazionale con Elizabeth (1998) e ha costruito una carriera tra cinema, teatro e televisione che le è valsa due Oscar e numerosi altri premi.
Ciascuno dei vincitori nelle cinque categorie riceverà un premio di 15 milioni di yen (circa 81.000 euro), un diploma e una medaglia. La cerimonia di premiazione si terrà a Tokyo il 28 ottobre, presieduta dal Principe Hitachi, Patrono onorario della Japan Art Association.
LEGGI ANCHE: IKEA KONSTRUNDA: una collezione d’arte accessibile per la casa
Il significato del Praemium Imperiale
Istituito nel 1988 per celebrare il centenario della Japan Art Association, il Praemium Imperiale onora la memoria del Principe Takamatsu, Patrono onorario dell’Associazione per 58 anni. Ogni anno il premio riconosce individui o gruppi i cui risultati hanno avuto una profonda influenza internazionale nei campi della pittura, scultura, architettura, musica e teatro/cinema, valorizzando il ruolo universale dell’arte.
Nel corso delle edizioni il Praemium Imperiale ha premiato 185 artisti di tutto il mondo, tra cui numerosi italiani come Umberto Mastroianni, Federico Fellini, Arnaldo Pomodoro, Gae Aulenti, Renzo Piano, Luciano Berio, Giuliano Vangi, Mario Merz, Claudio Abbado, Enrico Castellani, Maurizio Pollini, Sophia Loren, Cecco Bonanotte, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Riccardo Muti e Giulio Paolini.
La Japan Art Association e la Borsa di Studio per Giovani Artisti
Fondata nel 1887, la Japan Art Association è la più antica fondazione culturale del Giappone. Organizza mostre d’arte e gestisce l’Ueno Royal Museum, nel Parco di Ueno a Tokyo, mantenendo uno stretto legame con la Casa Imperiale giapponese. I Comitati di nomina, presieduti dai Consiglieri internazionali, propongono i candidati al Praemium Imperiale, mentre la decisione finale è affidata ai Comitati di selezione dell’Associazione.
Accanto ai cinque premi principali, dal 1997 il Praemium Imperiale assegna anche una Borsa di Studio per Giovani Artisti, destinata a talenti emergenti o organizzazioni impegnate nello sviluppo di nuove generazioni creative. Per il 2026 il riconoscimento è stato conferito all’associazione francese La Source Garouste, che ha ricevuto un diploma e un contributo di 5 milioni di yen (circa 27.000 euro).
Nel corso degli anni la Borsa di Studio ha sostenuto realtà provenienti da tutto il mondo, dal Vietnam a Cuba, dal Venezuela al Benin, dal Myanmar alla Malesia, dal Libano all’Indonesia, oltre a importanti istituzioni italiane come la Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Centrale per il Restauro, la JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Giovanile Italiana e De Sono Associazione per la Musica.
Per informazioni e aggiornamenti sul premio e sui progetti collegati è disponibile il sito ufficiale Praemium Imperiale e i canali social dedicati.
Foto: Ufficio Stampa
