La Presidente della Fondazione Orestiadi racconta il significato della videoinstallazione ‘Between’ di Jacopo Di Cera, in mostra al Museo delle Trame Mediterranee durante Gibellina Photoroad 2026.
C’è un’immagine che più di ogni altra racconta il senso di Between, la nuova videoinstallazione di Jacopo Di Cera ospitata al Museo delle Trame Mediterranee nell’ambito di Gibellina Photoroad 2026: quella di una città che torna a vivere dentro il Grande Cretto di Alberto Burri. Non attraverso il ricordo del terremoto del Belice, ma grazie ai gesti più semplici della quotidianità. Per Francesca Corrao, Presidente della Fondazione Orestiadi, è proprio questa la forza dell’opera: trasformare uno dei luoghi simbolo della memoria contemporanea italiana in uno spazio dove la vita continua a rigenerarsi.
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L’installazione, realizzata nel Grande Cretto, porta infatti nel monumento di Burri anziani che giocano a carte, bambini che rincorrono un pallone, donne che stendono il bucato, persone che tornano dalla spesa. Scene ordinarie che, attraverso lo sguardo zenitale di Jacopo Di Cera, diventano una riflessione sul rapporto tra memoria, presenza e comunità.
Perché Between di Jacopo Di Cera dà nuova vita al Grande Cretto
«Bellissima quest’opera. – dice Corrao – Mi piace molto perché traduce in immagini il messaggio che mio padre Ludovico Corrao voleva lasciare alle generazioni che ci seguiranno. L’importanza dell’arte è quando ridà vita, una vita nuova, diversa, a quell’alternarsi incessante tra la vita e la morte». Per Corrao, Between riesce infatti a cogliere il significato più autentico del Grande Cretto, superando l’idea di un monumento immobile dedicato al passato. L’opera di Burri diventa invece il luogo in cui la memoria continua a dialogare con il presente.

«Lo stesso Cretto di Burri, quest’opera straordinaria che il maestro ha donato alla città di Gibellina, non è un mausoleo, non è un luogo di morte. – prosegue – È un luogo che rende universale e immortale il trasformarsi incessante della vita e della morte». Una lettura che restituisce anche il senso della visione immaginata da Ludovico Corrao per Gibellina dopo il terremoto del 1968: non ricostruire semplicemente una città, ma farne un laboratorio culturale capace di trasformare una tragedia in una possibilità di rinascita collettiva. In questo percorso, la videoinstallazione di Di Cera diventa un omaggio non solo al territorio, ma soprattutto ai suoi abitanti.
La rinascita di Gibellina attraverso l’arte contemporanea
«È un omaggio ai gibellinesi, perché ne esalta la memoria, rendendola simbolo per tutte le città, per tutte le persone che sono vittime dei disastri naturali, ambientali, ma anche delle guerre. – dice Francesca Corrao – Racconta che una vita è sempre possibile, ed è questa vita che nasce dalla morte e rigenera lo spirito. È un rinascere lì dove si è, non altrove, come diceva Ludovico Corrao». Attraverso sei schermi sincronizzati e un’installazione sonora originale composta da MKDB, Between restituisce così una nuova immagine del Grande Cretto. Non più soltanto un luogo della memoria, ma uno spazio attraversato dalla presenza umana, dove il passato continua a dialogare con il presente.
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Per Francesca Corrao, è proprio questa capacità di parlare contemporaneamente alle nuove generazioni e alla memoria collettiva a rendere il lavoro di Jacopo Di Cera particolarmente significativo. «Quest’opera – chiosa – dà questa idea in maniera molto chiara, tangibile, soprattutto per le nuove generazioni, perché ha un linguaggio nuovo e allo stesso tempo anche antico. Ci riporta alle vecchie tradizioni di paese, della gente che giocava a carte per strada, delle donne che stendono il bucato, dei bambini che giocano. Sono ricordi di un tempo che fu, ma ci ricordano che il centro della vita resta l’essere umano, l’ambiente e la loro inscindibile interazione».
DOVE: Museo delle Trame Mediterranee: indirizzo, informazioni ed eventi
