Dal 2 ottobre “Tarascon Stagecoach” — la Diligenza di Tarascona, dipinta da Van Gogh ad Arles nell’ottobre 1888 — lascia Los Angeles per il Brooklyn Museum, prima tappa di un viaggio che nel 2027 la porterà anche al MoMA. Non è un prestito qualunque: si tratta del primo dipinto di Van Gogh mai entrato nella collezione del LACMA, arrivato lo scorso anno come parte della donazione della Pearlman Foundation, che ha diviso l’intera raccolta tra LACMA, Brooklyn Museum e MoMA.
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Il Tarascon Stagecoach mostra due diligenze colorate ferme nel cortile di una locanda, sotto pareti che Van Gogh stesso descrisse in una lettera al fratello Theo come “rosa e gialle”. Oggi quel rosa non si vede quasi più: il pigmento usato dal pittore, poco costoso e chimicamente instabile, è sbiadito nel tempo fino a lasciare le pareti quasi bianche — uno dei tanti casi in cui i colori originali di Van Gogh sono cambiati con gli anni, complice la sua scelta di materiali economici.
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Ancora più sorprendente è la storia del suo viaggio.
Dopo essere passata per lo studio parigino dello scultore Medardo Rosso — che la relegò in soffitta per le critiche ricevute dai colleghi — l’opera fu regalata nel 1895 al pittore uruguaiano Milo Beretta, in partenza per Montevideo: diventò così il primo Van Gogh ad arrivare nelle Americhe, sia del Nord che del Sud, con diciassette anni di anticipo sui primi Van Gogh giunti negli Stati Uniti. Passata agli eredi di Beretta, la tela fu poi venduta a Buenos Aires prima di arrivare nel 1950 nelle mani del collezionista newyorkese Henry Pearlman, che la scambiò con due Renoir e un Soutine — salvo poi pentirsi e ricomprare il Soutine il giorno dopo.
