Roma ospita in contemporanea due tra i nomi più popolari del Novecento, Vassily Kandinsky e Keith Haring, mentre Pisa si prepara ad accogliere la più ampia retrospettiva italiana mai dedicata a Edward Hopper. A Milano Fondazione Prada offre una panoramica delle interazioni tra le culture del Mediterraneo e quelle dell’Asia, Superstudio Più – MyOwnGallery lancia una nuova sfida su Frida Kahlo.

L’autunno 2026 si preannuncia una delle stagioni più dense per chi segue le grandi mostre in Italia, con grandi appuntamenti che, pur restando su binari molto diversi tra loro, hanno tutti il respiro dell’evento internazionale. Roma ospita in contemporanea due tra i nomi più popolari del Novecento, Vassily Kandinsky e Keith Haring, mentre Pisa si prepara ad accogliere la più ampia retrospettiva italiana mai dedicata a Edward Hopper.

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A Mestre Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka: il corpo come specchio del Novecento

Alla Casa delle Contemporaneità di Mestre, negli spazi del MUVEC, torna una grande mostra dedicata ai maestri del Novecento e alle eredità che hanno plasmato il nostro sguardo sulla modernità. Il percorso espositivo prende avvio dalle figure simbolo della Secessione Viennese – Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka – per interrogare una delle questioni più profonde del secolo scorso: il corpo come specchio delle inquietudini individuali e collettive.

A firmare il progetto è la curatrice Elisabetta Barisoni, che intreccia capolavori storici e ricerche più recenti per costruire un itinerario unitario, capace di attraversare oltre un secolo di immagini del corpo. Dalla Secessione Viennese alle sperimentazioni concettuali, il percorso mette in luce come il corpo sia stato di volta in volta idealizzato, frantumato, politicizzato, fino a diventare presenza effimera o impronta nello spazio espositivo.

Ritratto verticale di Giuditta II di Gustav Klimt esposto in mostra al MUVEC di Mestre
Ritratto verticale di Giuditta II di Gustav Klimt esposto in mostra al MUVEC di Mestre

La mostra si inserisce nel più ampio programma espositivo della Casa delle Contemporaneità MUVEC a Mestre, confermando il ruolo del centro come luogo di riflessione sulle grandi questioni del presente. Attraverso opere provenienti da importanti collezioni internazionali e istituzioni museali, l’esposizione offre uno sguardo d’insieme sulle metamorfosi del corpo nell’arte, invitando il pubblico a rileggere anche il proprio rapporto con l’immagine, la vulnerabilità e il tempo.

OGR Torino: The quantum Effect con l’Infinity Mirror di Yayoi Kusama

Dal 31 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, le OGR Torino ospitano The Quantum Effect, una mostra curata da Daniel Birnbaum e Jacqui Davies e realizzata da OGR Torino e SMAC Venice, dedicata all’influenza della teoria quantistica sulla cultura visiva, dall’arte contemporanea al cinema e alla cultura pop.

Il progetto riunisce opere di artisti internazionali come Cerith Wyn Evans, Isa Genzken, Tomás Saraceno, Mark Leckey e Rirkrit Tiravanija, affrontando i paradossi legati allo spazio e al tempo. Tra gli interventi figura anche la Infinity Mirrored Room – The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth di Yayoi Kusama, installazione che attraverso luce, riflessi e ripetizioni riflette sui concetti di infinito e sulla percezione dello spazio.

Il programma comprende inoltre una rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, che prende spunto anche dall’immaginario di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. La mostra è accompagnata da un volume dedicato al progetto e da un ciclo di incontri sull’impatto della teoria quantistica sull’arte e sulla cultura contemporanea. The Quantum Effect si sviluppa negli spazi del Binario 1 delle OGR Torino, ex officine ferroviarie trasformate in centro dedicato alla cultura e all’innovazione.

Kandinsky torna a Roma dopo 25 anni

Da metà settembre 2026 a metà febbraio 2027, Palazzo Bonaparte accoglie una monografica su Vassily Kandinsky costruita quasi interamente sui prestiti del Centre Pompidou, che custodisce il nucleo più importante al mondo delle sue opere grazie al lascito della moglie Nina. Non è un dettaglio da poco: l’istituzione parigina è entrata in una fase di chiusura pluriennale per lavori di ristrutturazione, e questo rende la tappa romana un’occasione più unica che rara per vedere fuori da Parigi opere che raramente viaggiano.

Veduta di Palazzo Bonaparte a Roma durante l'allestimento della mostra Kandinsky
Vassily Kandinsky Park von Saint-Cloud, dunkle Allee (Le Parc de Saint-Cloud, allée ombragée) 1906 – Legs de Nina Kandinsky, 1981 Centre Pompidou, Parigi, Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle

Il progetto, curato da Angela Lampe e prodotto da Arthemisia, ripercorre l’intero arco della parabola artistica di Kandinsky: dagli studi in giurisprudenza a Mosca all’approdo alla pittura attorno ai trent’anni, dagli anni di Monaco e della fondazione del gruppo Der Blaue Reiter fino al Bauhaus e all’esilio parigino dopo la chiusura della scuola voluta dal regime nazista. Tra le settanta opere esposte compare un lavoro chiave come Gelb-Rot-Blau del 1925. La mostra dedica per la prima volta uno spazio autonomo a Gabriele Münter, compagna di Kandinsky per oltre un decennio e figura di primo piano dell’espressionismo tedesco, rimasta a lungo in secondo piano rispetto al partner nonostante il proprio peso artistico.

Haring, la street art che diventa museo

Il 6 ottobre parte invece a Palazzo Braschi, sede del Museo di Roma, la più grande mostra italiana su Keith Haring, che chiuderà l’11 aprile 2027. Sono oltre 140 le opere in arrivo dalla Nakamura Keith Haring Collection di New York, la principale collezione al mondo dedicata all’artista, affiancate da prestiti pubblici e privati. Il percorso, curato da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, segue Haring dai primi disegni nella metropolitana newyorkese fino ai lavori dell’ultimo periodo, passando per i poster a sfondo politico su temi come l’apartheid, la prevenzione dell’AIDS e i diritti civili.

Un capitolo della mostra è dedicato in particolare al passaggio di Haring in Italia negli anni Ottanta, tra Napoli, Milano, Pisa e Roma: qui trova spazio anche la documentazione fotografica dei suoi interventi romani del 1984, tra il Palazzo delle Esposizioni e le pareti della metropolitana lungo la linea A, oggi sopravvissuti solo attraverso le immagini d’epoca. È un taglio che permette di raccontare Haring non solo come icona pop, ma come artista che ha attraversato fisicamente anche le città italiane.

Serigrafia Icons di Keith Haring, 1990, in mostra al Museo di Roma a Palazzo Braschi
Serigrafia Icons di Keith Haring, 1990, in mostra al Museo di Roma a Palazzo Braschi

Un Hopper geografico a Pisa

Il terzo appuntamento, il 14 ottobre, porta a Palazzo Blu di Pisa la più ampia mostra italiana su Edward Hopper, realizzata con il Whitney Museum of American Art di New York e curata da Kim Conaty e Barbara Haskell, entrambe curatrici del museo newyorkese. Resterà aperta fino al 7 marzo 2027 e riunirà oltre 150 opere tra dipinti, disegni, incisioni e acquerelli, insieme a materiali dal Sanborn Hopper Archive — corrispondenze, diari e fotografie acquisiti dal Whitney circa un decennio fa.

La particolarità dell’impianto è geografica più che cronologica: il percorso segue Hopper attraverso i luoghi che ne hanno segnato la formazione — New York, dove visse per quasi sessant’anni, Parigi, dove soggiornò in tre occasioni distinte, e il New England di Cape Cod e del Maine — fino a una sezione conclusiva dedicata al rapporto con la moglie Jo, artista lei stessa e custode dell’archivio del marito.

Opera Statue at Park Entrance di Edward Hopper nella mostra di Palazzo Blu
Edward Hopper Statue at Park Entrance / Statua all’ingresso del Parco, 1918–20
Olio su tela, Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1194 © Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Gallerie d’Italia, un autunno con otto nuove mostre tra Milano, Napoli, Torino, Vicenza e Arezzo

Le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo aprono la stagione autunnale con otto nuovi progetti espositivi distribuiti tra i quattro musei di Milano, Torino, Vicenza e Napoli, più una tappa alla Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi di Arezzo. Il programma arriva dopo un primo semestre 2026 che ha portato 434mila visitatori nelle quattro sedi, in crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Gallerie Milano: Libere e nel segno di Leonardo

LIBERE! 1946-2026. Le conquiste delle donne
dal 26 settembre al 7 gennaio 2027

A Milano, dal 26 settembre 2026 al 7 gennaio 2027, la stagione si apre con una mostra fotografica curata da Renata Ferri, realizzata in collaborazione con iO Donna per i trent’anni della rivista. Attraverso una selezione di immagini, il percorso ripercorre ottant’anni di storia italiana raccontati dalle trasformazioni della condizione femminile: lavoro, diritti civili, partecipazione alla vita pubblica.

Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano
dal 27 novembre al 4 aprile

Sempre a Milano, dal 27 novembre 2026 al 4 aprile 2027, la mostra a cura di Arturo Galansino e Simone Facchinetti affronta per la prima volta in modo organico l’eredità di Leonardo da Vinci nella pittura lombarda, seguendo la diffusione del suo linguaggio attraverso allievi come Marco d’Oggiono, Giovanni Antonio Boltraffio, Andrea Solario e Bernardino Luini.

Gallerie Torino, Luca Campigotto e Anastasia Samoylova

Luca Campigotto. Wandering Europe
dal 1 ottobre al 7 febbraio 2027

A Torino, dal 1° ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, la rassegna “La Grande Fotografia Italiana” curata da Roberto Koch ospita un progetto di Walter Guadagnini dedicato a Luca Campigotto. Su commissione di Intesa Sanpaolo, il fotografo ha attraversato l’Europa documentando un paesaggio contemporaneo segnato tanto dall’inquinamento quanto da luoghi ancora incontaminati.

Anastasia Samoylova. Harbour
dal 22 ottobre al 7 febbraio 2027

Nella stessa sede torinese, dal 22 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, l’artista russo-americana Anastasia Samoylova presenta, a cura di Emanuela Mazzonis, una ricerca fotografica sulle città d’acqua europee – da Genova a Venezia, da Rotterdam a Istanbul – e sulle fragilità dei loro paesaggi di fronte alla crisi climatica, proseguendo il lavoro già avviato con il progetto FloodZone.

Gallerie Vicenza: Giandomenico Tiepolo (1727-1804). Un Mondo Nuovo

A Vicenza, dal 9 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, una mostra a cura di Carolina Brook, Valter Curzi e Fabrizio Magani celebra il terzo centenario della nascita di Giandomenico Tiepolo, ripercorrendone l’intera produzione: dalla pittura sacra alle serie grafiche “Idee pittoresche” e “Divertimento per li regazzi”, fino alle scene di genere ispirate alla vita veneziana.

Gallerie Napoli: Angelica e Élisabeth. L’età delle donne pittrici e Alighiero Boetti

Angelica e Élisabeth. L’età delle donne pittrici
dal 6 novembre al 7 marzo 2027

A Napoli, dal 6 novembre 2026 al 7 marzo 2027, Fernando Mazzocca, Francesco Leone ed Elisabetta Rasy curano un confronto tra Angelica Kauffmann e Élisabeth Vigée Le Brun, due pittrici che tra Settecento e primo Ottocento seppero affermarsi nelle corti e nelle élite culturali europee, in un percorso che riflette sul ruolo delle donne nell’arte dell’epoca.

Alighiero Boetti
dal 16 dicembre a maggio 2027

Sempre a Napoli, dal 16 dicembre 2026 a maggio 2027, Luca Massimo Barbero cura una mostra di circa 35 opere dalla Collezione Luigi e Peppino Agrati – Intesa Sanpaolo, che riprende e amplia il progetto già presentato a Milano, approfondendo la ricerca di uno dei protagonisti dell’Arte Povera e dell’arte concettuale internazionale.

Gallerie Arezzo: Figure del ‘900. Da Balla a Severini, de Chirico e Oppi

Ad Arezzo, alla Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi, dal 14 ottobre 2026 al 31 maggio 2027, Paolo Bolpagni cura un percorso di circa 30 opere dalle Collezioni Gallerie d’Italia che attraversa la prima metà del Novecento italiano, tra pre-Futurismo, Novecento storico ed esperienze del secondo dopoguerra, con opere di Boccioni, Balla, Severini, de Chirico e Oppi.

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