Esposto per cinquant’anni al Lenbachhaus di Monaco, ‘Das bunte Leben’ fu venduto ad Amsterdam nel 1940, durante la persecuzione della famiglia ebrea Lewenstein. Dopo la restituzione del 2023, Christie’s lo offrirà all’asta a Londra il 14 ottobre.
Pellegrini e contadini, santi, cavalieri, madri con bambini. In Das bunte Leben, dipinto nel 1907, Wassily Kandinsky riunisce decine di figure in un paesaggio che sembra uscito da una fiaba russa. I personaggi non costruiscono una storia precisa: vita e morte, amore e dolore convivono sulla stessa superficie, mentre il colore comincia già a liberarsi dalla necessità di rappresentare fedelmente il mondo. Per oltre cinquant’anni il quadro è stato uno dei capolavori esposti al Lenbachhaus di Monaco. Ora potrebbe superare i 30 milioni di dollari.
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Christie’s presenterà Das bunte Leben nell’asta serale del 14 ottobre 2026 a Londra. La casa d’aste non ha pubblicato una stima ufficiale, disponibile soltanto su richiesta, ma Keith Gill, vicepresidente del dipartimento di arte del XX e XXI secolo, ha dichiarato ad Artnet che il dipinto dovrebbe essere venduto per oltre 30 milioni di dollari. Prima di arrivare sul mercato, però, l’opera ha attraversato una lunga controversia sulla propria provenienza.
Perché Das bunte Leben è stato restituito agli eredi
Il dipinto fu acquistato nel 1927 dagli imprenditori e collezionisti ebrei Emanuel Albert Lewenstein e Hedwig Lewenstein-Weyermann, che vivevano ad Amsterdam. Dopo la morte del marito, Hedwig ne divenne l’unica proprietaria e nel 1933 lo concesse in prestito allo Stedelijk Museum. Hedwig morì nel 1937 e lasciò la propria collezione ai figli Robert e Wilhelmine. Entrambi furono successivamente costretti a lasciare l’Europa per sfuggire alla persecuzione nazista.

Nel settembre 1940, pochi mesi dopo l’occupazione tedesca dei Paesi Bassi, Das bunte Leben fu ritirato dallo Stedelijk Museum. Il 9 ottobre venne venduto dalla casa d’aste Frederik Muller & Co di Amsterdam per 250 fiorini olandesi, una cifra che, secondo gli atti citati durante la controversia, rappresentava soltanto una parte del suo valore. Le circostanze della vendita non sono mai state chiarite completamente. La Bayerische Landesbank, che avrebbe acquistato il dipinto nel 1972, sosteneva che fosse stato ceduto volontariamente durante la separazione tra Robert Lewenstein e sua moglie Irma. Gli eredi affermavano invece che nessun membro della famiglia avesse autorizzato la vendita o ricevuto il denaro.
Nel 2023 la Commissione consultiva tedesca per la restituzione dei beni culturali sottratti durante il nazismo concluse che esistevano numerosi indizi per considerare la perdita una conseguenza della persecuzione. Tra questi, il fatto che il Kandinsky fosse stato venduto nella stessa asta in cui comparivano opere provenienti dalla collezione «arianizzata» del mercante ebreo Jacques Goudstikker. La commissione raccomandò quindi la restituzione. La Bayerische Landesbank accolse il parere e riconsegnò il dipinto agli eredi di Hedwig Lewenstein-Weyermann nel giugno 2023.
Il quadro esposto per cinquant’anni al Lenbachhaus
Acquistato dalla banca bavarese nel 1972, Das bunte Leben era stato affidato l’anno successivo in prestito a lungo termine al Lenbachhaus. Pur non appartenendo formalmente al museo, per mezzo secolo era diventato parte del suo percorso espositivo e uno dei dipinti più importanti della collezione dedicata a Kandinsky e al gruppo del Blaue Reiter. L’opera segna infatti un passaggio decisivo nella ricerca dell’artista. Kandinsky la realizzò a Sèvres, vicino a Parigi, durante il soggiorno compiuto insieme a Gabriele Münter. Con i suoi 130 per 163 centimetri, era la tela più grande che avesse dipinto fino a quel momento.
Le figure ispirate al folclore, alle leggende e alla tradizione religiosa russa sono ancora riconoscibili, ma sembrano dissolversi in piccoli punti e frammenti luminosi. Tra gli alberi compare anche un cavaliere, anticipazione del motivo che sarebbe diventato centrale nell’immaginario del Blaue Reiter. Il quadro fu presentato nello stesso 1907 al Salon d’Automne di Parigi.
Che cosa accade dopo la restituzione
La vendita non contraddice il principio della restituzione. Restituire un’opera significa riconoscere agli eredi il diritto che era stato negato alla famiglia: anche quello di decidere se conservarla, prestarla a un museo oppure venderla. L’asta, tuttavia, mostra uno degli effetti più visibili di questi casi. Un dipinto rimasto per decenni accessibile in una collezione pubblica rientra improvvisamente nel mercato internazionale e può finire in una raccolta privata.
Se superasse i 30 milioni di dollari, Das bunte Leben entrerebbe fra i tre Kandinsky più costosi mai venduti all’asta. Il record appartiene a Murnau mit Kirche II, ceduto da Sotheby’s nel 2023 per 44,76 milioni di dollari dopo un’altra vicenda di restituzione. La riparazione di una perdita avvenuta durante il nazismo può così coincidere con una nuova scomparsa dalla vista del pubblico.
Foto: Christie’s
