Nel celebre ritratto di Leonardo da Vinci, l’animale stretto da Cecilia Gallerani non è un semplice dettaglio decorativo: racconta il legame con Ludovico Sforza e potrebbe alludere alla gravidanza della giovane.
Non è un semplice animale da compagnia. L’ermellino che Leonardo da Vinci dipinse tra le braccia di Cecilia Gallerani contiene una serie di riferimenti che aiutano a ricostruire l’identità della giovane, il suo rapporto con Ludovico Sforza e il significato nascosto del ritratto.
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Chi è la Dama con l’ermellino
La donna raffigurata è Cecilia Gallerani, colta poetessa della corte milanese e amante di Ludovico Sforza, detto il Moro. Quando Leonardo realizzò il dipinto, intorno al 1490, Cecilia aveva circa sedici anni. Nel 1491 avrebbe dato alla luce Cesare, figlio del duca, che nello stesso anno sposò Beatrice d’Este. Leonardo la ritrae a mezzo busto, con il corpo rivolto da una parte e lo sguardo attirato da qualcosa che si trova fuori dal quadro. Anche l’ermellino segue la stessa direzione. La doppia torsione rende la scena viva, come se entrambi avessero appena percepito l’arrivo di qualcuno.

Perché Cecilia Gallerani tiene un ermellino
L’animale è innanzitutto un riferimento a Ludovico Sforza, che nel 1488 era stato insignito dell’Ordine dell’Ermellino dal re di Napoli e aveva assunto anche il soprannome di Ermellino Bianco. La sua presenza alluderebbe quindi al legame tra Cecilia e il duca senza mostrarlo direttamente. Esiste poi un gioco linguistico con il cognome della giovane: in greco l’ermellino era chiamato galé, termine che richiamava Gallerani. Leonardo costruisce così una sorta di firma visiva capace di indicare contemporaneamente entrambi gli amanti.
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Nella cultura rinascimentale l’ermellino era inoltre associato alla purezza e alla moderazione. Secondo un’altra interpretazione, il rapporto simbolico tra gli animali della famiglia delle donnole, la fertilità e la protezione durante il parto potrebbe alludere alla gravidanza di Cecilia. Non è una certezza, ma un’ipotesi coerente con la vicenda biografica della donna. L’ermellino, dunque, non è un dettaglio decorativo. È il punto in cui Leonardo nasconde la storia privata del ritratto: il nome di Cecilia, la presenza invisibile di Ludovico e forse il figlio che stava per nascere.
