Gli Uffizi restano aperti: è il primo dato utile per chi sta programmando una visita. Il piano da 50 milioni di euro annunciato dal direttore Simone Verde procederà per fasi nei prossimi due anni, senza chiusure del complesso, che comprende la Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Ma cosa cambia davvero per chi ci entra?

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Il cambiamento più visibile riguarda l’ordine delle sale: le collezioni vengono riallestite seguendo un criterio cronologico e geografico più chiaro, e le sale dedicate a Botticelli sono già state rinnovate in questo senso, con “La Nascita di Venere” e “La Primavera” che ora si fronteggiano in nuove teche sigillate, pensate insieme per la conservazione e per la visione.

Cambia anche la luce, con un rifacimento completo dell’illuminazione in diversi ambienti, dalla Galleria Palatina alle sale fiamminghe di Palazzo Pitti, e cambia il clima delle sale grazie a nuovi impianti di trattamento dell’aria e a due torri di raffreddamento, che promettono meno caldo d’estate e condizioni più stabili per le opere.

Nascono poi nuovi spazi: al secondo piano di Palazzo Pitti, il cosiddetto “Piano degli Occhi” — 1.000 metri quadri oggi quasi sconosciuti — diventerà un nuovo percorso espositivo, mentre agli Uffizi apre un nuovo spazio introduttivo dedicato alla storia della collezione. Infine cambiano segnaletica e percorsi: etichette, cartellonistica e accessibilità vengono aggiornate in tutto il complesso, per orientare meglio i flussi tra le tre sedi.

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