Viaggio nelle Marche di ‘Borghi Invisibili’ tra mostre, installazioni, fotografia e arte urbana che trasformano Terre Roveresche e San Costanzo in un itinerario dedicato alla rigenerazione culturale.

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Per tutto il mese di agosto i territori di Terre Roveresche e San Costanzo (nella provincia di Pesaro Urbino) diventano un laboratorio a cielo aperto dove trovano spazio arte contemporanea, architettura, fotografia e formazione. Il tutto, in dialogo aperto con l’ambiente circostante e la sua tradizione. È questo lo spirito di Borghi Invisibili. Riscoprire l’armonia tra uomo, luogo e memoria, progetto diffuso che ha l’obiettivo di restituire nuova vita ai piccoli centri storici marchigiani.

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Più che una semplice rassegna artistica, Borghi Invisibili si presenta come un percorso di rigenerazione urbana e sociale, nato nel 2025 dall’iniziativa di 593 Studio, degli Istituti Filippin – La Salle International Campus e delle Pro Loco di Barchi e Orciano. Un’iniziativa che vanta il patrocinio dei Comuni di San Costanzo e Terre Roveresche e coinvolge anche partner nazionali e internazionali, tra cui la International University (IU) tedesca.

Cuore della manifestazione è Palazzo Lenci, a Barchi, dove prende forma la mostra Il Disegno dell’Invisibile. L’esposizione conduce il pubblico in un viaggio tra matematica, musica e architettura, mettendo in dialogo le proporzioni delle ville progettate da Andrea Palladio con il celebre Modulor di Le Corbusier, alla ricerca delle leggi invisibili che governano armonia e bellezza.

Foto da Ufficio Stampa Borghi Invibisili

L’intera iniziativa ruota, del resto, proprio attorno al recupero dell’edificio simbolo della città ideale rinascimentale progettata da Filippo Terzi. Acquistato da 593 Studio nel 2025, il palazzo è oggi al centro di un percorso di recupero architettonico e sociale che punta a trasformarlo in uno spazio permanente dedicato alla cultura, alla ricerca, alla formazione e all’accoglienza.

Identità e memoria diventano opere d’arte

Il percorso prosegue, quindi, a Orciano con Proporzioni, Armonie e Paesaggi, personale di Alessandro Facchin, che attraverso il disegno indaga il rapporto tra costruzioni umane e paesaggio naturale, mostrando come entrambi rispondano alle stesse regole compositive.

Accanto alle mostre principali trovano spazio interventi diffusi che coinvolgono direttamente il territorio. Nell’ex macelleria di Palazzo Lenci, la fotografa Sara Pergolini presenta Sconosciuti?, un progetto che riflette sul tema dell’identità e invita il visitatore a interrogarsi sul rapporto con sé stesso e con gli altri attraverso il linguaggio fotografico.

Le vie dei borghi, invece, diventano la tela dell’illustratrice Elisa Zago, fondatrice di Asile’s World Lab, con Ri-abitare. Finestre e vetrine inutilizzate vengono animate da grandi illustrazioni dedicate a personaggi storici e figure della memoria collettiva, restituendo voce a spazi oggi vuoti e trasformandoli in un racconto diffuso. Tra i volti raffigurati compaiono Giulio della Rovere, Gregorio XIII, Guidubaldo II, Lucrezia d’Este, Vittoria Farnese, Eleonora Gonzaga, Gio Pomodoro, Nicolò Fontei e Nicolò Betti. Insieme a sagome ispirate agli abitanti del territorio.

Per Michele Sbrissa, CEO di 593 Studio, il valore dell’iniziativa va ben oltre quello espositivo. «Il cantiere permanente di Palazzo Lenci cerca di recuperare una parte significativa del borgo di Barchi, capolavoro dell’architetto Filippo Terzi, ricucendo relazioni tra persone e luoghi attraverso l’arte, l’artigianato e la formazione».

Il progetto, spiega, nasce da una visione condivisa di rigenerazione. Questa «ha senso solo se partecipata: avviare un progetto simile significa fondere storia, tecnologia e innovazione sociale. Borghi Invisibili dimostra che l’architettura e l’urbanistica non sono elementi statici, ma organismi vivi da interpretare e manipolare in funzione del bene comune. Palazzo Lenci rinasce così come spazio di accoglienza etica, cultura e ricerca, capace di dare nuova voce alle straordinarie identità di questo territorio».

Un laboratorio internazionale di formazione

Borghi Invisibili è anche un progetto educativo. Nei mesi scorsi studenti e ricercatori hanno preso parte al workshop internazionale Officina Rinascimentale, dedicato allo studio del territorio e delle sue potenzialità attraverso strumenti innovativi. Il lavoro è stata selezionato tra le 25 migliori Esperienze Didattiche Avanzate a livello nazionale e sarà presentata al Festival dell’Innovazione Scolastica 2026, in programma dal 4 al 6 settembre a Valdobbiadene.

Come sottolinea il dirigente degli Istituti Filippin, Sileno Rampado, il progetto rappresenta un nuovo modo di intendere la formazione. «L’attività rappresenta un esempio concreto di come la scuola possa diventare un laboratorio di innovazione, cultura e partecipazione, mettendo in dialogo tradizione e nuove tecnologie attraverso un’esperienza immersiva di video mapping architettonico realizzata sulla Porta Nova di Barchi».

Foto da Ufficio Stampa Borghi Invibisili

E aggiunge: «Il progetto nasce da un percorso interdisciplinare che coinvolge attivamente gli studenti in tutte le fasi di lavoro, dalla ricerca storica alla scrittura del racconto. Tutto ciò rappresenta la nostra idea di scuola: una didattica aperta che esce dalle aule per farsi esperienza sul campo.»

Le comunità al centro

Ma c’è un altro elemento imprescindibile, ovvero la partecipazione delle comunità locali. Per Mattia Vitali, presidente della Pro Loco di Barchi, il progetto restituisce valore al patrimonio storico del territorio. «Per noi Borghi Invisibili rappresenta un’occasione unica per fare della memoria storica un volano di futuro. Il territorio non è un semplice fondale cartolina, ma un custode di identità e relazioni umane profonde».

Foto da Ufficio Stampa Borghi Invibisili

Anche Linda Ricciardelli, presidente della Pro Loco di Orciano, evidenzia il valore della collaborazione tra istituzioni e associazioni. «La forza di questo progetto risiede nella sua capacità di fare rete aprendo a collaborazioni inedite e per noi estremamente interessanti sotto un’unica visione culturale».

Secondo Ricciardelli, inoltre, l’arte può contribuire a cambiare lo sguardo sul territorio. «Crediamo fortemente che la valorizzazione del territorio passi attraverso il dialogo tra la bellezza del paesaggio e la creatività. Mostre come quelle ospitate nei nostri centri storici non solo richiamano visitatori, ma restituiscono agli stessi residenti uno sguardo nuovo su se stessi».

Borghi Invisibili. Riscoprire l’armonia tra uomo, luogo e memoria

Il Disegno dell’Invisibile
Barchi, Terre Roveresche PU Palazzo Lenci

Alessandro Facchini, Proporzioni, Armonie e Paesaggi
Orciano di Pesaro. Museo della Corda e degli antichi Mestieri

Elisa Zago, Ri-abitare
Barchi, Orciano di Pesaro, Cerasa e San Costanzo

Fino al 31 agosto 2026

Foto da Ufficio Stampa Borghi Invibisili

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