Una serata speciale a Notti di Cinema a Piazza Vittorio con la proiezione integrale del documentario ‘Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi’ e l’incontro con Dacia Maraini e la regista Izumi Chiaraluce.
Una serata dedicata alla memoria, al cinema e al dialogo con le nuove generazioni anima l’arena di Notti di Cinema a Piazza Vittorio, che martedì 14 luglio alle 21.15 ospita la proiezione integrale del documentario Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi. Il film, scritto e diretto dall’artista visiva italo-giapponese Izumi Chiaraluce, sarà presentato alla presenza di Dacia Maraini, protagonista del racconto.
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Dopo la visione, il pubblico potrà partecipare a un incontro con la scrittrice e con la regista, occasione per approfondire i temi del documentario e confrontarsi direttamente con loro. L’appuntamento propone la versione cinematografica integrale di 85 minuti, più ricca di materiali rispetto all’edizione televisiva realizzata per Rai Documentari.

Il documentario su Dacia Maraini e il legame con il Giappone
Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi ha raccolto da subito un forte consenso di pubblico, proseguendo poi il suo percorso in festival e rassegne in tutta Italia. Tra i riconoscimenti ottenuti figurano il Premio del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e il Premio dei Docenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti al Festival Sguardi Altrove di Milano, mentre le successive proiezioni da Torino a Bologna fino a Roma hanno registrato sale gremite.
Il film ripercorre l’infanzia di Dacia Maraini in Giappone, dove arriva a due anni insieme al padre, l’antropologo Fosco Maraini, e alla famiglia. Otto anni trascorsi immersa nella cultura nipponica, culminati nell’internamento in un campo di concentramento a Nagoya durante la Seconda guerra mondiale, segnano profondamente la sua vita e la futura produzione letteraria. Attraverso il racconto diretto della scrittrice, il documentario mette in luce il legame con il Giappone, il senso di comunità e l’attenzione verso gli ultimi che alimentano il suo impegno civile.
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Memoria, incontri con gli studenti e voci della cultura
Il progetto nasce anche dall’esperienza personale della regista, che per anni ha accompagnato Dacia Maraini negli incontri con gli studenti in tutta Italia. Osservando l’intensità del dialogo tra la scrittrice e i ragazzi, Izumi Chiaraluce ha scelto di raccogliere e trasmettere una memoria capace di parlare ancora oggi di coraggio delle proprie scelte, solidarietà, forza dell’immaginazione nei momenti più difficili, ascolto e curiosità verso culture diverse.
Nel documentario, Maraini ripercorre in prima persona le tappe fondamentali della sua esistenza, alternando il racconto a brani tratti dal libro di memorie giapponesi Vita mia (Rizzoli). La sua voce si intreccia con lo straordinario archivio fotografico realizzato da lei e dal padre Fosco Maraini, con immagini in Super 8, materiali di repertorio e disegni originali della regista, dando vita a un racconto intimo e insieme storico.
Un coro di testimoni e una serata di cinema accessibile
A completare il ritratto intervengono alcune tra le più autorevoli personalità della cultura italiana e internazionale: Liliana Cavani, Giuseppe Tornatore, Roberto Faenza, Elda Ferri, Giorgio Amitrano, Hideyuki Doi, Igiaba Scego, Paolo Di Paolo, Donatella Di Pietrantonio, Luigi Ontani e il compositore americano Alvin Curran, che offrono sguardi diversi sulla figura della scrittrice e sul suo percorso umano e creativo. Le musiche originali sono firmate da Andrea Guerra e Kyung Mi Lee.
Il biglietto d’ingresso costa € 3,50 grazie alla promozione del Ministero della Cultura Cinema Revolution, dedicata ai film italiani ed europei, rendendo l’appuntamento con Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi un’occasione accessibile per scoprire o riscoprire la storia di Dacia Maraini sul grande schermo.
Foto: Ufficio Stampa
