Otto ambienti del II secolo con mosaici, affreschi e marmi sono riemersi sul Celio. L’edificio potrebbe appartenere alla V Coorte dei Vigiles, ma gli archeologi non escludono una domus aristocratica.
Un delfino, un pesce, un’aragosta e un granchio nuotano attorno a un grande cratere. È l’immagine al centro del mosaico romano scoperto sotto Villa Celimontana, sul Celio, e uno degli indizi che potrebbero collegare l’edificio appena riemerso ai pompieri dell’antica Roma. Gli scavi, condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma durante i lavori di consolidamento del muraglione storico della villa, hanno portato alla luce otto ambienti: cinque completamente scavati e tre conservati solo in parte. Il complesso fu costruito nel II secolo d.C. e riorganizzato nel III.
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Perché potrebbe essere la caserma dei Vigiles
Il mosaico con soggetto marino ricorda una decorazione rinvenuta nella caserma dei Vigiles di Ostia. Anche la posizione dell’edificio è significativa: in quest’area del Celio si trovava infatti la caserma della V Coorte, una delle sette unità nelle quali era organizzato il corpo dei Vigiles. Istituiti da Augusto, questi uomini sorvegliavano Roma durante la notte e intervenivano contro gli incendi, un pericolo costante in una città costruita in gran parte con materiali facilmente infiammabili.
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L’identificazione, tuttavia, non è ancora certa. Accanto al mosaico sono emersi frammenti di un pavimento più antico, porzioni di soffitto affrescato e rivestimenti in marmi policromi. Una ricchezza decorativa che potrebbe appartenere anche a una domus aristocratica. Saranno lo studio delle strutture e l’analisi dei materiali a chiarire la funzione dell’edificio. Per ora, sotto il parco di Villa Celimontana, restano aperte entrambe le possibilità: una residenza patrizia oppure una parte, finora sconosciuta, della caserma dei pompieri romani.
Foto: Villa Celimontana, Roma. Foto m/m, via Wikimedia Commons – pubblico dominio.
