Il Premio Fondazione Mimmo Rotella torna a Venezia per la venticinquesima edizione, evento collaterale della 83. Mostra del Cinema: alla Collezione Peggy Guggenheim si celebra il legame tra cinema e arti visive.
Venerdì 4 settembre 2026 il Premio Fondazione Mimmo Rotella torna a Venezia per celebrare la sua venticinquesima edizione, un traguardo che coincide con i vent’anni dalla scomparsa dell’artista. Nato nel 2001 da un’idea di Mimmo Rotella con Paolo De Grandis e Pierre Restany, il riconoscimento è diventato un appuntamento fisso durante la Mostra del Cinema, dedicato a chi sa intrecciare in modo originale cinema e arti visive.
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La cerimonia di premiazione si svolgerà alle ore 19.00 alla Collezione Peggy Guggenheim, nella cornice di Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, come evento collaterale della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia.
Mimmo Rotella, il cinema e la forza del décollage
Il legame tra il Premio e l’opera di Rotella affonda nelle sperimentazioni che, dalla fine degli anni Cinquanta, lo portarono a trasformare i manifesti cinematografici strappati dai muri delle città in opere d’arte. Attraverso la tecnica del décollage, volti e icone della cultura di massa entrarono nella storia dell’arte del secondo Novecento, dando vita a una personale lettura del rapporto tra immagine, consumo e immaginario collettivo.
Lo stesso Rotella ricordava come le sue opere ispirate al cinema fossero tra le più amate, frutto di una libertà creativa che cercava di rispecchiare l’energia visionaria della settima arte. Nel 2026 questa eredità torna al centro dell’attenzione grazie a mostre e iniziative dedicate, tra cui la grande retrospettiva “Mimmo Rotella. 1945–2005” a Palazzo Ducale di Genova, che riunisce oltre cento lavori realizzati in sessant’anni di attività.
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Un albo d’oro tra cinema d’autore e star internazionali
Nel corso di venticinque edizioni il Premio ha costruito un albo d’oro che riflette la sua vocazione internazionale. Tra i protagonisti premiati figurano autori come Hayao Miyazaki, Paolo Sorrentino, Marco Bellocchio, ma anche interpreti come Jude Law, Michael Caine, Donald Sutherland, Mick Jagger, Willem Dafoe e George Clooney. Negli ultimi anni il riconoscimento ha guardato con attenzione anche alla produzione italiana capace di raccontare il presente, da Ascanio Celestini a Toni Servillo e Mario Martone.
Nel 2024 il Premio è stato assegnato a Iddu di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, mentre nel 2025 è tornato a Paolo Sorrentino per La Grazia, a distanza di nove anni da The Young Pope. Dal 2014 la direzione artistica è affidata a Gianvito Casadonte, che ha consolidato il profilo del Premio come spazio di dialogo tra cinema, arti visive e immaginario contemporaneo.
La cornice della Collezione Peggy Guggenheim
Il Giardino delle sculture e la terrazza di Palazzo Venier dei Leoni, storica dimora di Peggy Guggenheim e oggi sede della sua collezione, rappresentano la cornice ideale per la cerimonia. In questo contesto, affacciato sul Canal Grande, il Premio rinnova il proprio ruolo di ponte tra la grande tradizione dell’arte del Novecento e le ricerche visive legate al cinema di oggi, confermandosi come uno degli appuntamenti più riconoscibili della Mostra del Cinema.
Foto: Ufficio Stampa
