Dal Lazio alla Sicilia, sei siti archeologici diventano il cuore di ‘Ierofania – Sulle vie del Sacro’, la rassegna promossa dal Ministero della Cultura. La direttrice artistica Fulvia Toscano racconta un progetto che intreccia archeologia, arte contemporanea, teatro, musica e poesia.
Il sacro come esperienza ancora capace di interrogare il presente. È questa l’idea da cui nasce Ierofania – Sulle vie del Sacro, la rassegna diffusa promossa dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, attraverso l’Istituto Centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP), nell’ambito del Piano Olivetti per la Cultura. Un progetto multidisciplinare che, da luglio a settembre, attraverserà sei grandi siti archeologici italiani – Palestrina, Paestum, Lecce, Matera, Locri e Giardini Naxos – proponendo incontri, spettacoli, mostre, letture e momenti di approfondimento dedicati al rapporto tra patrimonio culturale e dimensione del sacro.
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A guidarne il percorso artistico è Fulvia Toscano, che descrive Ierofania come «un festival pluridisciplinare fortemente voluto sia dal Dipartimento per la valorizzazione sia dal Piano Olivetti per la Cultura, nato per unire in un connubio indissolubile luoghi già profondamente segnati dal sacro con le sue espressioni contemporanee attraverso la parola, i suoni, la danza e l’arte figurativa».
Ierofania: sei weekend per riscoprire il sacro
La rassegna si svilupperà in sei weekend, uno per ciascuno dei siti coinvolti, alternando momenti di riflessione scientifica e appuntamenti performativi. «In ogni luogo – spiega Toscano – ci sarà la possibilità di approfondire i temi legati al sacro grazie alla presenza di studiosi, ma anche attraverso le forme dell’arte, dalla danza al teatro, dalla musica all’arte figurativa. È proprio questo dialogo tra ricerca e linguaggi artistici a rappresentare l’anima del progetto».
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Accanto alla direttrice artistica lavorano il curatore scientifico Alberto Samonà e il curatore della sezione dedicata all’arte contemporanea Giorgio Calcara, insieme ai direttori dei parchi archeologici e dei musei coinvolti, che hanno contribuito alla costruzione dell’iniziativa. «Abbiamo trovato una partecipazione entusiasta da parte delle istituzioni che ci ospitano – dice la Direttrice Artistica – e ci auguriamo che anche il pubblico risponda con lo stesso entusiasmo a questa proposta culturale».
Da Palestrina ai Giardini Naxos
Il viaggio prenderà il via il 18 e 19 luglio a Palestrina, per poi proseguire a Paestum, Lecce, Matera, Locri e Giardini Naxos fino alla fine di settembre. Ogni tappa alternerà conversazioni con studiosi, filosofi, archeologi e storici dell’arte a spettacoli, concerti, mostre e letture poetiche.

Tra gli ospiti figurano, tra gli altri, Massimo Cultraro, Mario Lentano, Davide Susanetti, Angelo Tonelli, Pierfranco Bruni, Monica Centanni e Filippo La Porta, mentre il cartellone performativo comprende le musiche antiche di Synaulia, l’Orchestra Popolare Italiana con Ambrogio Sparagna, la Zappalà Dance Company, Corrado D’Elia con Dante, Inferno e il ciclo Pietre che cantano, che vedrà attori come Elio Crifò, Roberto Latini, Galatea Ranzi e Giovanni Calcagno dare voce ai grandi testi della tradizione poetica. Ad accompagnare il percorso sarà anche una sezione dedicata all’arte contemporanea, con mostre diffuse firmate da Nicola Verlato, Stefania Pennacchio, Alessandro Valeri, Salvador Dalí, Antonio Taschini e Lucrezia Testa Iannilli.
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Il titolo della rassegna richiama direttamente il pensiero dello storico delle religioni Mircea Eliade, che con il termine ierofania indicava il manifestarsi del sacro nel mondo. Un riferimento che diventa la chiave di lettura dell’intero progetto. «Ierofania è un termine coniato da Mircea Eliade proprio per indicare la possibilità che, anche nel mondo moderno, si possa riconoscere il manifestarsi del sacro», osserva Toscano.
Nuovi strumenti di lettura
Secondo la Direttrice Artistica, il progetto nasce anche dall’esigenza di restituire nuovi strumenti di lettura a un patrimonio culturale che spesso viene osservato soltanto nella sua dimensione storica o monumentale. «Il tema del sacro può sembrare destinato agli addetti ai lavori, ma crediamo che comunicarlo attraverso un’alta divulgazione scientifica possa aiutarci ad avere nuovi occhi per vedere la presenza del sacro intorno a noi. – spiega – È una presenza che continua a parlarci e che, in un mondo sempre più desacralizzato, spesso non riusciamo più ad ascoltare».

Un invito, dunque, ad attraversare i luoghi dell’archeologia italiana non soltanto come custodi del passato, ma come spazi ancora capaci di generare significato. «Speriamo che questo viaggio, questo attraversamento dell’anima dei luoghi – conclude Fulvia Toscano – ci consenta di avvicinarci allo spirito profondo che, da un tempo oltre il tempo, continua ancora oggi a parlarci».
Foto: Ufficio Stampa
