Il Metropolitan Museum e John Galliano rinunciano alla retrospettiva prevista per la primavera 2027. Al centro delle proteste le dichiarazioni antisemite e razziste che nel 2011 costarono allo stilista il posto da Dior e una condanna in Francia.

Il Metropolitan Museum of Art di New York non ospiterà più la mostra dedicata a John Galliano. John Galliano: Horizons, annunciata soltanto un mese fa e prevista per la primavera del 2027, è stata cancellata dopo le proteste di leader delle comunità ebraiche, politici, collezionisti e sostenitori del museo. La decisione è stata comunicata congiuntamente dal Met e dallo stilista il 31 agosto. «Dopo attente discussioni con John Galliano, abbiamo deciso insieme di non procedere con la mostra», ha dichiarato Max Hollein, direttore e amministratore delegato del museo. Il Costume Institute presenterà un progetto sostitutivo, ma il nuovo tema non è stato ancora annunciato. Restano da definire anche i dettagli del Met Gala 2027.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

Perché il Met ha cancellato la mostra di John Galliano

Le proteste sono legate alle dichiarazioni antisemite e razziste pronunciate da Galliano tra il 2010 e il 2011. In uno dei video diventati pubblici all’epoca, lo stilista dichiarava di amare Hitler e rivolgeva frasi antisemite alle persone presenti in un locale di Parigi. Galliano fu licenziato da Dior, maison che guidava dal 1997, e nel 2011 venne riconosciuto colpevole dalla giustizia francese per insulti antisemiti. Negli anni successivi ha intrapreso un percorso di riabilitazione, ha incontrato esponenti delle comunità ebraiche ed è tornato nella moda come direttore creativo di Maison Margiela, ruolo ricoperto dal 2014 al 2024.

LEGGI ANCHE: Lake Ontario/Lake America, il caso Google Maps: chi decide i nomi sulle mappe?

La decisione del Met di dedicargli una retrospettiva personale ha però riaperto una ferita mai completamente chiusa. Tra le voci contrarie figurano Julie Menin, presidente del Consiglio comunale di New York e figlia di una sopravvissuta all’Olocausto, e Jonathan Greenblatt, amministratore delegato dell’Anti-Defamation League. A rendere la scelta ancora più controversa era la coincidenza del Met Gala, tradizionalmente organizzato il primo lunedì di maggio, con lo Yom HaShoah, la giornata ebraica dedicata alla memoria delle vittime dell’Olocausto.

Che cosa sarebbe stata John Galliano: Horizons

La mostra avrebbe aperto al pubblico il 9 maggio 2027 nelle nuove Condé M. Nast Galleries del Met e sarebbe rimasta visitabile fino al 9 gennaio 2028. Il progetto avrebbe ripercorso quarant’anni di attività dello stilista, dai lavori realizzati per il proprio marchio alle collezioni per Givenchy, Dior e Maison Margiela. Il Costume Institute possiede quella che il museo definisce la più ampia collezione pubblica al mondo di opere di Galliano, con abiti realizzati tra il 1984 e il 2024. La retrospettiva sarebbe stata la prima grande mostra museale dedicata all’intera carriera del designer e lo avrebbe reso soltanto il terzo stilista vivente celebrato con una personale dal Costume Institute.

Il Met aveva promesso di affrontare anche le circostanze «storiche, culturali ed etiche» attraverso cui il lavoro di Galliano viene oggi interpretato. Per i critici, tuttavia, questa cornice non era sufficiente: la grande mostra primaverile del Costume Institute non è una semplice ricostruzione accademica. È uno degli eventi più visibili e celebrativi del calendario culturale internazionale.

La posizione di Galliano e il sostegno di Anna Wintour

Nel comunicato che annuncia la cancellazione, Galliano ha riconosciuto che una mostra dedicata al suo lavoro avrebbe potuto essere dolorosa per alcune persone. «Resto pienamente responsabile del dolore provocato dalle mie parole, in particolare alle comunità ebraiche e asiatiche, e ne sono ancora profondamente dispiaciuto», ha dichiarato. Lo stilista ha aggiunto che un percorso autentico di espiazione non può essere raggiunto attraverso una mostra, un riconoscimento istituzionale o un singolo gesto pubblico.

Anna Wintour, trustee del Met e figura centrale del Met Gala dal 1999, aveva sostenuto il progetto insieme ad Andrew Bolton, curatore responsabile del Costume Institute. Dopo la rinuncia ha definito la scelta di Galliano «molto coraggiosa», assicurando il proprio appoggio sia allo stilista sia al museo.

Che cosa succederà al Met Gala 2027

Il Met Gala non è stato cancellato. L’evento serve a finanziare le attività, le acquisizioni e le mostre del Costume Institute e accompagna ogni anno l’apertura del suo progetto primaverile. Il museo dovrà ora individuare in pochi mesi una nuova mostra, un nuovo tema e il relativo dress code. Tutte le informazioni saranno comunicate successivamente.

La cancellazione di John Galliano: Horizons non elimina il lavoro dello stilista dalla storia della moda né impedisce di studiarne l’importanza. Solleva però una domanda diversa: quando un museo dedica a un autore vivente la propria mostra più spettacolare, accompagnandola con uno degli eventi mondani più osservati al mondo, sta ancora analizzando la sua opera o ha già cominciato a celebrarlo?

Foto: L’ingresso del Metropolitan Museum durante il Met Gala 2026. La mostra dedicata a John Galliano avrebbe dovuto accompagnare l’edizione 2027 dell’evento. Foto: SWinxy/Wikimedia Commons, licenza CC BY 4.0.

Revenews