‘La notte stellata’ nasce dalla vista che Vincent van Gogh osservava a Saint-Rémy, ma non la riproduce fedelmente. Venere e le colline sono reali. Il villaggio, il campanile e il cielo appartengono anche alla memoria e all’immaginazione.

La notte stellata di Vincent van Gogh non rappresenta un paesaggio reale, almeno non nella forma in cui lo vediamo sulla tela. Dipinto nel giugno del 1889 durante il soggiorno dell’artista nell’ospedale di Saint-Paul-de-Mausole, a Saint-Rémy-de-Provence, il quadro parte dalla vista osservata dalla finestra prima dell’alba. Van Gogh, però, non la copiò: unì elementi reali, studi eseguiti altrove, ricordi dei Paesi Bassi e immaginazione.

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Che cosa c’è di reale nella Notte stellata

Il profilo ondulato delle Alpilles, sullo sfondo, appartiene al paesaggio che circondava l’ospedale. Anche il punto luminoso a destra del cipresso ha un riferimento preciso: è probabilmente Venere, visibile nella primavera del 1889. In una lettera al fratello Theo, Van Gogh raccontò di avere osservato prima del sorgere del Sole la «stella del mattino», che gli era apparsa molto grande. Il villaggio, invece, non poteva essere visto dalla sua finestra. Le case raccolte nella valle e la chiesa dalla guglia appuntita non riproducono fedelmente Saint-Rémy. Il campanile ricorda piuttosto quelli dei paesi olandesi conosciuti dall’artista: è un frammento della terra d’origine inserito nel paesaggio della Provenza.

Notte Stellata Significato

Neppure il grande cipresso in primo piano si trovava in quella posizione. Van Gogh aveva studiato questi alberi nei dintorni di Saint-Rémy e lo portò molto vicino allo sguardo. Scuro e simile a una fiamma, il cipresso attraversa quasi tutta la tela e collega visivamente la terra al cielo. È soprattutto il cielo a trasformare l’osservazione in invenzione. Van Gogh ricostruì alcuni elementi astronomici, ma modificò le forme degli astri e moltiplicò la loro luce attraverso cerchi, onde e pennellate vorticose. Non dipinse dunque il cielo esattamente come appariva: ne creò uno capace di muoversi.

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Il significato de La Notte stellata nasce proprio da questa fusione. Il quadro non è la fotografia di una notte provenzale, ma un paesaggio composto con ciò che Van Gogh aveva davanti agli occhi e ciò che conservava dentro di sé. Oggi l’opera, un olio su tela di 73,7 per 92,1 centimetri, si trova al Museum of Modern Art di New York.

Foto: Vincent van Gogh, La notte stellata, 1889, Museum of Modern Art, New York. Immagine di pubblico dominio via Wikimedia Commons/Google Art Project.

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