Il capolavoro del Mauritshuis è arrivato eccezionalmente a Osaka, in quello che potrebbe essere uno dei suoi ultimi viaggi.

La Ragazza con l’orecchino di perla ha lasciato eccezionalmente la sua casa all’Aia. Il dipinto di Johannes Vermeer è arrivato al Nakanoshima Museum of Art di Osaka, dove resterà esposto fino al 27 settembre 2026, approfittando della chiusura temporanea del Mauritshuis per alcuni lavori di adeguamento. Un viaggio raro, che il museo olandese considera persino uno degli ultimi possibili per la sua opera più celebre.

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Perché la Ragazza con l’orecchino di perla viaggia così poco?

Il dipinto, realizzato intorno al 1665, è uno dei principali motivi per cui il pubblico visita il Mauritshuis. Prestarlo significa quindi privare temporaneamente il museo della sua opera simbolo. Ma esiste anche una questione di tutela: ogni trasferimento di un capolavoro antico richiede controlli sulle condizioni conservative, imballaggi speciali, trasporti protetti e ambienti nei quali temperatura, umidità e illuminazione rimangano stabili. Ridurre gli spostamenti significa limitare i rischi.

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L’ultima uscita risaliva al 2023, quando la Ragazza fu prestata al Rijksmuseum di Amsterdam per la grande mostra dedicata a Vermeer. Il viaggio più lungo avvenne invece tra il 2012 e il 2014, durante i lavori di ristrutturazione del Mauritshuis. Il dipinto fu esposto a Tokyo e Kobe e successivamente negli Stati Uniti, all’interno di una mostra itinerante vista complessivamente da 2,2 milioni di persone.

Circostanze eccezionali

Anche la nuova partenza nasce da una circostanza eccezionale. Il Mauritshuis rimarrà chiuso dal 24 agosto al 20 settembre e ha accettato la richiesta arrivata dal Giappone, Paese dal quale provengono ogni anno migliaia di suoi visitatori. La direttrice Martine Gosselink ha definito il prestito un’occasione unica per condividere l’opera con il pubblico giapponese, «forse per l’ultima volta».

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Quella dipinta da Vermeer, del resto, non è una persona identificabile. L’opera è una tronie: non un ritratto, ma lo studio di un volto immaginario, costruito attraverso un’espressione, un costume esotico e la luce che si raccoglie sulla perla. Una ragazza che non è mai esistita e che, proprio per questo, appartiene a tutti. Anche se lascia molto raramente casa.

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